21 agosto 2021

La banalità della guerra

 

La scossa afgana è stata dura da digerire: come un corpo attraversato dalla scarica elettrica, l’Occidente è steso a terra e bofonchia, nell’attesa che il malore se ne vada. Qualcuno scrive di “inevitabilità”, altri di “riscossa”, altri ancora di “speranza”: l’unica realtà è quella dell’aeroporto di Kabul, dove ci sono più morti e feriti causati dall’incresciosa disorganizzazione della fuga occidentale. Nemmeno capaci a scappare ordinatamente.

 

Terminata la guerra, ci saranno state certamente delle vendette, delle rese dei conti…è inevitabile…pensiamo alla Berlino nel ’45 con i russi in casa…ma non si sono viste le lunghe file di persone inginocchiate a terra per tagliare loro la gola, e qualche senso questa “magnanimità” talebana deve pur averlo.

I Talebani hanno compreso che sono stati in grado di riconquistare il Paese, ma sanno benissimo che nulla potrebbero fare per fermare le squadriglie di B-52 che li sotterrerebbero di bombe: perciò, hanno tolto all’avversario la ragione per bombardarli. Semplice: è bastato disarticolare la “coalizione” mondiale nata nel 2001 dopo gli attentati alle torri di New York, per le quali pare che non fossero nemmeno responsabili.

 

Gli Stati Uniti sono a terra e per un po’ non sapranno risollevarsi, alla Gran Bretagna – dopo la Brexit – non è rimasta che la strategia del pappagallo: ripetere, con molta discrezione nei termini, ciò che arriva da Washington. Russia e Cina, insieme all’Iran hanno sposato, paradossalmente, la strategia “salvinista”, ossia ognuno padrone a casa propria. L’Europa “guarda”, “osserva”, “ragiona”. E tace.

In realtà, è stata una grande vittoria cinese sugli occidentali senza che i cinesi facessero niente: sono bastate dichiarazioni compiacenti e tranquillizzanti, mentre la Russia gongola per la ferrovia che dall’Uzbekistan raggiungerà Mazar I Sharif e l’Iran quella che dal territorio iraniano giungerà ad Herat: il collegamento verso Kabul sarà secondario. L’importante, è rendere trasportabili per ferrovia le stratosferiche riserve afghane di minerali preziosi, dei quali gli USA erano già a conoscenza ma, non sapendo convivere con gli afgani, hanno dovuto rinunciare.

 

Si tratta anche d’Oro e diamanti – ma per quelli non era necessaria la ferrovia – mentre servirà per le (stimate) 60 milioni di tonnellate di Rame, per i 2,2 miliardi di tonnellate di Ferro ma soprattutto le 1,4 milioni di tonnellate di Terre Rare, oramai quasi monopolio cinese in tutto il Pianeta: il vero potere nel controllo della produzione futura – armamenti, telefonia, informatica, settore spaziale, ecc – riposa proprio nel possesso del mercato delle Terre Rare, delle quali la Cina ha fatto grande incetta ed ha stabilito contratti a lungo termine in America Latina. Il Litio dell’Argentina, della Bolivia (ed oggi quello afgano) hanno fatto pronunciare a russi e cinesi una frase fatidica nell’occasione della guerra afgana: “Un’alleanza invincibile”.

In qualche modo, la guerra afgana ha ricordato la Suez del 1956, che segnò la fine dell’imperialismo britannico in Oriente.

 

Passata la buriana, verrà il tempo di tirare le somme di questa apocalittica sconfitta nel settore orientale: si è cominciato con il fallito tentativo d’egemonizzare la Siria, terminato con una sconfitta plateale degli USA, della GB, della Francia e d’Israele nell’unico territorio che consentiva d’arrivare ai confini russi. Oggi è l’Afghanistan a segnare l’estromissione degli occidentali dall’Asia Centrale e per Dicembre 2021 è già stato deciso l’abbandono dell’Iraq da parte delle forze americane che ancora vi risiedono, con ovvi contraccolpi sul mercato petrolifero e, vista la vicinanza dell’Iran, un nuovo elemento geostrategico da tenere in conto.

