All’indomani della nomina del nuovo governo, sono tornato a
leggere le promesse elettorali di quello precedente: su tutto, spiccava la
questione europea, in mille salse. Uscita, dall’UE o dall’euro, o da entrambi,
poi discesa con un’infinita diatriba sui mini-BOT per pagare le imprese che
lavoravano per lo Stato, infine, tutto derubricato all’anno del poi ed al
giorno del mai. E’ vero oppure l’ho sentita solo io questa solfa? E perché non
hanno lottato strenuamente per raggiungere l’obiettivo? La Lega, addirittura, aveva
eletto Borghi e Bagnai, i quali hanno scaldato la loro sedia per più di un anno
senza dire una parola, senza fare una proposta. Tutto normale?
Tutto normalissimo, in un Paese nel quale lanci dei proclami
che sai benissimo, dopo, di non poter realizzare: basta vincere. Poi, poi…va
beh…poi se lo dimenticano…
La campagna per le elezioni europee fu impostata da Salvini
tutta sull’immigrazione – altro argomento che richiama consensi – per poi
giocarla (male) in un’avventura che, se avesse avuto un po’ di sale in zucca
(opinione non mia, bensì di Roberto Maroni), non avrebbe mai tentato. Era ovvio
che finisse così: fin quando c’è una maggioranza parlamentare, il Presidente
della Repubblica ha il diritto/dovere di non mandare il Paese ad elezioni.
Altrimenti, ad ogni elezione – europea, regionale, comunale – qualcuno
chiederebbe di tornare al voto.
In realtà, le elezioni europee – pur vincenti per la Lega in Italia – in Europa
furono una delusione per il fronte sovranista, poiché la maggioranza dei
popolari e socialisti non fu quasi scalfita. Ma, domandiamoci, cos’è il tanto
osannato “sovranismo”?
Questa è la definizione che dà l’enciclopedia Larousse:
Il sovranismo
è una dottrina politica che sostiene la preservazione o la ri-acquisizione
della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in
contrapposizione alle istanze e alle politiche delle organizzazioni
internazionali e sovranazionali.
Mi sembra appropriata, dunque è il
diritto di lasciare un’organizzazione sovranazionale quando riteniamo che ci
danneggi.
Ma, gli italiani, votarono nel 1989 per
appartenere all’UE, dunque:
1) Per prima cosa bisogna indire un nuovo
referendum;
2) Se lo si vince, bisogna attuare una
procedura di “distacco”.
A margine, vorrei far notare a quelli che
credono che Salvini avrebbe indetto il referendum – insieme alla Meloni ed a
Berlusconi (senza gli alleati, non aveva i numeri per vincere) – beh…ritengo che
dopo questa bella prova di fiducia e di affidamento, avrebbero potuto
tranquillamente credere in Cappuccetto Rosso, nella Terra Piatta, nei bambini
che nascono sotto i cavoli ed a Babbo Natale.
La procedura di “distacco” va in onda
oggi in Gran Bretagna, la quale sapeva benissimo a cosa andava incontro: non puoi
per trent’anni firmare trattati ed accordi, e dopo andartene con un “ciao”.
Insomma, è un po’ più complicato rispetto ad un matrimonio. C’è una trattativa
in corso, com’è logico che sia: ciascuno, cerca di ottenere tutto ciò che può.
Però, la Gran Bretagna ci ha riflettuto
bene: non dimentichiamo che gli inglesi sono usciti vittoriosi dalla 2GM, hanno
saputo trasformare il loro ex impero in una struttura conveniente sia per loro
e sia per gli ex colonizzati, inoltre la
GB ha da sempre un rapporto privilegiato con gli USA. Quali,
di queste qualità, ha l’Italia?
Sbattere la porta è facile, più difficile
dire cosa si farebbe dopo: per ora, non ho sentito altro dal fronte sovranista,
se non qualche richiamo ad Orban, che oggi ti sembra alleato e, domani – come
nel caso dei migranti – ti abbandona al tuo destino.
E’ chiaro che il M5S, all’indomani del
voto europeo, scelse la via del cambiamento dell’UE dall’interno, poiché altre
vie – francamente – non ne vedevano. Forse questo cambiamento fu anche dettato dalla
visione salviniana di una lotta senza quartiere all’UE – solo sui social,
chiaramente! – tanto per acquisire consensi. Ma, parliamoci chiaro, quali sono
state le mosse di Salvini sul fronte europeo?
Per carità…non torniamo alla storiella
dei migranti…a parte che il signor ex ministro dell’Interno non è riuscito a
rimpatriare un solo migrante fra quelli che già erano in Italia, ma nemmeno è
riuscito a bloccare nemmeno l’ingresso dei migranti che sono giunti in Italia.
