Finalmente qualcuno c’è arrivato, ma non per chissà quali ragionamenti o scelte consapevoli: semplicemente, perché sono spariti i soldi, non ci sono più. E, allora, ci si arrangia come si può.
Tutto ciò fa avvertire la propria completa inutilità, in un
Paese come l’Italia soprattutto, d’esser stato una cassandra inascoltata e
derisa da tutto il mondo politico ed amministrativo. Poteva essere diverso? Da
gente affaccendata a succhiar soldi alle banche, per poi chiederli a noi, ci si
può aspettare altro? “Non ti curar di lor ma guarda e passa”: già, dobbiamo
passare in mezzo ad un mucchio di m...e far finta che sia un profumato roseto.
Adesso vi spiego.
La Provincia di Lodi ha finito i soldi. Ma, non doveva
finire anche la provincia di Lodi, insieme alle province? Boh...
Cosa fa allora?
Le province avevano delle competenze, principalmente su
caccia e pesca, strade, lavoro e scuole (manutenzione degli edifici e spese
ordinarie).
Non abbiamo notizie su caccia e pesca, le strade sono
lasciate (sempre più scassate) all’abbandono, il lavoro è sparito e la scuola,
la scuola...eh, quella sì che dà dei grattacapi...
Perché ogni anno, che piova o faccia sole, bisogna riempire
le cisterne del riscaldamento invernale di gasolio, cippato,
pellet...eccetera...oppure pagare la bolletta del metano.
Un liceo di Lodi ha accettato la “sfida” (1) – ossia la
necessità di risparmiare, visti i chiari di luna sui bilanci – ed ha deciso di
chiudere la scuola fino al 10 Gennaio, spegnendo l’impianto di riscaldamento.
La Dirigente Scolastica ha comunque garantito le 200 giornate annue
d’insegnamento, come prevede la normativa.
E io che c’entro? In due parole ve lo spiego.
Per ricordarmi di quando affrontai la questione, ho dovuto
ricorrere a memorie lontane: che automobile avevo? Era il periodo del mal di
schiena? Del dentista?
Sono riuscito ad inquadrare gli eventi intorno al 2005, ma
potrebbe essere anche un po’ prima...dopo no, e vedremo perché.
Stimolato dai discorsi di un amico termotecnico (purtroppo,
già scomparso, era nel “libro nero” del tumore dell’amianto...eh, come passa il
tempo per gli umili mortali...gli altri non crepano mai, vedi Gelli) m’accorsi
che scaldare le scuole nel periodo delle vacanze invernali era un costo mica da
ridere. Lo scrivevo il 14 Dicembre del 2005 (2): ne riporto un breve estratto:
“Quanto si spende per
scaldare queste scuole vuote? Ho eseguito un rapido calcolo, considerando
cubature medie di 4.500 m3,
un coefficiente medio di 50 Kcal per m3/h e la presenza sul territorio
italiano di circa 25.000 istituti scolastici. Un calcolo con alcune
approssimazioni, ma che conduce a valutare l’importo fra i 200 ed i 250 milioni
di euro l’anno...”
Se ci avessero pensato all’epoca, oggi avremmo risparmiato
circa 2-3 miliardi di euro: poco, tanto? E’ la stessa cosa: tanto, se li
sarebbero mangiati ugualmente in tangenti, cene, viaggi e puttane.
Non contento d’averlo scritto e ben documentato, approfittai
di un evento che considerai fausto: alla presentazione di un mio libro, a
Prato, sarebbe stato presente un gran farfallone dell’ambientalismo italiano –
che tutti, ovviamente, conoscerete – tale Fabrizio Vigni, senese, di
professione funzionario di partito. Quale? Ma dai...PCI, PDS, DS...si chiamano
ancora così? Non ricordo.
Perché non “passare la palla” ad uno del palazzo, affinché realizzi
l’impresa? In fin dei conti, si trattava di una piccola “riforma” a costo zero,
anzi, a guadagno certo: un ambientalista serio l’avrebbe senz’altro colta al
volo. Ingenuo, vero? Eh sì: ancora credevo di vivere in un Paese normale, mica
nel Renzistan!