Rimane ancora l’asfittica Ucraina nel cercare di tenere a bada il potente vicino, ma non ci pare che la dirigenza ucraina – abbandonata da tempo dall’occidente ed in preda ad una crisi economica che ha dimezzato il valore della moneta nel volgere di pochi anni – sia in grado di contenere i russi che, peraltro, conquistata la Crimea ed il bacino del Donbass, li lasceranno al loro (amaro) destino.

Fra pochi anni, gli unici “avamposti” dell’occidente in Asia saranno solo più la Giordania, l’Arabia Saudita ed Israele: auguri.

 

A questo punto, la parola dovrebbe tornare alle armi, ma anche qui ci sono dei punti di non facile soluzione e dovremo fare un passo indietro per scorgerli nella loro interezza.

Da dove nacque il potere occidentale?

 

Nell’Ottocento – solo per non andare più indietro – il potere della Gran Bretagna si poggiava su tre grandi direttrici: l’artiglieria, la flotta e la cavalleria.

Grazie alla flotta il potere britannico si poteva espandere in tutti i mari e le terre, grazie alla cavalleria poteva controllare qualsiasi tentativo di rivolta e grazie all’artiglieria dominava popolazioni e territori.

Questo fu, a grandi linee, ciò che permise il grande potere coloniale inglese.

Anche perché dominate senza possibilità di riscossa, le popolazioni coloniali permisero la nascita dei governi coloniali, in parte britannici ed in parte indigeni: fu così che nacquero le future classi dirigenti nelle nazioni ex coloniali.

Basti pensare alle migliaia di burocrati, tecnici e militari che l’India trovò all’atto dell’indipendenza, mentre un Paese come la Tanzania (ereditato dai tedeschi dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e mai “ristrutturato”) si ritrovò per gestire l’indipendenza 3 medici e circa 150 maestri elementari.

Cosa fece andare in crisi il sistema inglese?

 

Lo abbiamo visto tutti ne L’ultimo Samurai: la mitragliatrice. Senza la mitragliatrice, i samurai avrebbero vinto.

Crollata la cavalleria, toccò alla fanteria assumersi i compiti e, nella Prima Guerra Mondiale, sappiamo a quale disastro si andò incontro: l’artiglieria dovette assumersi il compito di distruggere le fanterie avversarie, ma l’artiglieria costava, ogni proiettile costava caro. E si combatté per quattro anni, fin quando i rifornimenti di granate di uno dei contendenti s’esaurirono.

Rimaneva la flotta, ma la flotta aveva adesso bisogno d’esser protetta dai velivoli avversari e, nonostante la nullità della flotta tedesca, nella Seconda Guerra Mondiale la flotta inglese fu decimata.

 

Dopo la fine della guerra la situazione trovò un nuovo equilibrio: le portaerei americane controllavano i mari…l’URSS non ne aveva quasi…ma l’URSS non ne aveva bisogno: dopo Hitler e Napoleone, venite a conquistarci.

E furono proprio gli sconfitti, i tedeschi, a procurare l’arma che avrebbe segnato un nuovo dissesto: prima il razzo, poi il missile.

Per molto tempo ci si rifugiò nelle certezze del nucleare: oggi, con USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Israele, Pakistan, India, Nord-Corea…più chi si prepara ad accodarsi…c’è oramai da stare bene attenti a premere il bottone.

 

Gli americani avrebbero potuto portare in Afghanistan un migliaio di carri armati e blindati (come avevano fatto i russi) del costo di milioni di dollari ciascuno, solo per vederli distruggere da missili spalleggiabili, del costo di migliaia di dollari ciascuno. E non lo fecero.

