21 luglio 2014

Un copione già visto


L’abbattimento dell’aereo di linea della Malaysian Air Line è uno di quei casi che terranno banco per molto tempo, e così scivoleranno nella Storia con le pantofole di velluto, senza disturbare nessuno: a differenza dell’altro incidente dell’8 Marzo – quando un aereo scompare, pare riapparire per poi scomparire del tutto (a ben vedere, un nuovo copione) – l’aereo caduto in Ucraina ha un illustre precedente, ossia Ustica.


Di tutta la tragedia restano tre vagoni refrigerati carichi di morti, di pezzi di morti, di bambini dilaniati: tutta gente che – almeno – non dovrebbe aver sofferto giacché l’improvvisa depressurizzazione dovrebbe aver almeno fatto perdere loro i sensi. Speriamolo, per quella gente innocente.



Visto che, attualmente, siamo preda della disinformazione più bieca, mentre saltano fuori sistemi missilistici, alquanto vecchiotti, che pare – e sottolineo pare – non abbiano agganciato il missile al radar d’inseguimento, basandosi solo – per il lancio – sul radar di scoperta (come abbia fatto, allora, a colpire rimane un mistero) oppure pochi fotogrammi di un sistema SA-11 che rientra in Russia con un missile mancante (io, confesso, dalle immagini non l’ho notato) o ancora una bella chiacchierata fra miliziani ed ufficiali russi dove confessano in diretta planetaria d’aver abbattuto un aereo civile.

Come se i servizi russi ed ucraini non parlassero la stessa lingua, non conoscessero come il proprio palmo la disposizione delle forze avversarie, gli ucraini non avessero anch’essi in dotazione l’SA-11...qualche fotogramma d’archivio ce l’hanno tutti...la giustificazione per il missile che non ha rilevato l’IFF del Boeing (If Friend or Foe, ma nei modelli civili è chiamato transponder) perché non ha agganciato il missile al bersaglio. Va beh, tutto fa brodo: un missile viene lanciato alla cieca nel cielo e, 10 km più in alto, colpisce un aereo civile. Mah.



Nelle primissime ore, qualcuno aveva menzionato anche la contemporanea caduta di un aereo militare, poi sparito nel tritatutto dell’informazione usata come arma: per subissarti di input e non darti il tempo di ricostruire nessun puzzle.

Forse, quel caccia scomparso – del resto, nel silenzio più assoluto dei media, gli ucraini bombardano ogni giorno i separatisti con i loro velivoli – racconterebbe più cose di tante notizie frullate alla svelta e presentate nei Tg all’ora di cena. Se esiste per davvero, ovvio.

Dobbiamo, però, prima fare un salto all’indietro, al momento della “separazione”.



Che la Crimea prendesse la via della Russia non era un mistero per nessuno: le basi della Flotta sono tutte lì, la popolazione è in gran parte d’etnia russa (sempre per la stessa ragione, sono marinai e tecnici di manutenzione della grande flotta del Mar Nero) che si spinge, talvolta, nel Mediterraneo facendo base a Tartus, in Siria.

A dire il vero, i russi avrebbero l’alternativa di Nikolaev – sulla costa est del Mar Nero – ma, da sempre, Nikolaev è un enorme cantiere di costruzioni navali: sarebbe difficile farci stare anche la base per una flotta.



Se qualcuno riteneva che la questione fosse conclusa con la Crimea (tacitamente accettata dalle diplomazie internazionali) c’era un altro “bubbone” che sarebbe scoppiato: l’ho sempre sostenuto e (forse) anche scritto tempi addietro, il Donbass.

Il Donbass è un’area ricchissima di carbone (e, pare, anche di gas e petrolio), abitato da etnie prevalentemente russe, che mal hanno accettato la “nuova” Ucraina, ritenendo la “fratellanza” con la Russia di primaria importanza.

Del resto, sono popolazioni di confine – alcuni con doppio passaporto – oppure russi trasferitisi lì al tempo dell’URSS: insomma, questi hanno tutto da guadagnare a stare dalla parte del più forte (oltre che a sentirsi parte della nazione più forte) ed abbandonare il Paese che si regge sul lavoro all’estero degli emigranti.

Da qui, la guerra: prima strisciante, poi guerreggiata.



E torniamo agli strani parallelismi con Ustica.

Sul cielo di Varsavia, mezzora prima della tragedia, s’incrociano l’aereo presidenziale di Putin ed il Boeing della Malaysia Air Line: questo è un dato di fatto, certificato dai controllori di volo polacchi. Ovviamente, le rotte sono diverse: l’IL-96 torna dai Carabi ed è diretto a Mosca, l’altro è partito da Amsterdam e va in Malesia.

