06 luglio 2013

Tintinnio di sciabole


Non saprei proprio come definire l’attuale momento politico: certamente non ci sono i carri armati in piazza...è una cosa all’italiana, come sempre, le cose si fanno e non si dicono, oppure si dicono e si fanno così, senza l’ombra di un’opposizione che non sia quella pletorica di Grillo – il quale continua a sbraitare dal suo blog, e non s’è accorto che la situazione è cambiata – e quella altrettanto pletorica dei suoi parlamentari, che solo oggi si rendono conto d’esser stati ridotti completamente all’impotenza. Arrivederci fra cinque anni, col 100% dei voti (!).



I casi sono due, ed allarmanti: quello del Consiglio di Difesa – un organo zeppo di militari e gente dei servizi presieduto dal Presidente della Repubblica – che fece parlare di sé già in anni lontani, quando Pertini stornò dal personale militare i controllori di volo, rendendoli personale civile.

Un ammiraglio, all’epoca, ebbe a dire: “Se mi ordina d’inviare due incrociatori a bombardare Tunisi, che faccio, li mando?” Ed il dubbio non era certo mal posto.

Ma era, per così dire, un “peccato veniale” poiché Pertini sciolse in modo gordiano una querelle che si protraeva da anni, e che portava a difficoltà nella gestione del traffico aereo civile.



Per questa ragione il precedente di Pertini cadde nel dimenticatoio (anche se l’atto avvenne per DPR): oggi la situazione è mutata radicalmente, e bisogna far conoscenza con il quasi sconosciuto Consiglio Supremo di Difesa (1) il quale, nasce nel 1950 con la legge 624 (2) sull’onda degli avvenimenti in Corea, che fece temere una nuova escalation mondiale. Da allora in poi, dormì sonno tranquilli.

Il 15 Marzo del 2010 però – dopo che l’Italia aveva inviato i propri aerei (51° stormo, Istrana, 36° stormo, Gioia del Colle) a bombardare la Serbia senza uno straccio di voto parlamentare – si cercò una foglia di fico per coprire un “buco” costituzionale che era diventato una voragine.

La nuova legge – D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (3) – cercò di fare meglio nell’esautorare il Parlamento su questioni di guerre...pardon, “Operazioni di Pace” di “Polizia internazionale”, ecc...senza, però, riuscirci del tutto.



Il Titolo II articolo 2 è un capolavoro d’equilibrismo:



Art. 2. Attribuzioni del Consiglio supremo di difesa



1. Il Consiglio supremo di difesa, nel presente titolo denominato «Consiglio», esamina i problemi generali politici e tecnici attinenti alla difesa nazionale e determina i criteri e fissa le direttive per l'organizzazione e il coordinamento delle attività che comunque la riguardano.



“Esamina”, “determina criteri”...già...per chi? Non si capisce, e bisogna saltare fino alle attribuzioni del Ministro della Difesa (Titolo III, Capo I, a)



attua le deliberazioni in materia di difesa e sicurezza adottate dal Governo, sottoposte all'esame del Consiglio supremo di difesa e approvate dal Parlamento.”



Il Parlamento, piaccia o non piaccia, ha approvato la prosecuzione del programma F-35 (ossia, continuiamo a metterci i soldi), riservandosi poi di non acquistare nulla: atteggiamento ben strano quello di chi, prima ci mette i soldi, e poi li lascia sul piatto!

E noi dovremmo crederci.

Ciò che ha stupito è stato il primitivo sussulto del Consiglio (poi rientrato), che ha avocato a sé le decisioni supreme in ordine d’acquisti: decidiamo noi tutto, il Parlamento non s’immischi. E’ già grave il fatto che qualcuno ci abbia pensato, e l’abbia pure affermato pubblicamente.

In ogni modo, il Parlamento – magari con qualche sotterfugio, oppure con una legge promulgata a Ferragosto – approverà anche l’acquisto, approverà...

La seconda questione, invece, fa rabbrividire.



Nursultan Äbişulı Nazarbaev è un dittatore serio ma “soft”: basta leggere la sua biografia per rendersi conto che monta un cavallo dalle mille staffe: le onorificenze ricevute, poi, sembrano l’esposizione di un negozio di bigiotteria, dall’URSS fino alla Francia, dal Giappone all’Egitto...tutti lo vogliono e tutti lo amano. Come no.