Avrebbero dovuto creare un solido governo coloniale, ma senza il controllo del territorio (per un massimo del 50% raggiunto) non potevano farlo: oltretutto, non avevano esperienza di governi coloniali.

Così, se ne sono andati: tanto abbiamo le portaerei che controllano i mari…le rotte…

Fino a un certo punto: il bello è che gli americani lo sanno benissimo.

 

Fintanto che si tratta di controllare la pirateria qualche fregata basta ed avanza…ma in uno scenario di vera guerra – senza poter usare le armi nucleari – il problema diventa serio.

Basti pensare alla guerra in Iraq del 1991: una manciata di missili Scud  del 1950 lanciati dall’Iraq su Israele – e per farceli arrivare avevano ridotto la testata bellica da 1 tonnellata a cento chili d’esplosivo – causarono 156 morti fra la popolazione israeliana, morti che gli israeliani nascosero dichiarandone uno solo, morto d’infarto.

I famosi “Patriot” o cose del genere non beccarono niente, perché la velocità dei missili che scendevano dalla stratosfera era troppo alta per intercettarli: per prenderli sarebbero stati necessari dei laser di potenza a lunga gittata. Peccato che, per ora, esistano solo sulla Enterprise di Star Trek.

 

I missili a lunga gittata a velocità ipersonica, invece, fanno già parte degli arsenali di Russia, Cina ed anche degli USA: solo che gli altri non pretendono di governare tutti i mari del mondo, mentre gli americani sì.

Una salva di tre-quattro missili lanciati a breve distanza di tempo, non sono intercettabili da nessuna nave e, quando incontrano una portaerei, generano un disastro epocale: perforando il ponte di coperta, incontrano aerei e serbatoi di kerosene che esplodono in un attimo. Poi, incontrano anche l’apparato motore nucleare. Non vado oltre.

I sottomarini possono lanciare missili?

Certo, però o sono missili a testata nucleare oppure causano poco danno, anche perché i sottomarini non hanno batterie di missili così fornite da colpire così tanti bersagli: sono stati pensati per la guerra nucleare e le armi convenzionali sono soltanto un adattamento.

Anche l’USAF, purché attrezzata con il meglio del meglio, può fare “cappotto” nelle guerre “non convenzionali”, ossia contro l’Iraq o l’Afganistan: contro l’Iran, ad esempio, non sono andati oltre qualche drone.

 

In una vera guerra non nucleare non si può prevedere cosa potrebbe succedere: certamente Russia e Cina hanno usato parole molto pesanti – “alleanza invincibile” – ma la realtà sarebbe proprio difficile da individuare.

Perciò, la strategia procede con questi colpi – in parte diplomatici, in parte militari – ma sempre senza raggiungere il limite della guerra: all’interno di questa strategia, per ora, l’occidente s’è visto perdente senza condizioni. In Siria, in Ucraina, oggi in Afghanistan.

 

La scelta, in anni lontani, fu una scelta del capitalismo internazionale: utilizzare nazioni con basso costo del lavoro per conquistare mercati e sconfiggere competitori. Alla fine, proprio quelli che dovevano essere dei “mezzi di produzione” e basta si sono rivelati vincenti: riflettiamo sulla non volontà di Marchionne d’intraprendere la via dell’auto elettrica, ad esempio, e cosa ha portato come frutti, quando invece gli Agnelli, negli ultimi anni del millennio, già sperimentavano le auto elettriche.

Oggi, la Cina, ha nelle sue mani il mercato dell’auto elettrica a costo contenuto ed ha conquistato la benevolenza afgana per avere a disposizione proprio i minerali che servono per costruirla. Sta costruendo a tamburo battente una grande Marina, ma non la muove mai dal mar Cinese e non va a cercarsi dei guai dappertutto.

 

Invece, si muove agilmente in tutto il Pianeta per acquisire contratti sui minerali che le servono, ma non “strozza” mai sul prezzo chi vende: domani, se avranno più possibilità economiche, verranno da me a comprare.