Se osservate una cartina dell’area, potrete notare che l’aereo di Putin non sorvolerà mai l’Ucraina, avendo come rotta quasi una retta che lo conduce verso Minsk, nel Belarus, e poi direttamente a Mosca. I velivoli, spesso, sono obbligati a volare all’interno delle aerovie e, quindi, non possono sfruttare a pieno i vantaggi di una rotta ortodromica. Al più, lo fanno sugli oceani o sulle rotte polari.

Il Boeing, invece, riceve l’assenso a volare per “waypoint diretti” e – diretto a Kuala Lumpur – scende verso Sud-Est allontanandosi dall’aereo di Putin, che continua su una rotta grosso modo ENE.



Chi scorta gli aerei dei Capi di Stato?

Dentro lo spazio aereo nazionale, i velivoli militari: e fuori?

Sono trattative complesse, delle quali quasi nulla viene a galla: normalmente, in ogni spazio aereo nazionale sono i caccia della nazione a doverlo scortare, ma ci sono tutta una serie di “se” e di “ma” ed il lavoro di preparazione di una missione all’estero richiede settimane di lavoro e di contatti per i servizi addetti alla sicurezza.

Torniamo indietro qualche secondo ad Ustica.



L’aereo di Gheddafi – che si recava a Varsavia per una riunione ad alto livello – decollò da Tripoli (o da Misurata) scortato dai caccia libici e fu preso in consegna, al limite delle acque territoriali italiane, da due F-104 per la scorta. I caccia libici tornarono indietro ma furono sostituiti da altri velivoli che decollarono da Misurata: Gheddafi aveva probabilmente ricevuto qualche avvisaglia di ciò che stava per accadere, e non si fidava.

Il compito dei due F-104 era di scortare l’aereo presidenziale fino allo spazio aereo austriaco, dove sarebbe stato preso in consegna dagli austriaci. Ma successe il patatrac.

Aerei francesi decollarono dalla base presso Bonifacio (in Corsica) e ci sono testimonianze dei decolli ravvicinati di quel pomeriggio, quasi si trattasse di una guerra. Degli americani non si hanno notizie certe, ma durante il “ripescaggio” del relitto del DC-9 vennero a galla anche pezzi di Phantom mai meglio identificati. I Phantom erano in dotazione alle portaerei della VI Flotta.

L’aereo di Gheddafi fece dietro front e tornò in Libia a tutto gas (questa è una delle ricostruzioni) ma la seconda scorta rimase: così prese inizio la famosa battaglia aerea di quel giorno: non si sa se il DC-9 Itavia fu abbattuto volontariamente da qualcuno che lo ritenne l’aereo presidenziale, oppure se il disgraziato aereo “agganciò” per sua sfortuna un missile all’infrarosso destinato ad altri.

Questa non è una ricostruzione di fantasia, ma nemmeno pretende d’essere verità distillata: dopo 34 anni di “muro di gomma” si è addirittura perso memoria del giorno in cui cadde il Mig libico sulla Sila!



Torniamo all’oggi.

L’aereo di Putin può essere scortato sopra il Belarus da caccia russi: ma prima? C’è da fidarsi (dopo l’incidente di Katyn) di una scorta polacca?

In ogni modo, nella fase finale del volo la rotta dell’IL-96 rasenta il confine ucraino ad una distanza di circa 50 miglia nautiche: cosa può essere successo in uno spazio così ristretto per velivoli che volano a Mach 2? Anche nulla.

Nella confusione generale, però, qualcuno può aver inserito un’informazione errata nel sistema (per errore o di proposito, non lo sapremo mai) – il Boeing malese, oramai, si trova a centinaia di miglia dall’IL-96 – però qualcuno può averlo ritenuto l’aereo di Putin proprio a causa di un input sbagliato.

E c’è una verità tangibile e verificabile: qualcuno ha agganciato l’aereo al suo radar di tiro (a terra od in volo) ed ha premuto il pulsante, questo è innegabile.



Pazienza: fra cinquant’anni ci diranno che fu un’esplosione in volo, oppure una bomba, anche da quelle parti hanno ottimi produttori di gomma per costruire muri. Persino migliori dei nostri.

15 commenti:

Eli ha detto...


La cosa strana è che quell'aereo non avrebbe proprio dovuto trovarsi lì, la sua rotta era un altra, è stato deviato dai controllori ucraini, vai a capire perché.

Inoltre, tutti i piloti al mondo sono informati prima dei voli su quali siano le zone di guerra da non sorvolare, e ciò avviene attraverso i Notam, che vengono aggiornati di ora in ora.

C'è qualcuno che ha visto tutto, sono gli spioni dello Sbirs (Space Based Infrared System); ma essendo al servizio di Barack OBush, difficilmente elargiranno brandelli di verità, piuttosto propaganda.

