
Sì, per una volta ci sentiamo d’assumerci la responsabilità di farlo, senza remore e ripensamenti. E’ una cosa “che non va fatta”, ce lo hanno ripetuto decine di volte quando uno dei nostri ragazzi torna dall’Afghanistan in una bara: si devono rimandare a dopo le polemiche, di fronte al lutto ci si deve arrestare, non bisogna essere, appunto, “sciacalli”.
E quando viene “il giorno dopo”? Il giorno del mai nella settimana del poi?
“Passata la festa, gabbato lo Santo”, recita un proverbio, ed è uno degli assiomi sul quale si fonda l’informazione di regime, il mainstream di governo, le chirillacchere spacciate per il Verbo Divino.
E allora: fermiamoci un attimo per meditare cosa sta avvenendo in Giappone, fissiamo negli occhi le immagini di quei reattori nucleari disposti come soldatini in fila, sulla riva del mare infinito, del mare più infido del Pianeta per gli tsunami.
I giapponesi sono i migliori al mondo per la prevenzione dei danni causati dagli eventi sismici, questo tutti lo sanno: e adesso? Basta essere i “migliori”?
Dall’Istituto Italiano di Vulcanologia e Geofisica (INGV) si sono affrettati a ricordare che un terremoto con una simile magnitudo non è mai stato registrato né viene ricordato, in tempi storici, in Italia. Ed è verissimo, anche se – come vedremo in seguito – sembra proprio una “tirata” al carro del Governo.
Perché, qualche “tremarella”, anche noi l’abbiamo subita: recentemente L’Aquila, ma nel recente passato il Friuli, l’Irpinia, il Belice, Messina, Sanremo-Bussana…
Certo, nulla di paragonabile a quanto è avvenuto in Giappone, però i giapponesi sono – appunto – i migliori al mondo per le costruzioni antisismiche: mica costruiscono le “Case dello Studente” – come quella de L’Aquila – con lo sputo e lo scotch.
E vogliamo costruire delle centrali nucleari, al punto che – per mandare avanti il progetto – bisogna arrestare l’installazione degli impianti fotovoltaici alla quota di 8.000 MW di potenza di picco, quota che sarà raggiunta fra pochi mesi, molto prima del previsto? Che, detto fra noi, come potenza installata corrisponde a quella di 10 impianti elettro-nucleari?
E bisogna anche fermare la “deriva” dell’eolico, quelle maledette pale che non inquinano, non creano problemi di sorta, occupano poco spazio e possono essere dislocate anche in mare. Allora, ci s’inventa il tormentone dell’estetica, dimenticando che con antenne e tralicci abbiamo impestato migliaia di campanili e colline, senza minimamente pensare al paesaggio. Già, ma quelle antenne fanno funzionare “la tele” e, senza la Tv, il potere mainstream sarebbe zoppo come Silver de L’Isola del Tesoro.
C’era il gran pericolo del termodinamico, ma – per fortuna – siamo riusciti a cacciare Rubbia dal Paese che – a detta di molti – sarebbe veramente in posizione strategica per sfruttare la sua idea e la tecnologia che, in seguito, l’ENEA ed altre aziende private hanno creato. Come sempre, il genio italiano. Dimenticato.
“Messi a posto” tutti con leggi e leggine, ostracismi e costose campagne pubblicitarie, possiamo finalmente affermare che le energie rinnovabili sono la più grande bufala del secolo: incapaci, inadatte, impotenti per sopperire al fabbisogno energetico.
Perciò, signori miei, se avete paura delle turbolenza del mercato, comprate azioni dell’ENI: non l’ha detto l’ultimo degli scalzacani, l’ha affermato pubblicamente il Presidente del Consiglio. Date i soldi a me…no, cioè, a Tremonti, no…cioè, all’ENI…
Ma non basta: bisogna costruire le centrali nucleari.
Qualcuno ritiene che le centrali nucleari siano passate in cavalleria con quel ministro d’Imperia che non sapeva chi gli aveva comprato casa a Roma: si sbaglia.
Perché?
Poiché le centrali nucleari italiane non sono legate al fabbisogno energetico, bensì alla tenuta del Governo – che, ricordiamo, deve impedire qualche dozzina di processi a carico di Silvio Berlusconi – come i “rimpasti” servono per la stessa ragione, per accontentare chi ha un voto da dare. Gli italiani…cosa c’entrano gli italiani? Mica devono sapere per forza se Ruby è la nipote di Mubarak o la figlia di un ciabattino.