Oramai la Cina spazia nella sua tecnologia da un settore all’altro: dalla meccanica appresa in anni lontani dall’alleata URSS al tessile, appreso soprattutto in Europa: vi meravigliavate di qualche decina di migliaia di cinesi a Prato? Erano solo l’avanguardia, per imparare: oggi, sono 13 milioni gli addetti all’industria tessile cinese, 13 milioni che lavorano su macchine tecnologicamente avanzatissime e di buona qualità di prodotto. Poi venne l’elettronica e l’informatica, fino all’acquisizione della IBM (oggi Lenovo) ma soprattutto i grandi progressi nell’elettronica della difesa e dello spazio. Anche nelle energie rinnovabili la Cina guarda avanti, anche se non basta ancora per sopperire alle necessità dell’industria: in ogni modo, ha ben 350 GW di potenza eolica installata – maggiore di quelle di Europa, Africa, Medio Oriente e America Latina messe assieme – e procede a balzi del 78% sull’anno precedente.

Non conosciamo la ragione di un simile balzo economico sul resto del Pianeta: possiamo solo riconoscere che la loro politica estera non è brutale come lo fu quella europea e non è nemmeno grezza come quella americana. Ci sanno fare: riconosciamolo.

Inutile raccontarsela: noi europei non contiamo quasi più niente nei grandi mercati internazionali. Abbiamo rinunciato a troppe cose: come quando facemmo fuori Gheddafi che era il nostro garante per il grande progetto tedesco Desertec, ossia la captazione d’energia solare nel deserto libico che ci avrebbe consegnato, da solo, il 25% dell’energia necessaria in Europa. E perché? Per seguire Sarkozy o la Clinton? La Germania, solo per ricordarlo, non mosse un dito contro Gheddafi: l’Italia s’accodò, scodinzolando, quando pochi mesi prima era stato ricevuto a Roma in pompa magna.

Adesso è tardi per recriminare, per rimpiangere le occasioni perdute: non abbiamo più chance per far sentire la nostra volontà. Ammesso d’averne una.

15 commenti:

spes ha detto...

Ancora ricordo i vari terrorismi catalogati CIA-USA;il moderato ,quello un pò più avanzato e quello da sconfiggere che ,dopo la morte del gatto Bin Laden, ha smesso di dare fastidio.I risultati sono stati quelli dell'esportazione del terrorismo in Europa.
Lasciamo da parte questo tipo di lungimiranza e andiamo a vedere le scelte degli ammeregani, più indirizzate al bussines che all'efficacia,che hanno dimostrato la loro realtà :quando vai a casa degli altri per dettare le tue regole,la tua "cultura" e la tua política o sei astuto di tre cotte e con conoscenza approfondita dei padroni di casa o con le tue superficialità più che dimostrate in: Corea,Vietnam,Jugoslavia ,Siria,Libia,Irak non ce la fai a restare in un territorio dall'altra parte del mondo!
La scarsa conoscenza del medio oriente e dell'oriente intero non hanno portato gli USA a considerare con serietà il libro dei libri sulla guerra ,quello di Sun Tzu che basa la guerra in due principi basilari:
Tutta l Arte della Guerra si basa nell’inganno(Ulisse se ci sei batti un colpo!).
La suprema Arte della Guerra è quella di sottomettere il nemico senza lottare.
Ah questi orientali...addirittura cinesi!

Carlo Bertani ha detto...

Sai, Spes, la cosa terribile è stata la pochezza americana al governo del Pianeta: adesso ne prendiamo atto senza più remore. Da un Paese di emigranti sanguinari (vedi le guerre indiane) cosa ci si poteva aspettare?
Le prossime generazioni speriamo che conoscano di meglio.
Ciao
Carlo

Alessandro ha detto...