Qualche sparata qui e là, ma niente di serio: bene o male, sbarcavano sempre,
se non dalle navi, dai gommoni. La migrazione di massa, l’aveva già bloccata
Minniti con l’infame accordo con i libici a metà del 2017.
Perché? Poiché bisogna distinguere fra “migrazione” ed
“invasione” l’invasione avviene da popolazioni armate che giungono dopo un
conflitto militare, mentre la migrazione è semplicemente un trasferimento in
altro luogo di un surplus di popolazione.
Da noi è giunta una migrazione:
voglio ricordare le parole di Salvini, “voglio
che in Europa giungano in aereo”. Giustissimo, ma se per ottenere
l’obiettivo ti spingi a tratteggiare l’UE come un nemico, dopo non ti stupire
se ti lasciano solo ad affrontare il problema. Non è che la migrazione sia un
fenomeno solo dei nostri tempi: la
Germania ha 9,8 milioni di migranti (11,9% sulla
popolazione), la Francia
7,4 milioni (8,9% sulla popolazione), la Spagna 3 milioni (13,8% sulla popolazione),
l’Italia 3,6 milioni (8,3% sulla popolazione). Fonte: Wikipedia.
In principio di questa storia, si riteneva opportuno
coinvolgere l’UE sui flussi migratori: ossia, sulla base della popolazione,
accettare migranti fino ad una determinata soglia (probabilmente intorno al 10%
della popolazione) ma giunse, forte e categorico, il “no” proprio dai Paesi cosiddetti
“sovranisti”, Ungheria ed Austria in primis.
La vicenda, dopo questo fallimento, finì per avvilupparsi su
se stessa: Salvini urlacciava, l’UE s’irrigidiva e così assistemmo alle famose
“chiusure” dei porti – che collidevano con il diritto internazionale sul
salvataggio in mare – e le “carrette del mare” o giu ngevano indisturbate,
oppure erano obbligate a sbarcare nei nostri porti, salvo poi ridistribuire i
migranti grazie all’intervento d’altri
ministri, poiché Salvini s’era reso inviso a tutti in Europa, salvo ad
Orban & compagni che, però, non si prendevano manco un migrante!
La questione dei migranti così si pone – a parte le
procedure truffaldine escogitate nel Belpaese, cosicché i migranti finivano nei
nuovi “Alabama” dell’agro-alimentare, oppure direttamente a disposizione delle
mafie italo-nigeriane, ecc – se si vuole farli arrivare “in aereo”: si
stabiliscono le necessità di manodopera per gli apparati produttivi, quindi si
apre una trattativa con gli stati “fornitori”, si stilano degli accordi sui
numeri annui e sulle destinazioni, si procede all’importazione della manodopera
necessaria.
A questo punto, non dite che così si toglie lavoro agli
italiani…che barba…trovatemi un italiano disposto a trasferirsi nei campi di
pomodori, cavoli, finocchi, meloni, angurie…e poi disposti ad accudire vacche e
maiali, quindi a lavorare sotto il sole nelle riparazioni stradali…perché gli
occhi li ho come voi, e so riconoscere quanti neri ci sono in questi ambiti.
Qui è cominciata la guerriglia fra Salvini e l’UE –
dimenticato l’euro e l’UE (Borghi, Bagnai: dov’eravate?) – tutto si consumò in
una campagna elettorale continua, da una radio all’altra, da una spiaggia
all’altra, fino a rendersi inviso agli alleati di governo, alle burocrazie
europee, ma anche agli stessi partiti di centro-destra! Non è un caso se Toti e
Brunetta, recentemente, lo hanno scaricato. E pure qualcuno dentro la Lega ha storto il naso:
Maroni e Giorgetti, tanto per non far nomi.
Rimasto solo a giustificare una mossa incredibile – far
saltare un governo e poi dare la colpa agli altri, fino a giungere ai
complotti, alle dietrologie, alle storie fantapolitiche di chissà quali
coinvolgimenti – Salvini, oggi, torna alla sola cosa che sa fare: campagna
elettorale, sempre, ovunque. Finché ci sarà qualcuno che lo ascolta, perché
dopo un po’ stufa: è la legge dei social, baby, fattene una ragione.
Cosicché, il M5S è stato obbligato a formare un governo con
un PD altrettanto diffidente: lo stesso percorso che precedette l’inizio del
governo giallo-verde, perché – se sapete leggere – il M5S non ha cambiato le
sue richieste: la riforma Bonafede sulla Giustizia, il ritorno delle autostrade
allo Stato, la tassazione proporzionale, ecc…solo sulla TAV non ci sono novità:
sono tutti a favore (a parte il M5S), dalla Meloni al PD, Lega compresa. E,
attenzione, tutti sanno benissimo che l’opera non servirà a niente, ma vogliono
i soldi, i quattrini che l’UE ha (per ora) solo promesso, e che genereranno
grandi flussi di denaro per i soliti noti, Lega compresa. Un affare da decine
di miliardi di euro che durerà almeno 20 anni.
