
Tic tac, tic tac, tic tac, tic tac…driiiiinnnn…
Suona la campanella, le porte della classe si spalancano e i ragazzi fluiscono, con il loro vociare confuso ed i cellulari subito accesi, verso la naturale libertà dell’uscita. Verso il piazzale antistante la scuola: per una sigaretta od un bacio, una confidenza od un’arrabbiatura da smaltire.
Mi fermo un attimo in sala insegnanti e do un’occhiata ad un giornale on-line, che qualcuno ha lasciato aperto sul computer: non si sa, forse, speriamo, può darsi, non sarà, avverrà, ci sarà, niente paura, sarà inevitabile…
Perché – mio Dio – tutte queste perifrasi, queste circonlocuzioni, questi saperi sviati, queste certezze rarefatte, questi dubbi sostanziati…insomma: perché tutte queste balle?
Lontano migliaia di miglia, sulla riva di un mare freddo e profondo, qualcuno sta morendo. Sta già, oggi, morendo per le radiazioni. C’è altro da dire?
Il Pianeta ha il fiato sospeso. E perché? Cos’altro può succedere?
Quando, a denti stretti, i giapponesi affermano che c’è un “rischio di fusione” del materiale fissile, immagino il solito giapponese: scusa, reattore, scusa, Kami, scusa, acqua che manca, scusa, Tenno, scusa…wakarimasen, wakarimasen, scusa…
Ma, se l’acqua manca e non ricopre più le barre d’Uranio, non c’è più niente di cui chiedere scusa: è solo questione di tempo.
Siamo certi che Nobutaka e Hideyoshi ci avevano pensato per tempo: c’erano senz’altro il gasolio nei generatori d’emergenza e l’antigelo nei circuiti refrigeranti.
Non come l’ultima simulazione tenuta a Caorso, quando si scoprì – con un brivido di gelo alla schiena – che, se non fosse stata una semplice simulazione al computer, il nocciolo del reattore sarebbe fuso perché qualcuno aveva dimenticato d’aggiungere l’antigelo al circuito refrigerante dei diesel d’emergenza, quelli che dovevano alimentare le pompe. No antigelo, no parte diesel d'emergenza, sì fusion: semplice, no? Già, ma siamo in Italia…
In Giappone questo è l’ABC e nessuno, siamo certi, aveva dimenticato nulla: semplicemente, nessuno aveva immaginato che mancasse del tutto il rifornimento d’acqua. Allora, giù con l’acqua di mare.
Ma, l’acqua di mare, non è tecnicamente “acqua”: è una soluzione salina.
Ogni litro d’acqua marina contiene all’incirca 20-30 grammi di una miscela di sali: un’abbondante manciata di sale, come quella che si butta nell’acqua della pasta.
Butta giù tonnellate d’acqua: ti ritrovi, in un nonnulla, tonnellate d’ogni sorta di reagente che attaccano le strutture d’acciaio e di metalli rari, le mordono, le riducono – a loro volta – in altri sali, che così aumentano ancora…
La temperatura aumenta, aumenta…scusa ingegnere, scusa direttore…la temperatura aumenta: più acqua, più acqua!
Ma la temperatura arriva a centinaia di gradi, l’acqua si separa e genera Idrogeno, che con il calore scoppia e distrugge le strutture già scardinate dalle scosse telluriche e dall’assalto dell’acqua marina, dai sali che si accumulano…scusa giornalista, scusa generale…
La temperatura aumenta, e non bastano nemmeno più i sali di Boro, le tonnellate d’acqua di mare, le preghiere al Budda, perché si sa che un giapponese nasce scintoista e muore buddista.
Scusa televisione, scusa Governo, ma devi dire, devi dire che l’ultima compagnia della divisione Fukushima ha fallito: faranno seppuku, nessuno tornerà indietro, nessuno macchierà il suo onore, come i predecessori sovietici oggi allineati al Cimitero degli Eroi di Mosca, seguiremo il nostro destino di Samurai.
Voi, che restate, salite al Tempio di Asakusa e ricordate noi, che abbiamo fatto seppuku con barre di Uranio: scusa, mia katana, scusa disonore...
Tic tac, tic tac, tic tac, tic tac…driiiiinnnn…
Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.