Ustica fu un incidente di guerra, ma se ora si comincia a sparare missili agli aerei civili, siamo proprio messi male. E comunque al giorno d'oggi sono i civili le prime vittime delle guerre, mica i militari. Basta osservare ciò che accade in Palestina, in Iraq, in Afghanistan...

Pace e serenità.
E.

Carlo Bertani ha detto...

Aspettavo il tuo commento, Eli, perché sei una che ha volato molto (!).
Ho letto che i controllori ucraini hanno autorizzato il Boeing a volare per "Waypoint diretti" ossia - presumo - fuori dall'aerovia, seguendo una rotta ortodromica? Va a sapere perché era lì.
Certo, i satelliti hanno registrato: quelli americani ma anche quelli russi, forse anche i cinesi e gli indiani. Ma tutti stanno zitti. Francia, GB e addirittura forse Italia comprese.
A questo punto, saltano fuori tutti i dubbi: quante probabilità statistiche ci sono che la stessa compagnia subisca due incidenti apocalittici nel volgere di 3 mesi?
Ed è puerile abbattere un aereo civile per dar la colpa ai russi: è un modo di ragionare da sottosviluppati mentali.
Io propendo per un'informazione sbagliata immessa nel sistema, ossia che quello era l'aereo di Putin.
Va beh...chiederemo - dall'Ade - com'è andata ai nostri nipoti.
Ciao
Carlo

Eli ha detto...


Ho volato molto quando i cieli erano più tranquilli!
Oggi non so se lo farei ancora.
Certo, anche all'epoca c'erano i dirottamenti aerei, ma Andreotti aveva intessuto una rete di familiarità coi paesi arabi, e noi eravamo relativamente tranquilli.
Cinismo politico o realpolitik? Non saprei dire, ma comunque ha funzionato.

Oggi il mondo è molto più imprevedibile, perché vengono alimentati focolai di rivolta ed oppressione in troppi paesi.
Comunque, quando si tratta di Stati Uniti ed Israele, si sente sempre un cattivo odore di false flag.

Certo sarebbe uno scherzo macabro della Storia se si ripetesse quanto accaduto ad Ustica, col DC9 Itavia colpito da due missili francesi che sparavano all'aereo libico incaricato di far fuori Gheddafi, ed ora un aereo civile abbattuto dagli ucraini che volevano far fuori Putin.

rudus ha detto...

... non credo volessero abbattere l' aereo di putin. Avrebbero legittimato i russi ad invadere l' ucraina come gli americani hanno invaso l' Afghanistan dopo 11 settembre.

Carlo Bertani ha detto...

Già, Rudus, qual è allora la tua teoria?
Carlo

rudus ha detto...

… Sicuramente la Russia non interverrà militarmente, eloquente è questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=DZ59APT0Zks

Personalmente credo che gli Americani/Ucraini stiano facendo il possibile per alzare il livello del conflitto, non credo sia casuale l’ abbattimento del jet della malaysia airlines, guarda caso c’ erano soprattutto cittadini olandesi e guarda caso, proprio nell’ area dei separatisti, la Shell ha contratti cinquantennali per l’ estrazione di gas di scisto.
Quale occasione per motivare la Shell/Olanda e il resto d’ Europa ad inasprire le sanzioni alla Russia.
L’ Europa, in particolare Inghilterra e Germania, aldilà dei proclami, comunque credo non siano interessate più di tanto ad inasprire sanzioni, la finanza Inglese ha bisogno dei capitali Russi, la Germania, come il resto d’Europa hanno bisogno di esportare i loro prodotti.
Cosa ci guadagnano gli americani: vendita del loro gas di scisto, e basi nato/americane ancora più vicine al suolo Russo.
L’abbattimento del jet non è che un altro false flag, (vedi gas sarin in Siria, armi atomiche in Iraq, ecc.).
I separatisti Russi non hanno niente da guadagnare con questo tipo di azioni, nessun successo militare e critiche dal resto del mondo.
Comunque sia devono finire il lavoro prima dell'inverno, i russi lo sanno, dopo quando l'Europa ed in particolare l’Ucraina avranno bisogno del gas russo la ragione sarà dalla loro parte.

Roberto ha detto...

Salve!

Nel video linkato da Rudus, che a mio parere usa una logica "maccheronica", si dà per scontato che "l'America" (ma non sarebbe meglio dire USA?) pensi che un conflitto su larga scala la possa aiutarla ad azzerare il proprio debito...

Anche ammettendo che "l'america" vinca la guerra, è proprio sicuro che le cose andranno così?

Cioè si può ragionevolmente dire che un conflitto, una guerra, porti senz'altro ricchezza alla parte vincitrice?