L'occidente è finito,come la costituzione è sospesa.
Generale Alvaro Vitali detto figliuolo de comarA si arruola come vaccinatore in Kabul.
Per il resto guardate i film di pierino almeno fanno ridere.

Estrinseko ha detto...

Caro Bertino, la ringrazio per la consueta chiarezza e per il sintetico- ma completo - riepilogo della vicenda afghana. Vorrei chiederle: considerato che il presidente USA sembra una perfetta testa di legno, con sorriso dipinto, e al livello dei nostri politicanti e personaggi televisivi, quanto durerà? E dopo, con la multietnica Kampala...?

Estrinseko ha detto...

Chiedo scusa, il mio correttore USA, quindi semi-analfabeta, ha scritto Bertino per Bertani, e Kampala per Kamala. Tanto per la precisione.

Carlo Bertani ha detto...

Non penso che una figura oppure un'altra ai vertici americani cambi qualcosa. Chi decide sono gli staff, i think-tank: il presidente firma e basta, soprattutto un presidente geriatrico come Biden...non so cosa riuscirà a tirare fuori dal cappello il partito democratico...e neppure i repubblicani sembrano ben messi. Ciò che si avverte, fra le righe, è un sommesso declino. La Cina è il futuro, gli USA il passato: speriamo che la transizione sia incruenta.
Ciao a tutti
Carlo

spes ha detto...

"La Cina è il futuro, gli USA il passato: speriamo che la transizione sia incruenta."
Per noi il presente è la gestione dei rifugiati ,dono senza contropartite degli ammeregani che fanno sempre gli spandoni a spese degli altri(con una situazione già difficile da gestire con tutti gli altri che con tutte le guerre di esportazione democrazie made USA sono dovuti fuggire dai loro territori).
Che la transizione li tenga a casa loro oltre atlantico che qui non abbiamo bisogno di altri "regali"

Roberto ha detto...

Salve!

sono tornato su questo blog dopo mesi, in passato avevo anche commentato...
che dire, ha una brutta sensazione a pelle, magari sono diventato ipersensibile alla mia età di 60enne, mi sembra che Bertani sia sempre più "tristazzone" (fatalista?) ed i commenti sempre più sopra le righe e/o fuori dalle stesse...
(non sto dicendo che è una cosa negativa, solo che mi fa risuonare una mia personale sensibilità)

come forse ricordate io sono un cristiano cattolico praticante e proprio ieri leggevo questo brano di una lettera paolina:

"... siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù,... rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!
... fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; ... Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi. Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca. Non dite menzogne gli uni agli altri: "

questa mattina, invece, ho letto questo articolo:

https://www.bufale.net/dai-baracchini-cb-a-radio-parolaccia-larte-di-sporcare-con-lodio-gli-spazi-sociali-prima-dei-social/

Scopro l'acqua calda! Dai tempi di San Paolo fino ad oggi ci sono sempre state persone sopra a fuori dalle righe (per essere chiari, ciò non è sempre una cosa negativa), ma soprattutto persone menzognere e bugiarde (questo invece è sempre negativo)!

La pandemia oggi ha riacutizzato una pandemia che è nata con l'uomo: la menzogna!
Il virus Sars-Cov-2 e la malattia che causa, il Covid-19, è stato la cartina di tornasole per i bugiardi di tutto il mondo!

Quale è la prima cosa che fa un bugiardo? Nega! Nega la verità! e nel contempo cerca e diffonde solo le cose che sostengono le sue bugie, qualsiasi argomento o idee siano, anche le idee più odiose e feroci.

In Afganistan NON dovevamo andare! Perchè ci siamo andati a seguito di una menzogna: "portare la democrazia e la libertà". Non dovevamo andare perchè le nostre intenzioni erano diverse, e quindi cosa abbiamo in realtà portato in Afganistan?
Abbiamo portato l'IPOCRISIA, la corruzione, la menzogna, la prevaricazione ed il razzismo, che sono il vero virus che infetta gli animi di quasi tutti in occidente, ed ho il sospetto che anche in oriente (Russia, India, cina) siano sulla buona strada per infettarsi tutti dello stesso virus.