Perché alla tenuta del Governo?
Poiché Silvio Berlusconi non ha del tutto perso le speranze di riuscire a cooptare Casini e qualche “frangia” del Centro e del PD in future alleanze, appoggi esterni, coalizioni di facciata…come le volete chiamare…ossia qualcosa che gli consenta di continuare a regnare e, magari, piazzare lui stesso o Gianni Letta al Quirinale. Già: e come si fa, dopo tutto il can-can del bunga-bunga?
Il costo dell’energia nucleare – per chi non lo sapesse – deriva solo per un 15-20% dal costo dell’Uranio: il resto, è tutto nella costruzione degli impianti. Appalti da sogno, colate di cemento da favola, tangenti galattiche.
E chi le fa?
Non crederemo che il (secondo) matrimonio del celebre Azzurro Caltagirone – al secolo Pierferdinando Casini, rettore in conto della Cattedra di San Pietro dell’UDC, gran difensore della famiglia e del matrimonio religioso (per gli altri, non per lui) – sia stato un matrimonio così…perché si sono conosciuti ed amati, sotto la luna e le stelle…
Non c’interessano gli affari sentimentali di Pierferdi, ma il fatto che lo suocero sia uno dei maggiori costruttori italiani non può passare come casuale: nei secoli, ben sappiamo come la nobiltà difendeva i propri interessi e congiungeva le fortune con i matrimoni.
Se non basta, ricordate come mai Soru perse le elezioni in Sardegna: per i voti dati al PdL? Sì, anche ma – soprattutto – per quella parte del PD legata al gran partito del cemento che vide nel piano edilizio sardo di Soru la fine d’ogni sogno al ferro e cemento. Il paesaggio? Le future generazioni? I sardi? E chi se ne frega dei sardi.
Perché, signori miei, qui bisogna tirar fuori tutti gli altarini: se è vero che Caltagirone è saldamente “ancorato” a Berlusconi e che Casini fa da guardaspalle, è altrettanto vero che grandi cooperative del cemento e delle costruzioni fanno capo all’Emilia del PD. O me l’invento io?
Voto per appartenenza o per convenienza? Sembra che solo il secondo, oramai, valga qualcosa.
Sarebbe l’ora, oramai, di comunicare ufficialmente dove saranno costruite e quante saranno le centrali nucleari italiane – Chicco, Chioccolino Testa, almeno tu lo sai? – ossia chi si ritroverà quei bei casermoni al ferro-cemento-Uranio sul groppone.
Ah, maledizione: in Italia si vota troppo, si vota sempre. Non c’è mai un momento tranquillo per dirlo – magari in sordina, ma dirlo chiaramente – e fare chiarezza: sempre un’elezione incombente, ed i gran rettori dei numeri e delle simulazioni elettorali che annunciano che no, che se si dice prima delle tali elezioni si perde il tal collegio, la tal Regione, la tal Provincia…
No, non si puote.
Però, però…pensa il Capoccione…in fin dei conti, adesso non mi servono quelle centrali: Casini deve trascinarsi dietro quell’allocco di Fini per tutto il tempo che ci metterò a dissanguarlo ed a sputtanarlo…quindi non potrebbe…
Certo, Pierferdi rimane un fervente nuclearista, come il Chicco…chissà come la pensa il Renzi?
Quelle centrali, oggi, non servono – l’ho già detto a quel dipendente…come si chiama…quel Romani: perciò, acqua in bocca, zitti e mosca – però dobbiamo mantenerle in stand-by, come il rimpasto nel Governo.
Dopo, al momento opportuno, avremo una carta pesante migliaia di tonnellate di cemento da giocarci su più fronti, a destra ed a sinistra, perché non c’è nulla che scompagini ed unisca come il sacco di cemento moltiplicato per mille, per milioni…anzi, non potremmo far votare direttamente i sacchi?
Come e quando le faremo?
Quando mi servirà per acchiappare voti…come? E che cazzo ne so io di centrali nucleari?
Ma le faremo…lo dice anche Tremonti che siamo meglio dei tedeschi! Cosa ci vorrà a fare una centrale nucleare antisismica!
Ecco, ecco…
Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.