Amano, ovviamente, il suo gas ed il suo petrolio, che gli hanno procurato un patrimonio personale di miliardi di dollari.

Nazarbayev è furbo: è ancora di scuola sovietica. Non lesina certo le briciole per il popolo il quale – se non s’impiccia di politica – può sopravvivere a condizioni migliori rispetto agli stati limitrofi.



Ma il suo potere è dispotico e gli oppositori li fa ammazzare (4) dai servizi segreti (fosse una novità...): che fa lo stato (min.) italiano? Gli serve su un piatto d’argento la moglie e la figlia del suo principale oppositore. Chi l’ha deciso? Pare Alfano. La magistratura (min.) s’accorge dopo che il passaporto era del tutto regolare, il ministro (min.) degli esteri, il ministro degli esteri...abbiamo un ministro degli esteri? Ma va? Quello della giustizia deplora, il presidente del consiglio non ha letto i giornali, dopo averli letti deve “informarsi”.

Che colossale presa per il c...!



Oggi, una donna e la sua figlioletta di sei anni sono nelle mani di Nazarbayev: chi le ha messe?

Chi ha i contratti firmati in mano? L’ENI. Guarda a caso. Che dice Scaroni? Nulla: lui – col suo silenzio – pare affermare: che c’entro io? Una commedia perfetta.



Queste non sono più vicende “diplomatiche”: qui c’è un tintinnio di sciabole, di manette e di soldi che fa paura. E si mandano in frantumi anche i dettami costituzionali: si scopre dopo che il Consiglio di Difesa non aveva il potere di bloccare il Parlamento, si scopre dopo che il passaporto era valido.

Scendiamo di un altro gradino: dalla democrazia alla democratura fino al golpe “soft”, se ti ribelli domani potrà diventare “hard”.



Questo Paese va in malora perché i poteri appoggiano i capitali FIAT, ENI, eccetera...l’esatto contrario di ciò che servirebbe per cambiare marcia.

Servirebbe, semplicemente, immettere liquidità non nel mercato, ma direttamente alla gente: ecco che la piccola e media impresa tornerebbe a lavorare ed ad assumere, i supermercati a vendere.

Non è ciò che più mi piace – nel senso che si potrebbero avere idee migliori – ma al punto cui siamo giunti, questa “pazzia” avrebbe almeno il pregio di fermare la china. Dove si prendono i soldi? Dal riequilibrare l’indice di Gini, che continua a marciare imperterrito verso la sempre maggior sperequazione fra ricchi e poveri.

Una semplice revisione delle aliquote IRPEF: meno al basso, più all’alto.



Già, ma si andrebbero a toccare gli Agnelli, Scaroni, l’ENEL, i Moratti, la Casta milionaria...andiamo a fondo, andiamoci...la nave dei folli ha già l’acqua che lambisce la falchetta...dopo, ci sarà solo il mare.













18 commenti:

Andrea ha detto...

Caro Bertani, mi limito a poche e non certo pindariche righe.

Se fai parte di quelli che dicono “Grillo si è arroccato”, i “dovevate allearvi con il PD”, i “non si sono voluti sporcare le mani”, sei libero di pensare cio' che piu' ti aggrada.Semplicemente non concordo con te.

Hai scritto tempo fa che la politica richiede dei compromessi.
Abbastanza giusto.Fino a quanto pensi sia necessario "compromettersi" ?!

Riesci a capire che forse, allo stato attuale, non ci sono piu' i margini per dei compromessi ?!

Visto che sei una persona sicuramente informata, non riesci a capire che non era eticamente corretto acoordarsi con sinistra o destra alla luce di quello che ci hanno lasciato negli ultimi 20 anni ?Se gli italiani continuano a non capire e' solo perche' hanno ancora qualcosa da perdere ed anche merito di intellettuali come te che, forse, tanto lungimiranti non mi sembrano essere.
Patti chiari amicizia lunga !!!!!
Tanto ti dovevo.
Andrea



Andrea ha detto...

Caro Bertani, mi limito a poche e non certo pindariche righe.

Se fai parte di quelli che dicono “Grillo si è arroccato”, i “dovevate allearvi con il PD”, i “non si sono voluti sporcare le mani”, sei libero di pensare cio' che piu' ti aggrada.Semplicemente non concordo con te.