Questo virus pandemico ha diversi nomi ed aspetti: "dio denaro", "egoismo", "narcisismo", "dominio dell'uomo sull'uomo"... sempre nasce e prospera nella menzogna, e nel suo aspetto odierno, il negazionismo!

Oggi neghiamo tutto: la realtà, la verità, la storia, la democrazia, l'umanità.

San Paolo diceva di "allontanarsi dalle cose del mondo" ed è stato spesso frainteso anche dagli stessi preti... leggendo il brano che vi ho citato ed altri brani di San Paolo in altre sue lettere si può intuire che San Paolo non parla di una vita disincarnata ma, quando si riferisce alle cose "mondane" con accezione negativa e con indicazione all'abbandono delle stesse, si riferisce alla cose "del mondo" che sono, per loro scelta, lontane dalla verità , cioè la negano, la rinnegano, la nascondono, la stravolgono...

Quindi, per dirla come San Paolo, stiamo lontani, ripudiamo, le cose del mondo che, per loro scelta, sono bugiarde e negano l'umanità e la verità, che nascondono la realtà e la trasformano negativamente, come hanno fatto gli occidentali in Afganistan ed i negazionisti oggi con la cospirazione anti covid19, cioè anti politica.

Se alziamo lo sguardo sopra queste menzogne scopriamo che c'è un bel sole che rischiara non solo gli occhi, ma anche l'anima (lo dico per Carlo... così magari "sta sù")

saluti

RA

Unknown ha detto...

Ciao Carlo ! Intanto se voglio sgomberare il campo dalle solite analisi qualunquiste, devo per forza passare di qui. Oppure, meglio ancora, se devo fuggire dalla propaganda fatta di foto di soldati con i neonati in grembo e di consoli salvatori eroici di disperati in fuga. Ci manca solo la Lollobrigida che bacia il bel soldato accanto a Montecassino bombardata! Non una parola sulla presunzione tutta occidentale di voler applicare ed imporre i propri peculiari (esportare in neolingua) parametri culturali ed antropologici. I diritti umani e la democrazia, per esempio, sono sovrastrutture tutte nostre, e di cui possiamo andare fieri, se vogliamo, solo che a quella gente lì in larga parte frega nulla, e i talebani laggiù godono di consenso ampio, reale e diffuso. Era noto, si sapeva e rimanerci male adesso è semplicemente ridicolo. Mi spiace dirlo, gli afgani vengono sostanzialmente puniti per avere accettato la marionetta di turno, e se vale il principio dell'autodeterminazione dei popoli, tanto caro agli occidentali che non hanno alcun diritto di interferire nelle questioni di altre nazioni, gli eventi non potevano che prendere questo corso. Di casini galattici USA, UK e UE ultimamente ne hanno fatti decisamente troppi, inventandosi le guerre "per liberare i popoli dai rispettivi tiranni". Da notare a margine che la NATO è entrata in 12 nazioni blocco ex sovietico, cosicché la sua funzione da difensiva è diventata offensiva, e questo non può essere trascurato, come la guerra fredda non fosse mai finita e il Patto di Varsavia non fosse morto e sepolto. Con questo modo aggressivo di operare, per esempio in Ucraina, il timore è che non possa spingersi oltre senza provocare una guerra. Detto questo e tornando alla questione afgana, il fatto che le due parti almeno si parlino lo considero positivo, e tutto sommato gli interessi economici dovrebbero prevalere sugli isterismi militari.
Saluti, Gian Piero

Unknown ha detto...

Ritiro ci che ho detto nell'ultimo passaggio. Non ero al corrente dell'attentato all'aeroporto. Isterismi su isterismi. Un disastro.
Gian Piero

Carlo Bertani ha detto...

