A che serve
piangere i morti? A niente. Non si confortano i vivi, tanto meno si fa qualcosa
per i trapassati.
E’ del tutto
evidente che – dalla cosiddetta “primavera araba” – l’attacco è salito
all’Europa, non avevamo dubbi in tal senso, e riteniamo che anche la vittoria
di Brexit faccia parte di questa strategia: isolare la Gran Bretagna dall’Europa
toglie all’UE la metà delle potenzialità d’intervento militare nell’area
mediterranea, navi, aerei, uomini e, soprattutto, basi.
La NATO? Qualcuno crede ancora
nella NATO come “alleanza” militare? A quel presidio militare statunitense in
terra europea? Auguri, gli sciocchini possono accomodarsi. C’è, però, ancora un
modo per tentare di fa venire a galla i veri mandanti, che non sono “l’America”
– come qualcuno crede – ma forze interne all’apparato militare USA, ai servizi
segreti, legati a doppio filo col mondo petrolifero. Che è transnazionale.
Serve a qualcosa
bombardare quattro scalzacani nel Nord dell’Iraq o nell’Est della Siria? E’
servito a qualcosa? Allora, se vuoi eliminare la malattia, devi colpire i
gangli vitali, le fonti di finanziamento: segui i soldi, non seguire le armi o
qualche ridicolo califfo.
L’Arabia Saudita
ha mai preso una posizione chiara ed inequivocabile contro il terrorismo, sia
esso nella versione 1.0 chiamata Al-Quaeda e sia nella 2.0, denominata ISIS?
No, perché Osama Bin Laden faceva parte della famiglia reale saudita, era uno
dei 25.000 che hanno questo privilegio, faceva (o fa?) parte della corte di
Ryad.
Ha eseguito con
dovizia e professionalità i suoi compiti, dalla Bosnia all’Afghanistan, sempre
dalla stessa parte: sempre contro i russi ed i loro alleati, e non diteci che
Ryad non sapesse nulla…oh my God…non raccontateci frottole da festa di paese!
Poi è arrivato
un altro fantoccio, il cosiddetto Califfo: sarà il cognato del mullah Omar? Od
il cugino del cognato dello zio di Saddam Hussein?
Per favore: la
carne tritata dei bambini di Nizza sanguina ancora sulla promenade des Anglais,
non infiorate l’asfalto con parole indegne, stupide e prive di senso.
Certo, Hollande
è in un bel guaio. Quasi completamente ereditato, dai tempi di de Gaulle –
ricordate quel “Ici est la
France!” pronunciato alla folla di Montreal? Gli americani si
chiesero: “Why Canada must be French? – già,
eredità malsane se non puoi permettertelo…ma all’Eliseo, oggi, c’è lui, e
qualcosa deve inventarsi. Altrimenti, se ne vada.
La Francia, poi, ha aggravato
la sua situazione correndo dietro all’atomo di Areva, e allontanandosi troppo
dai destini (e profitti) delle Sette Sorelle, come i tedeschi correvano dietro
al progetto Desertec: lì non è stato necessario fare molto, è bastato togliere
di mezzo il referente in terra africana, ossia Gheddafi, e nemmeno un Watt
giungerà mai dal deserto libico. Anche Mattei fece la stessa fine, pur essendo
un petroliere ma – diciamo – un petroliere “illuminato”, che era già di troppo
nel mondo del barile puzzolente.
Può fare
qualcosa Hollande? Dubito, salvo sganciare un po’ di bombe, ammazzando quattro
idioti armati e quattromila innocenti disarmati. Può incarcerare sette milioni
di francesi d’origine maghrebina? Nemmeno Marine le Pen potrebbe farlo, anche
se magari lo dice, tanto per acchiappare qualche voto.
Un lavoro
d’intelligence, sul fronte interno, sarebbe auspicabile, ma richiederebbe anni:
nel frattempo, rimarrebbe qualcosa delle città francesi? Sarebbe un “lavoro”
sullo stile israeliano: la
Francia può permetterselo? L’Europa? Non facciamo ridere.
Sapendo che il
flusso di denaro per il “califfetto” & i suoi tirapiedi parte da Ryad,
proviamo a ribaltare la situazione.
Sarebbe come, se
noi radessimo al suolo Algeri, Tripoli od il Cairo, gli altri bombardassero
quattro idioti sulle Alpi o nella Foresta Nera. E chissenefrega, sarebbe la
risposta più ovvia.
Fatto salvo che
ammazzare degli innocenti non serve a nulla – anzi, peggiora la situazione,
quindi più niente bombe sulle cittadine orientali – si può provare a fare
questo discorso:
“Cari colleghi
del governo saudita (ed alleati: Qatar, EAU, Kuwait, ecc) al prossimo attentato
in terra francese, arriverà una pioggia di missili su Ryad. La raderemo
praticamente al suolo, senza armi nucleari – ovvio – bastano le navi e i
sommergibili della Marine Nationale.
Non “se
ritirerete l’appoggio”, “se smetterete di finanziare”…eccetera…no, al primo
attentato in terra francese scateneremo l’inferno sulla vostra bella “perla”,
dove le donne non guidano, dove non si può bere una birra in santa pace e dove
il boia affila la scimitarra un giorno la settimana e quello dopo pure.
A voi così piace
vivere, vi rispettiamo, ma c’infastidisce un po’ che, qui da noi, si debba
lavare l’asfalto così spesso, e che l’acqua sia rossa di sangue.
Dopo, non vi
lamentate: siete stati avvertiti.”
Hollande
potrebbe inviare la missiva per via diplomatica, ufficialmente, alla luce del
sole, in modo che non vi sia nessun fraintendimento: dopo – come diceva
Jannacci – sedersi, “per vedere di nascosto l’effetto che fa”. Nel mondo
diplomatico, ovvio.
Altrimenti, caro
Hollande, vai in Tv e dì ai francesi: “Cari francesi, dobbiamo abituarci ad un
paio, forse tre attentati l’anno di questo tipo nella nostra terra. La polizia
vigilerà, ammazzerà gli attentatori, i pompieri interverranno, le ambulanze
pure e creeremo una bella unità di soccorso psicologico permanente, per
spiegare ai francesi che dobbiamo crepare in silenzio, senza far troppo
rumore.”
Poi, dimettiti e
vai a goderti la pensione in un ameno paesino della Bretagna, con la tua amante
ed una bella montagna di Viagra. Fino all’inevitabile infarto: così te ne
andrai anche tu, in silenzio, senza disturbare troppo.
Adesso, caro
Hollande, scegli.