La storia sembra essere incerta su questo ma se guardiamo alla storia degli ultimi due conflitti mondiali non sembrerebbe proprio così (mi riferisco alle nazioni "vincitrici" europee: UK, Fr, Ita, ecc ad alla promulgatrice della guerra, la Ger). Se poi guardiamo alla storia più recente, ammettendo che sia vero che dietro a quasi tutti i conflitti dal dopoguerra ad oggi, ci sia "l'america", non mi sembra -considerando il debito pubblico "americano"- che ne stiano traendo un tale vantaggio economico, almeno considerando ultimi 20 anni di conflitti "coadiuvati" dagli "americani"... lo stesso video sembra dichiarare che "l'america" stia messa male...

Secondo me stiamo ragionando al contrario.

saluti

RA

Roberto ha detto...

Per quanto riguarda la rotta dell'aereo vorrei segnalare che aerei civili che perdono la rotta ce ne sono almeno un paio al dì sui cieli italiani, sopratutto per quelli provenienti dai cieli slavi ecc...

L'abbattimento dell'aereo a me sembra un "copione" visto più volte e molto spesso: "la tendenza umana a moltiplicare gli errori e la stessa forte tendenza a concatenare gli errori e la incredibilmente forte tendenza -sempre umanissima- a non saper rompere la catena (degli errori)"

Cioè nella quasi totalità degli incidenti aerei (ma penso anche ferroviari, navali ecc) si è individuata una "catena" di errori che nessuno è riuscito né ad individuare né a spezzare...

Un grosso incidente aereo degli anni '80 in sudamerica ebbe come causa finale la sostituzione dell'operatore radar con uno inesperto ed in più -in quel momento- il collega era a fare pipì (o simile) e l'operatore inesperto doveva, anche se per pochissimi minuti, controllare due schermi radar... Ma il primo anello della catena fu che gli aerei coinvolti nella collisione in volo non avrebbero dovuto trovarsi lì ma per cumulo di vari "errori" e ritardi che risalivano a molte ore prima dell'incidente, si formò la catena che portò al disastro...

Così io penso che in un'area dove, per dirla alla Eli: "tutti guardano tutti"; qualcuno abbia guardato troppo intensamente e gli sia sfuggito qualcosa... ergo normale causa umana, normale catena di errori, omissioni, sviste, tarallucci e vino...

Perché è umano pensare che SE un meccanismo globale e tecnicamente all'avanguardia come il controllo aereo civile, fallisca spesso -e miseramente- a causa di errori umani... è altrettanto umano pensare che meccanismi "segreti" e a-globalizzati anzi strettamente "localizzati" come quelli che spesso leggiamo sulla rete, siano anch'essi -e penserei ancora di più- soggetti al più classico degli errori umani: "la svista".... "...Signore è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista..." (Ivan Graziani).

saluti e baci ed abbracci e carezze

RA

Walter ha detto...

Un saluto al blogger ed agli affezionati del medesimo.
Il video nel link dura una mezz'oretta, ma sono trenta minuti ben spesi. Guardate un pò

https://www.youtube.com/watch?v=EVc-8rvVSUE

rudus ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlo Bertani ha detto...

Quello che io penso, ragazzi, di là degli inevitabili "se" e "ma", è che questa è una storia sporca - qui non c'è stato nessun errore "casuale" - bensì un lavoro (pure un po' maldestro) da parte dei servizi.
E, quando si muovono quelli, si finisce - dopo 30 e più anni - di non sapere nemmeno più dove sono caduti i velivoli.
La disinformazione paga, altro che.

Una preghiera per quella povera gente ignara.

Carlo

Eli ha detto...


A proposito di disastri,

mentre il Principio di Archimede solca i mari fino a Genova, il suo ex-comandante dovrebbe solo tacere.
E invece straparla...

Un abbraccio.
E.

john fender ha detto...

il dc 9 itavia é stato sacrificato dal governo Cossiga per una vendita di uranio arricchito al 96% di francia- italia all Iraq di Hussein, Mig israeliano ha abbattuto il DC9, mentre quello col carico di uranio partiva da Marsiglia direzione Bagdad, lo sa anche mio nipote di 9 anni , e lei parla ancora di gheddafi? mba

john fender ha detto...

Voi fate disinformazione e depistaggi peggio di Cossiga, Gheddafi aerei francesi bla bla bla , studiate i doc ufficiali e il traffico di uranio tra Francia - italia e Iraq , il DC9 e stato sacrificato per 2,5 miliardi di dollari

DAMIANO COSIMO Brandolese ha detto...

La Sig.ra CINZIA Milani la ha salvata della disonestà dei poveri africani assetati di denaro accordandomi un credito di
45.000 euro su una durata di 5 anni affinché il mio sognati diventino realtà. Prego a tutti coloro che hanno potuto usufruire di questi servizi, di volere ritornare testimoniarne per permettere all'altra gente nella necessità, di potere trovare anche un ricorso affidabile. Vi lascio il suo indirizzo professionale: cinziamilani62@gmail.com