Beh, l'attentato è stato opera dei sunniti "puri", che magari non accettano le compromissioni con gli sciiti...anche questo è da tenere presente, ossia chi fa più il bullo con gli americani sconfitti vince il pangolino d'oro, con tanto di Covid appresso...
Era ovvio che l'ISIS volesse dire la sua, dato che gli americani gliene hanno fornito l'occasione...per il resto...accidenti, RA, proprio l'ebreo-greco che fondò praticamente la religione cristiana dovevi portarci? Adesso siamo tutti nei guai...dai, scherzo...cosa vuoi che ti risponda un buddista nato ebreo...però siamo d'accordo con la tua citazione: in fin dei conti, cosa ci chiedeva San Paolo, di vivere più semplicemente che, come vedi...nessuno l'ha capito!
Solo che adesso abbiamo perso anche l'Oriente...e non vogliamo crederci...ci manca, sostanzialmente, una buona dose di realtà, nient'altro. E ti sembra poco?
Speriamo che dopo i falsi colonialisti americani non arrivino gli ex colonizzati incazzati...altrimenti, come faremo?
Beh, io ho passato i 70...che mi frega, oramai, a me? Saranno i posteri a vedersela...
Ciao a tutti
Carlo

ambrogio negri ha detto...

Anche se leggo regolarmente i tuoi articoli, è un po’ che non commento.
A Gian Piero vorrei ricordare in merito alla sua considerazione “ … a quella gente lì in larga parte frega nulla, e i talebani laggiù godono di consenso ampio …” che la realtà non è sempre come appare, spesso bisogna tener conto delle motivazioni.
Abbiamo avuto e tuttora abbiamo spietati regimi dittatoriali “sostenuti” da folle oceaniche alle manifestazioni di “gradimento”. In certe zone d’Italia abbiamo una “tacita e diffusa” accettazione per intuibili motivi di organizzazioni criminali, benché “tutelati” da un sistema abbastanza funzionante.
Con questo non voglio dire che sostengo gli esportatori di democrazia, ma è troppo semplice liquidare la questione con a loro piace. Bisognerebbe viverci in quelle condizioni.
Invece la religione. È assolutamente vero che sostenga alcuni principi morali e di giustizia, adeguandosi nel tempo allo svincolarsi dei popoli dal principale scopo di essa: tenere alla briglia tutti quanti, escluso le classi privilegiate. Dunque, alla larga da qualsiasi Dio, peraltro inventato proprio per governare l’ignoranza e la superstizione.
Infine, complimenti per i tuoi articoli, sempre ben equilibrati e centrati. Peccato che siano così radi.
Ciao

Ilaria Rosiello ha detto...

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Sed Vaste ha detto...

Lei Bertani mi piace xche 'in veste di tuttologo e' anche accettabile xche'sfiora tutto non si addentra mai nello specifico fa come le mosche ah ah ah
e poi con quell'affermazione
"I cinesi ci sanno fare :riconosciamolo"porca vacca sono caduto dalla Tazza,
dopo questo scivolo mentale Bertani lei si merita l'accompagnamento coatto ah ah ah per dove non si sa
vada dove vuole basta che le stia accanto un Bell'aitante Mustafa musulmano tuttofare visto che lei parla anche la lingua a menadito,
le auguro di rinascere Cinese in un laogai ah ah ah
m'immagino che per lei pure Pol Pot per lei debba Essere un luminare un grande costituzionalista ah ah ah,
Quando sono giù passo da lei e mi ritiro su

Serendipity ha detto...

Ebbene ci siamo. Corretta la sua impostazione signor Bertani. Elogio della Follia. A questo stiamo facendo ritorno. La transizione è già avviata. Spero solo che la guerra cinetica sia breve e che si possa ritornare ad avere una AssembleaCostituente che tracci il solco invalicabile di una democrazia sostanziale. A volte guardo i campi, quel che resta. Non vedo nessun Cincinnato chino sulla terra.