Questa pubblicazione non può essere considerata alla stregua della pubblicazione a stampa, giacché ha carattere saltuario e si configura, dunque, come un libera espressione, così come riferito dall'art. 21 della Costituzione. Per le immagini eventualmente presenti, si fa riferimento al comma 3 della Legge 22 Maggio 2004 n. 128, trattandosi di citazione o di riproduzione per fini culturali e senza scopo di lucro.
Perché – mio Dio – tutte queste perifrasi, queste circonlocuzioni, questi saperi sviati, queste certezze rarefatte, questi dubbi sostanziati…insomma: perché tutte queste balle?
Lontano migliaia di miglia, sulla riva di un mare freddo e profondo, qualcuno sta morendo. Sta già, oggi, morendo per le radiazioni. C’è altro da dire?
Il Pianeta ha il fiato sospeso. E perché? Cos’altro può succedere?
Quando, a denti stretti, i giapponesi affermano che c’è un “rischio di fusione” del materiale fissile, immagino il solito giapponese: scusa, reattore, scusa, Kami, scusa, acqua che manca, scusa, Tenno, scusa…wakarimasen, wakarimasen, scusa…
Ma, se l’acqua manca e non ricopre più le barre d’Uranio, non c’è più niente di cui chiedere scusa: è solo questione di tempo.
Siamo certi che Nobutaka e Hideyoshi ci avevano pensato per tempo: c’erano senz’altro il gasolio nei generatori d’emergenza e l’antigelo nei circuiti refrigeranti.
Non come l’ultima simulazione tenuta a Caorso, quando si scoprì – con un brivido di gelo alla schiena – che, se non fosse stata una semplice simulazione al computer, il nocciolo del reattore sarebbe fuso perché qualcuno aveva dimenticato d’aggiungere l’antigelo al circuito refrigerante dei diesel d’emergenza, quelli che dovevano alimentare le pompe. No antigelo, no parte diesel d'emergenza, sì fusion: semplice, no? Già, ma siamo in Italia…
In Giappone questo è l’ABC e nessuno, siamo certi, aveva dimenticato nulla: semplicemente, nessuno aveva immaginato che mancasse del tutto il rifornimento d’acqua. Allora, giù con l’acqua di mare.
Ma, l’acqua di mare, non è tecnicamente “acqua”: è una soluzione salina.
Ogni litro d’acqua marina contiene all’incirca 20-30 grammi di una miscela di sali: un’abbondante manciata di sale, come quella che si butta nell’acqua della pasta.
Butta giù tonnellate d’acqua: ti ritrovi, in un nonnulla, tonnellate d’ogni sorta di reagente che attaccano le strutture d’acciaio e di metalli rari, le mordono, le riducono – a loro volta – in altri sali, che così aumentano ancora…
La temperatura aumenta, aumenta…scusa ingegnere, scusa direttore…la temperatura aumenta: più acqua, più acqua!
Ma la temperatura arriva a centinaia di gradi, l’acqua si separa e genera Idrogeno, che con il calore scoppia e distrugge le strutture già scardinate dalle scosse telluriche e dall’assalto dell’acqua marina, dai sali che si accumulano…scusa giornalista, scusa generale…
La temperatura aumenta, e non bastano nemmeno più i sali di Boro, le tonnellate d’acqua di mare, le preghiere al Budda, perché si sa che un giapponese nasce scintoista e muore buddista.
Scusa televisione, scusa Governo, ma devi dire, devi dire che l’ultima compagnia della divisione Fukushima ha fallito: faranno seppuku, nessuno tornerà indietro, nessuno macchierà il suo onore, come i predecessori sovietici oggi allineati al Cimitero degli Eroi di Mosca, seguiremo il nostro destino di Samurai.
Voi, che restate, salite al Tempio di Asakusa e ricordate noi, che abbiamo fatto seppuku con barre di Uranio: scusa, mia katana, scusa disonore...
Tic tac, tic tac, tic tac, tic tac…driiiiinnnn…
Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.
Questa pubblicazione non può essere considerata alla stregua della pubblicazione a stampa, giacché ha carattere saltuario e si configura, dunque, come un libera espressione, così come riferito dall'art. 21 della Costituzione. Per le immagini eventualmente presenti, si fa riferimento al comma 3 della Legge 22 Maggio 2004 n. 128, trattandosi di citazione o di riproduzione per fini culturali e senza scopo di lucro.