30 dicembre 2012

Un uomo da marciapiede



Peggio di così… – si dice – già…

Appena un anno or sono un uomo di nome Mario Monti viene nominato senatore a vita: non lo furono Monicelli, Gassman, De André, Bacchelli, Sinopoli, De Filippo, Rubbia, Montanelli, Gigi Riva, Enzo Biagi, Sordi…quali meriti aveva quest’uomo? Non si sa, a parte una mediocre gestione di parecchie aziende, alcuni flop, molto pour parler, la vicinanza con il mondo bancario e la nomina a commissario europeo da parte dell’adesso “nemico” Silvio Berlusconi.



Un grigio Travèt viene nominato prima senatore a vita, poi presidente del consiglio – le minuscole non sono dei refusi – e dà vita al più trasgressivo esperimento politico della Repubblica, dalla sua nascita.

Sono nominati ministri personaggi sconosciuti, con la scusa che erano “professori”: assistiamo oggi alla più misera corsa al seggio da parte delle stesse persone. Non importa con chi: basta esserci, continuare a percepire stipendi da favola, a garantire ai propri figli sicurezza poco “choosy” – come hanno fatto la Fornero e la Cancellieri – a nominare la propria compagna in un posto chiave della CONSIP – l’ente che cura tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione, come ha fatto Grilli – e mille altre miserie di questa gente senza nome e senza onore. Perché?



Poiché l’aveva deciso la BCE alcuni anni or sono: gli Stati non sono più affidabili per la gestione dell’economia, dobbiamo intervenire in prima persona. Esperimento Italia, dopo un esperimento Grecia che – trattandosi di un piccolo Paese – non forniva troppe certezze per l’avvenire.



La cosa ebbe inizio negli ultimi tempi di George W. Bush: non potendo più stampare dollari (anche senza più pubblicare i certificati M3) poiché il valore del dollaro andava erodendosi nei confronti dell’euro, ma anche dello yuan, i think tank statunitensi trovarono il trucco.

S’iniziava a parlare di mercato del petrolio in euro: la molla che ha fatto scattare la fine di Saddam e l’attento “monitoraggio” dell’Iran. Gheddafi meglio morto: non si sa mai.



Vennero stampati i famosi “titoli spazzatura” – storia che conosciamo – basandosi sulla “solidità” del mercato immobiliare USA (!) e sulla certezza che John Smith – conducente di scuolabus e barista a tempo parziale – riuscisse a pagare 200.000 dollari in vent’anni avendo, come paga, il minimo salariale di 6,5 dollari l’ora.

Quindi, li hanno rivenduti a mezzo mondo con sconti “fantasmagorici”: al 50, 30, 20% del titolo originale…basta prendere soldi buoni. In pratica, come fa la n’drangheta per riciclare i soldi della cocaina.

Non contenti, chiesero aiuto all’Europa la quale – fraternamente e generosamente – partecipò al “piano Paulson” fornendo linfa vitale – come Royal Bank of Scotland ed UBS – per poi chiedere aiuto alle finanze pubbliche. Le quali, non hanno altro mezzo per trovare soldi nell’immediato che tassare e tagliare lo stato sociale.



Poi arrivarono i democratici, quelli “buoni”, che rinverdirono i fasti bellici dei Clinton: il marito si limitò alla Jugoslavia, la moglie ha fatto meglio, tutto il Nord Africa. Al prossimo segretario di stato la Siria.



L’ultimo anelito di burattinai nostrani si è consumato di notte, la notte dell’approvazione della “legge di stabilità” (la Finanziaria) con l’incredibile esclusione dei titoli derivati dalla Tobin tax, che metterà a rischio i conti pubblici per una previsione di 1,1 miliardi di euro. Pazienza: taglieranno ancora un po’ la Scuola e la Sanità, tanto per loro ci sono la sanità di Montecitorio e le scuole dei Gesuiti (1).

Il bello è che, per quanto riguarda le pensioni (persone inabili, ecc) la ragioneria dello stato risponde sempre che – anche per questioni come la SLA, gli insegnanti dichiarati inabili, soprannumerari, esodati vari – mettono “a repentaglio la stabilità del bilancio”!



Oggi, tutti i partiti principali di questo circo Barnum si sperticano nell’assicurare “i saldi di bilancio”, ossia che il prossimo governo rispetterà i “numeri” di Monti: solo Berlusconi fa il galletto, ma si dimentica che Tremonti portò il debito pubblico al 120%. Monti, “salvando l’Italia”, l’ha incrementato al 123%: eravamo capaci anche noi di salvare l’Italia distruggendola, ci vuole poco.