Questa pubblicazione non può essere considerata alla stregua della pubblicazione a stampa, giacché ha carattere saltuario e si configura, dunque, come un libera espressione, così come riferito dall'art. 21 della Costituzione. Per le immagini eventualmente presenti, si fa riferimento al comma 3 della Legge 22 Maggio 2004 n. 128, trattandosi di citazione o di riproduzione per fini culturali e senza scopo di lucro.
E quando viene “il giorno dopo”? Il giorno del mai nella settimana del poi?
“Passata la festa, gabbato lo Santo”, recita un proverbio, ed è uno degli assiomi sul quale si fonda l’informazione di regime, il mainstream di governo, le chirillacchere spacciate per il Verbo Divino.
E allora: fermiamoci un attimo per meditare cosa sta avvenendo in Giappone, fissiamo negli occhi le immagini di quei reattori nucleari disposti come soldatini in fila, sulla riva del mare infinito, del mare più infido del Pianeta per gli tsunami.
I giapponesi sono i migliori al mondo per la prevenzione dei danni causati dagli eventi sismici, questo tutti lo sanno: e adesso? Basta essere i “migliori”?
Dall’Istituto Italiano di Vulcanologia e Geofisica (INGV) si sono affrettati a ricordare che un terremoto con una simile magnitudo non è mai stato registrato né viene ricordato, in tempi storici, in Italia. Ed è verissimo, anche se – come vedremo in seguito – sembra proprio una “tirata” al carro del Governo.
Perché, qualche “tremarella”, anche noi l’abbiamo subita: recentemente L’Aquila, ma nel recente passato il Friuli, l’Irpinia, il Belice, Messina, Sanremo-Bussana…
Certo, nulla di paragonabile a quanto è avvenuto in Giappone, però i giapponesi sono – appunto – i migliori al mondo per le costruzioni antisismiche: mica costruiscono le “Case dello Studente” – come quella de L’Aquila – con lo sputo e lo scotch.
E vogliamo costruire delle centrali nucleari, al punto che – per mandare avanti il progetto – bisogna arrestare l’installazione degli impianti fotovoltaici alla quota di 8.000 MW di potenza di picco, quota che sarà raggiunta fra pochi mesi, molto prima del previsto? Che, detto fra noi, come potenza installata corrisponde a quella di 10 impianti elettro-nucleari?
E bisogna anche fermare la “deriva” dell’eolico, quelle maledette pale che non inquinano, non creano problemi di sorta, occupano poco spazio e possono essere dislocate anche in mare. Allora, ci s’inventa il tormentone dell’estetica, dimenticando che con antenne e tralicci abbiamo impestato migliaia di campanili e colline, senza minimamente pensare al paesaggio. Già, ma quelle antenne fanno funzionare “la tele” e, senza la Tv, il potere mainstream sarebbe zoppo come Silver de L’Isola del Tesoro.
C’era il gran pericolo del termodinamico, ma – per fortuna – siamo riusciti a cacciare Rubbia dal Paese che – a detta di molti – sarebbe veramente in posizione strategica per sfruttare la sua idea e la tecnologia che, in seguito, l’ENEA ed altre aziende private hanno creato. Come sempre, il genio italiano. Dimenticato.
“Messi a posto” tutti con leggi e leggine, ostracismi e costose campagne pubblicitarie, possiamo finalmente affermare che le energie rinnovabili sono la più grande bufala del secolo: incapaci, inadatte, impotenti per sopperire al fabbisogno energetico.
Perciò, signori miei, se avete paura delle turbolenza del mercato, comprate azioni dell’ENI: non l’ha detto l’ultimo degli scalzacani, l’ha affermato pubblicamente il Presidente del Consiglio. Date i soldi a me…no, cioè, a Tremonti, no…cioè, all’ENI…
Ma non basta: bisogna costruire le centrali nucleari.
Qualcuno ritiene che le centrali nucleari siano passate in cavalleria con quel ministro d’Imperia che non sapeva chi gli aveva comprato casa a Roma: si sbaglia.
Perché?
Poiché le centrali nucleari italiane non sono legate al fabbisogno energetico, bensì alla tenuta del Governo – che, ricordiamo, deve impedire qualche dozzina di processi a carico di Silvio Berlusconi – come i “rimpasti” servono per la stessa ragione, per accontentare chi ha un voto da dare. Gli italiani…cosa c’entrano gli italiani? Mica devono sapere per forza se Ruby è la nipote di Mubarak o la figlia di un ciabattino.
Perché alla tenuta del Governo?