Hai scritto tempo fa che la politica richiede dei compromessi.
Abbastanza giusto.Fino a quanto pensi sia necessario "compromettersi" ?!

Riesci a capire che forse, allo stato attuale, non ci sono piu' i margini per dei compromessi ?!

Visto che sei una persona sicuramente informata, non riesci a capire che non era eticamente corretto acoordarsi con sinistra o destra alla luce di quello che ci hanno lasciato negli ultimi 20 anni ?Se gli italiani continuano a non capire e' solo perche' hanno ancora qualcosa da perdere ed anche merito di intellettuali come te che, forse, tanto lungimiranti non mi sembrano essere.
Patti chiari amicizia lunga !!!!!
Tanto ti dovevo.
Saluti
Andrea

Eli ha detto...


Per non parlare del vile atto di pirateria aerea col quale hanno trattenuto per dieci ore l'aereo di un capo di stato, Evo Morales, a Vienna, e negato il sorvolo di Italia, Francia, Portogallo e Spagna, solo perché pensavano avesse a bordo Edward Snowden. Un tempo si sarebbe fatta una guerra per un gesto del genere. E Snowden è un coraggioso, anche se non ha rivelato nulla che già non sapessimo, come il "fratellino" Julian Assange.


Ah, Piazza Tahrir, come sei lontana!

Qui riempiono Piazza Navona, a Roma, pe' magnà er gelato!

Un abbraccio.
E.

Carlo Bertani ha detto...

Caro Andrea,
dopo le pazzie di Grillo e del suo blog, dopo l'abbandono di parecchi parlamentari, dopo aver sperimentato sulla propria pelle che se non t'allei con qualcuno non vai da nessuna parte...adesso diamo la colpa agli intellettuali!!!
Cioè...sarebbe colpa mia se Grillo non può far nulla? Spiegamelo un po'.
E poi, spiega chi sono gli intellettuali: da molti anni, in Italia, non se ne vedono.
Dai tempi di Pasolini e Sciascia, almeno.
E' vero che esistono alcuni bravi scrittori od attori, mi riferisco a Paolini od a Celestini (ad es.) ma il compito dell'intellettuale è creare le basi culturali della convivenza sociale. Che, poi, il politico dovrebbe propagare con le leggi.
Ti ringrazio per il titolo, ma io non lo merito.
Tornando a Grillo, credo che non sia un politico, questo è il suo problema. Sbraita, fa, sottolinea le mille schifezze di questa classe politica, ma più lui li colpisce più gli altri s'arroccano, inevitabile. Anche quelli che vorrebbero un dialogo con lui sono perplessi.
Se, invece, da subito avesse posto a Bersani un dilemma: questo è il nostro programma, riesci ad armonizzarlo col tuo? Anche a costo di "limare" qualcosa, avrebbe gettato la palla nel campo di Bersani, obbligandolo ad una "conta" interna nel suo partito.
Che c'è stata poi nell'occasione della mancata elezione di Prodi: sono 101 quelli che tengono in mano il PD, su 500 (fra deputati e senatori): ce ne sono altri 400 (circa) che con voi e SEL potevano senz'altro fare qualcosa di meglio che rinverdire i "fasti" del governo Monti.
Magari non sarebbe partito il reddito di cittadinanza, ma sugli F-35 e sull'Afghanistan la musica sarebbe stata diversa, piuttosto che una Bonino-Bilderberg alla Farnesina.
Adesso Grillo sbraita e si lamenta, ma il fetore della decomposizione inizia ad avvertirsi anche sul suo blog, dove stenta a fornire un "futuro" ai tanti che lo chiedevano.
E, credimi, gli italiani non si ribelleranno mai, come i tedeschi: è una questione storica, non antropologica.
Perciò, c'è stata una grande occasione sprecata: quella che avrebbe condotto il PD ad una scelta, magari ad una scissione.
Devo dire che mi sono un po' stufato di parlare di queste faccende: chi non le ha capite oggi, avrà tempo nei prossimi anni per recriminare, e parecchio.
E la vicenda di Snowden ci mostra quanto oramai si sentano sicuri nell'abbraccio che pareva mortale, ed invece non lo è stato per niente.
Fra 5 anni, Grillo diventerà un Bossi qualunque, col quale fare alleanze in cambio di briciole, oppure lasciarlo ad appassire sul suo ramo.
Ma Grillo non ha mai pensato a quante persone illudeva, osservava il suo ego smisurato e rideva. Come può fare un comico, che non ha capito nulla di politica.
E con questo, chiudo la faccenda.