Ed hanno fatto bene a non cedere alle ultime, miserevoli,
proposte di Salvini poiché la realtà era ed è che Salvini non ha una linea di
governo, non ha idee su cosa fare sull’euro, non vuole l’Europa ma non sa cosa
fare per andarsene, non sa come fare per correggere i trattati: Salvini, non ha
proposto niente perché non ha niente da proporre.
Non ci credete?
Prendete in esame la situazione internazionale: ci sono 4
grandi potenze economico-militari. USA, Cina, Unione Europea e Russia sono in
eterno equilibrio/conflitto su molti temi, mentre almeno 3 medie potenze –
Giappone, India e Brasile – si avvicinano o si allontanano da almeno una delle
grandi potenze, mai però entrano in aperto conflitto. Due grandi nazioni –
Australia e Canada – fanno parte del Commonwealth britannico, 14 nazioni
africane pagano una sorta di “tangente” del 50% a Parigi per usare il Franco
Coloniale, che consente loro il cambio in euro. Molte nazioni sudamericane hanno
legami con il dollaro o con l’euro, tramite il Banco di Santander. Altre, come la Siria e l’Iran, sono vicine
al blocco russo od al Patto di Shangai.
Se consideriamo l’aspetto economico e finanziario, la
situazione è un po’ diversa, ma le monete che “contano” – nel Pianeta – non
sono più di 4-5: il dollaro, l’euro, lo yuan cinese, il rublo, la sterlina, lo
yen giapponese e poco altro. Affiancati, però, alle monete – per potere
finanziario – ci sono i fondi sovrani di parecchi stati, che investono su beni,
servizi e monete. Basti pensare al fondo sovrano norvegese, a quello saudita, a
quello del Qatar, ecc.
Chi desidera tornare ad una moneta – nazionale e sovrana –
deve munirsi di mutande di latta, se non vuole fare la fine del pulcino non
schiacciato – per carità! – bensì lasciato sopravvivere a colpi di spread e di
declassamenti da parte delle agenzie di rating. Perché, il pulcino, più e mal
messo e più rende.
Questa lezione – amarissima – l’hanno dovuta ingoiare
Tsipras e Varouflakis, dei quali stimo più il primo che il secondo: almeno, ha
avuto il coraggio di restare e di prendersi le sue “botte” di traditore. E che
altro poteva fare?
La questione, se riuscite a capirla, è che siamo nelle mani
di una banda di strozzini e non è urlando “li faremo neri!” che si arriva a
qualcosa: loro, restano tranquilli, sereni, protetti dai servizi segreti e dai
contingenti militari che tengono le capitali sotto scacco. A Roma, tanto per
citarne una, sono di stanza il 1° ed il 2° battaglione “Lancieri di Montebello”
che hanno – ma pensa te! – anche i mezzi blindati che mancavano ai nostri
contingenti in Afghanistan. E’ più importante mantenere sicura Roma piuttosto
che i soldatini all’estero.
Due fatti, però, li avevano fatti pensare: il governo
giallo-verde in Italia (che Salvini ha affossato perché non voleva la riforma
Bonafede, Berlusconi e Bossi hanno detto “nièt”) e, soprattutto, il movimento
dei gilet jaune francesi, che
li ha fatti impensierire: e se la cosa prende piede? Ci tocca muovere i
blindati, ed il PIL s’affossa…
Per questa ragione, oggi, ci sono delle aperture da parte
europea (anche perché la recessione ha raggiunto anche la Germania, a testimoniare
quanto sia stupido ed infame il capitalismo in salsa Milton Friedman) e si
sentono sempre più voci che parlano di “apertura” verso nuovi patti di
stabilità, verso “più elasticità”, verso “più equità fiscale”, perché il
capitalismo sopravvive sempre, ma sopravvive male a sentirsi incalzato.
Conte ed i 5Stelle hanno scelto questa via: la trattativa,
per vedere cosa si riesce ad ottenere. Funzionerà, non funzionerà? Vedremo.
Se avete delle proposte migliori, proponetele, perché io da
Matteo Salvini non ho sentito nulla in merito, che non fossero le solite,
innocue (per loro) sparate. Ma non tirare in ballo mini-bot, mini-bond,
mini-monete, locali, nazionali o quant’altro, perché se si decide per l’altra
via – ossia andarsene dall’UE – bisogna avere una proposta concreta, non una
favoletta da raccontare per i grulli. Credete forse che ci farebbero sopravvivere
fuori dal loro recinto? E protetti da chi, che non sarebbe pronto a venderci il
giorno seguente?
Serietà, proposte, non aria fritta. Grazie