Così feci. Gli spiegai in due parole l’arcano di spegnere il
riscaldamento durante le vacanze...si risparmia tot...per il personale si
fa...eccetera...
Mi fissò con due occhi liquidi, da pesce bollito ma senza
sale, sfatto: dopo due minuti m’accorsi che aveva una gran voglia d’andarsene,
e in fretta.
Ma che vole ‘sto rompihoglioni? Maremma maiala...proprio
stasera lo dovevo trovare sulla mi straha? Ciò gli amici o l’amichetta che
m’aspettano, per la partita a scopetta o scopone...
Ecco quel che lessi in quegli occhi: l’unica soddisfazione –
proprio magnum gaudium – fu leggere che alle elezioni del 2006 fu trombato. Mal
me n’accorsi: passò immediatamente nella giravolta dei consigli d’amministrazione
delle “partecipate” toscane: fra un bicchiere di Chianti ed una sagra del
baccello, il nostro tornò a sedersi in quelle sale anonime dove crescono il
grano ed il vino per, allegramente, vignare. Vero Vigni? Eh, nomen omen...
Se avete qualche curiosità, lascio in nota (3) la folgorante
carriera del nostro “ambientalista” ed anche un bello “spaccato”
dell’ambientalismo “monnezzaro” del PD toscano (tratto dal blog di Grillo) (4)
ma tanto, trastullandosi fra l’inceneritore di Scarlino (consigliere) e Sienambiente
(ex presidente), il nostro giunge alla pensione (è del ’56) e il prossimo anno
– in barba a quelli inchiappettati senza ritegno, avvalendosi di “diritti
acquisiti” ad altri negati dalla legge Fornero – andrà ad incassare il frutto
di tanto impegno, di tante fatiche, di tanti sforzi compiuti per l’ambiente
italiano e dintorni.
Quanto prenderà?
Non lo so: Cicciolina – una sola legislatura – prende 3.330
euro...lui ne ha fatte tre...facciamo un cinquemila? E vai con l’ambiente...
Che ci volete fare...più ne fai e più prendi, sono come Cicciolina,
più ne prendi e più soldi fai...e chi se lo prende nello stoppino? Ma dai, non
indovinate?
Un ultimo saluto per la Dirigente Scolastica di Lodi –
prof.ssa Giusy Moroni – la quale ha avuto coraggio, e gliene rendiamo merito.
Nella mia bozza, però, non prevedevo telelavoro o roba del genere, bensì un
semplicissimo escamotage: metà delle ore “a disposizione” (come per il
personale docente) e metà sarebbero confluite in un “monte” ore da utilizzare
nei momenti di maggior bisogno.
Perché – Preside Moroni – entrambi sappiamo che, se hai tre
persone in segreteria, nei tempi più “tranquilli” ne basta ed avanza una sola,
mentre nei periodi “caldi” – esami, iscrizioni, ecc – ce ne vorrebbero sei.
In questo modo, tutti contenti: il personale ATA che si
riposa qualche giorno sotto le feste senza ricorrere alle ferie e lei, che
quando ce n’è veramente bisogno, soprattutto per tener aperta la scuola il
pomeriggio, non sente più il coro delle lamentele, dei “distinguo”, dei “però
la Rossi...”, “ma proprio oggi che ho il dentista...” “e il bambino, a chi lo
lascio?”...eccetera, eccetera...che ben conosciamo. Per tacitare i
“legislatori”, basta un numero telefonico per le emergenze (sotto Natale?!?) e
tutto si risolve.
A volte, le cose semplici sono quelle che funzionano meglio.
Non vede come hanno funzionato per Vigni? Non ha mai fatto
niente e, questo res nullius, si porterà a casa un bel gruzzoletto, alla faccia
mia, sua e di tutti noi che abbiamo lavorato o ancora lavoriamo.
Capito come si fa?