Perciò, cari amici del centro e del centro destra, del centro sinistra ovunque voi siate, vendoliani speranzosi, leghisti creduloni e quant’altro, fateci il santo piacere di star zitti. “Rispetterete” l’agenda di Monti, il continuatore di Berlusconi? E allora fotterete noi, non c’è scampo.

Da ultimo, gli italiani non hanno capito una mazza della questione “spread” – che è sì falsa per la sua gestione – ma terribilmente reale nei suoi effetti.



Gli italiani la vedono come un campionato di calcio al contrario: se prima era a 500 ed adesso è a 300, vuol dire che va meglio. Non è vero niente: significa che pagheremo circa il 3,5 al posto del 5,5% sui certificati del debito. Sì è un po’ meglio, ma in anni non lontani – appena 4 anni fa – lo spread era a 24.

Sì, i titoli italiani pagavano lo 0,24% in più dei titoli tedeschi, intorno all’1%: qualcuno mi spiega cosa succederà quando andranno a scadenza centinaia di miliardi di titoli al 5,5%? E quelli che stiamo vendendo al 3,5%? Le Poste pagano, già oggi, il 3,25% (lordo) sui comuni libretti di deposito!



Questa economia non ha futuro, i “Chicago boys” sono la peggior iattura della storia economica mondiale e le prospettate politiche “keynesiane” sono fatte da persone che non hanno mai letto né Marx né John Maynard Keynes.

Come fa uno stato indebitato al limite del collasso ad indebitarsi per sostenere “la crescita”?

Dobbiamo andare verso uno stato socialista ad economia programmata – lo so, per molti è una bestemmia – ma non c’è altra soluzione, anche il rapido esaurimento delle risorse ambientali conforta questa tesi.



Per ora abbiamo Grillo e la neonata formazione di Ingroia: non sarà molto, ma sono gli unici grimaldelli che abbiamo a disposizione.







6 commenti:

Eli ha detto...

Carlo,

il fatto che un mediocre dirigente di Goldman-Sachs, Coca Cola, e banale rettore (con TRE pubblicazioni al suo attivo) di un'università privata e padronale, venga elevato al laticlavio di senatore a vita, e poi di premier, dal peggiore inquilino della Reggia Romana che la storia repubblicana conosca, più amico di grembiulini e di tycoon televisivi che del "popolo", non ti fa pensare niente?
Due domandine bastano: perché e cui prodest. Le domande classiche.
Si servono dei mediocri perché più facilmente manovrabili. Una persona veramente intelligente ragionerebbe col suo cervello, e precluderebbe certi risultati. Un manichino robotico, che parla un pessimo inglese ed un pessimo francese, esaltato dai suoi (insperati) successi, no. La sua carriera personale è stata eterodiretta da logge e palandrane chiesastiche rosse e viola, da centri di potere finanziario USA e dalla cupola sovranazionale.
E la cooptazione in politica di magistrati influenti (Ingroia, Grasso) è finalizzata all'ammorbidimento ed alla neutralizzazione della magistratura, e ad una spolverata di correttezza per i soliti gonzi (ricordiamo che la maggioranza delle menti sono imbecilli ed inconsapevoli, si accontentano di un'imbiancata alla facciata della politica). Non si muove foglia che "loro" non vogliano (Grillo incluso)!
E ricordiamo pure che magistrati che hanno compreso gli stretti legami fra massoneria, vaticAno, opus dei, politica e società criminali sono stati omaggiati di tritolo.
Altro che un posto in parlamento!

http://www.youtube.com/watch?v=I7q4f2lb1bA

http://www.youtube.com/watch?v=2StAKAlrU5k

Ciao.
Eli, apolide.

Eli ha detto...

Oh Carlo,

non vorrei sembrare in disaccordo col tuo post. Naturalmente condivido tutto ciò che scrivi, soprattutto il fatto che i nipotini di Keynes, artefici d'immaginifiche soluzioni alla crisi perfettamente in linea con l'attuale turbocapitalismo di guerra, non hanno mai letto né Keynes né Marx.
Così come quelli che si riempiono la bocca col "liberismo" non hanno mai letto Adam Smith, che comunque auspicava un'economia attenta al sociale e compassionevole, non l'orrore economico attuale. A costoro Smith serve solo come paravento della loro avidità.