Poiché Silvio Berlusconi non ha del tutto perso le speranze di riuscire a cooptare Casini e qualche “frangia” del Centro e del PD in future alleanze, appoggi esterni, coalizioni di facciata…come le volete chiamare…ossia qualcosa che gli consenta di continuare a regnare e, magari, piazzare lui stesso o Gianni Letta al Quirinale. Già: e come si fa, dopo tutto il can-can del bunga-bunga?
Il costo dell’energia nucleare – per chi non lo sapesse – deriva solo per un 15-20% dal costo dell’Uranio: il resto, è tutto nella costruzione degli impianti. Appalti da sogno, colate di cemento da favola, tangenti galattiche.
E chi le fa?
Non crederemo che il (secondo) matrimonio del celebre Azzurro Caltagirone – al secolo Pierferdinando Casini, rettore in conto della Cattedra di San Pietro dell’UDC, gran difensore della famiglia e del matrimonio religioso (per gli altri, non per lui) – sia stato un matrimonio così…perché si sono conosciuti ed amati, sotto la luna e le stelle…
Non c’interessano gli affari sentimentali di Pierferdi, ma il fatto che lo suocero sia uno dei maggiori costruttori italiani non può passare come casuale: nei secoli, ben sappiamo come la nobiltà difendeva i propri interessi e congiungeva le fortune con i matrimoni.
Se non basta, ricordate come mai Soru perse le elezioni in Sardegna: per i voti dati al PdL? Sì, anche ma – soprattutto – per quella parte del PD legata al gran partito del cemento che vide nel piano edilizio sardo di Soru la fine d’ogni sogno al ferro e cemento. Il paesaggio? Le future generazioni? I sardi? E chi se ne frega dei sardi.
Perché, signori miei, qui bisogna tirar fuori tutti gli altarini: se è vero che Caltagirone è saldamente “ancorato” a Berlusconi e che Casini fa da guardaspalle, è altrettanto vero che grandi cooperative del cemento e delle costruzioni fanno capo all’Emilia del PD. O me l’invento io?
Voto per appartenenza o per convenienza? Sembra che solo il secondo, oramai, valga qualcosa.
Sarebbe l’ora, oramai, di comunicare ufficialmente dove saranno costruite e quante saranno le centrali nucleari italiane – Chicco, Chioccolino Testa, almeno tu lo sai? – ossia chi si ritroverà quei bei casermoni al ferro-cemento-Uranio sul groppone.
Ah, maledizione: in Italia si vota troppo, si vota sempre. Non c’è mai un momento tranquillo per dirlo – magari in sordina, ma dirlo chiaramente – e fare chiarezza: sempre un’elezione incombente, ed i gran rettori dei numeri e delle simulazioni elettorali che annunciano che no, che se si dice prima delle tali elezioni si perde il tal collegio, la tal Regione, la tal Provincia…
No, non si puote.
Però, però…pensa il Capoccione…in fin dei conti, adesso non mi servono quelle centrali: Casini deve trascinarsi dietro quell’allocco di Fini per tutto il tempo che ci metterò a dissanguarlo ed a sputtanarlo…quindi non potrebbe…
Certo, Pierferdi rimane un fervente nuclearista, come il Chicco…chissà come la pensa il Renzi?
Quelle centrali, oggi, non servono – l’ho già detto a quel dipendente…come si chiama…quel Romani: perciò, acqua in bocca, zitti e mosca – però dobbiamo mantenerle in stand-by, come il rimpasto nel Governo.
Dopo, al momento opportuno, avremo una carta pesante migliaia di tonnellate di cemento da giocarci su più fronti, a destra ed a sinistra, perché non c’è nulla che scompagini ed unisca come il sacco di cemento moltiplicato per mille, per milioni…anzi, non potremmo far votare direttamente i sacchi?
Come e quando le faremo?
Quando mi servirà per acchiappare voti…come? E che cazzo ne so io di centrali nucleari?
Ma le faremo…lo dice anche Tremonti che siamo meglio dei tedeschi! Cosa ci vorrà a fare una centrale nucleare antisismica!
Ecco, ecco…
Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.
Questa pubblicazione non può essere considerata alla stregua della pubblicazione a stampa, giacché ha carattere saltuario e si configura, dunque, come un libera espressione, così come riferito dall'art. 21 della Costituzione. Per le immagini eventualmente presenti, si fa riferimento al comma 3 della Legge 22 Maggio 2004 n. 128, trattandosi di citazione o di riproduzione per fini culturali e senza scopo di lucro.