Bisognerà necessariamente andare verso una forma nuova di socialismo, uscire dall'euro, unirsi ai PIIGS (perché un paese da solo, in tempi di globalizzazione, non va da nessuna parte, sull'esempio degli accordi sudamericani ALBA, Alternativa Bolivariana para Amèrica Latina y el Caribe), e creare una nuova moneta di "contenimento", rifiutare di pagare il debito agli investitori esteri, rinegoziarlo con gli italiani, nazionalizzare le banche, le aziende energetiche e quelle strategiche, compresi i beni comuni, riconvertire l'industria su priorità sociali, praticare il concetto di redistribuzione della ricchezza, anche attraverso il reddito di cittadinanza.
Chi parla di ritorno alla lira vaneggia, non prende in esame le conseguenze nefaste che ciò comporterebbe, e soprattutto vende fumo.

Metto il link per i particolari sull'ALBA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alleanza_Bolivariana_per_le_Americhe

Un abbraccio.
E.- apolide

Eli ha detto...

Aggiungo anche il link ad un'intervista al Professor Luciano Vasapollo, ideatore della teoria suesposta come soluzione alla crisi.
Non pensavi mica che fosse farina del mio sacco? Non ne sarei all'altezza.
E.

http://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/2082-luciano-vasapollo-la-lunga-storia-di-una-crisi-di-sistema.html

ggi ggi ha detto...

Caro Bertani, la leggo volentieri da qualche tempo per il suo stile letterario costante e gradevole.
Alcune sue dichiarazioni in questo post mi hanno incuriosito.
Lei accenna ad una via socialista: potrebbe chiarire a quale tipo di Socialismo si riferisce, essendo questo "come la pelle dei coglioni" che si puo' tirare da qualsiasi parte, tanto dall'estrema sinistra che dall'estrema destra?

Crede davvero che un'armata Brancaleone come quella di Grillo possa riuscire a governare l'Italia ?

Non pensa che i giudici (o ex giudici) dovrebbero per definizione e per scelta professionale essere superpartes e quindi tenersi lontano dalla politica ?

Con simpatia
Pietro Villari

Carlo Bertani ha detto...

Stabilito che i giudici sono persone come le altre, Costituzione alla mano non si può privarli dell'elettorato passivo.
Grillo? Non lo so, sinceramente non lo so, però (con Ingroia) sono le uniche facce presentabili.
La domanda sull'economia programmata è più stuzzicante e merita un commento più approfondito.
In qualche modo, l'Italia aveva un'economia semi-programmata fino agli anni '80.
Il circuito delle Casse di Risparmio era pubblico e "senza fini di lucro", non dimentichiamolo.
Economia programmata non significa certo Lenin o Mussolini, anche se trae dei principi da Lenin e Mussolini.
Facciamo un esempio.
Non so se siete al corrente, ma la situazione ittica italiana è disastrosa. Non c'è più pesce.
Gli allevamenti intensivi rovinano i fondali e vanno spesso spostati.
Uno Stato che ha mezzi economici propri (moneta, non importa come si chiama) costruisce due centri ittici d'inseminazione, uno nei laghi di Lesina e Varano e l'altro nelle lagune di Orbetello.
Produce avannotti, li cresce fino alla giusta taglia e poi dissemina il Tirreno e l'Adriatico di spigole, spada, orate, ecc.
La pesca incrementa e, tramite le imposizioni fiscali, recupera del denaro.
Ovviamente, se deve rifinanziare della banche private che speculano sui derivati, non potrà farlo.
L'economia pianificata è quella che pratica uno stato autorevole, non autoritario.
Uno stato che, quando di notte sotterrano l'immondizia in Campania nei terreni delle bufale, interviene e smazza decenni di galera sulla testa di chi ha combinato lo scempio.
Poi, incremente il mercato della mozzarella di bufala (che non arriva nemmeno a Roma) oltre il Brennero, mediante uno catena di supermercati (che ne dite di "Mediterranea"?) creata finanziando le Coop per aprirsi a quei mercati. la Coop aumenta il fatturato? Lo stato recupera soldi dalle tasse.
Gli esempi sarebbero molti.
Uno Stato in grado di dirigere l'economia deve avere una moneta da gestire, altrimenti è un grande ministero senza portafogli.
Spero d'esser stato chiaro: magari ci scriverò un articolo ad hoc.
Grazie a tutti
Carlo

pietro villari ha detto...

Concordo sulla mozzarella di bufala. Come me, molti altri europei preferiscono ormai non acquistare prodotti provenienti dalla Campania. Lo dico con dolore, ricordando i bei tempi passati a Paestum, negli anni Settanta, quando il soggiorno era deliziato dalla locale ricca e sana alimentazione.
Recentemente mi chiedo se si tratta di una distruzione pianificata delle risorse del Bel Paese.

Il dato sugli allevamenti intensivi di pesce e in particolare della formazione di centri ittici di inseminazione e' molto interessante. Spero che vorra' in futuro approfondire l'argomento affrontando anche il problema dei costi di gestione e dell'inquinamento delle coste italiane.