Mi scuso se sono stato poco presente ultimamente, causa "mini-trasloco". Adesso siamo a Saliceto e m'è servito del tempo per calibrare al meglio il nuovo router che funziona sulla base di un cellulare. Vanno bene comunque, ed i costi sono senz'altro minori, ma bisogna scordarsi Youtube e Skype.
Un saluto a te ed un abbraccio ad Eli.
Carlo

Andrea ha detto...

Carlo,
al 5'55" del video http://www.youtube.com/watch?v=OARLx5oKBUw, Bersani ti dice bene cosa intendeva fare con Grillo/M5S, il resto sono solo argomentazioni prive di riscontro reale e fattuale.
Parole gettate al vento ed usate per confondere, se non ingannare, molteplici persone non abituate
alla fatica mentale della ricerca, del riscontro, della documentazione e della memoria.

Il PD non ha preso minimamente in considerazione le proposte sul finanziamento pubblico, sulla riduzione dello stipendio dei parlamentari ecc.
Si e' limitato al silenzio o al "e' necessaria una legge ...".
Non serve nessuna legge per restituire quanto reputi, se lo reputi, ricevuto senza il consenso degli Italiani.
Lo fai e basta.
Come il M5S ha fatto !

Ti rendi conto dell'immenso fuoco di cui il M5S e' stato bersagliato dai mezzi d'informazione ?
Ti domandi il perche' ?
Forse perche', all'interno del M5S, non c'e' democrazia, non si vuole andare ai talk show, perche' i parlamentari parlano solo di scontrini, perche' sono inesperti ?
O perche', come effettivamente e', perche' il M5S sta cercando di toccare delle questioni veramente importanti ?!

Il fetore della decomposizione del M5S lo senti tu e molti italiani che continuano a coltivare quell'orticello che diventa insesorabilmente sempre piu' piccolo.

Io non sono e non voglio essere uno di quegli Italiani.
Io esigo correttezza, chiarezza e semplicita'. Adesso, e non nella vita' eterna !
Il M5S non mi ha illuso.
Il M5S mi sta facendo credere che, se si vuole, si puo' cambiare la politica anche senza bassi compromessi.

Vedremo fra 5 anni se Grillo diventera' un Bossi ...
Ogni ipotesi e' valida, bisogna pero' considerare i presupposti e le probabilita'.

Ti leggo da anni, e continuo comunque a leggerti malgrado opinioni diverse su questo arogomento, e generalmente mi trovi d'accordo con le tue argomentazioni.

Non dovresti essere "stufo di queste faccende".
E' proprio da queste " faccende", e' proprio dall'intransigenza nel non accondiscendere a determinati comportamenti che un comico, che non sa nulla di politica,
puo' veramente creare una nuova Politica.

Un Saluto.
Andrea

Carlo Bertani ha detto...

Ti faccio notare che già prima delle elezioni una parte del PD meditava un'alleanza coi 5 Stelle.
Oggi - non ti ha stupito il tremendo ritardo con la quale è giunta? - Bersani fa una specie d'autocritica, una sorta di mea culpa. Pare quel presidente della Regione Lazio beccato con un trans.
Sta cercando di rifarsi una verginità politica per correre alle prossime primarie del PD, visto che ha perso ed è stato marginalizzato.
Se dovessimo credere alle sue parole, Bersani avrebbe tentato una via che già sapeva fallimentare (la risposta della Lombardi non fu certo amichevole) per poi sapere che sarebbe finito in una sconfitta e che Letta avrebbe fatto un bell'accordo col PdL.
Mi sembra un po' fantapolitica.
Secondo me, Bersani ci credeva e ci ha provato: adesso - come ripeto - si sta rifacendo una verginità perduta.
Francamente, fra Bersani e la Lombardi, mi fanno schifo entrambi in egual modo.
Avremmo bisogno d'altri politici, di gente meno incazzata e più riflessiva. Grillo è andato, credimi: gli italiani sono stufi anche di lui e dei suoi tentennamenti, spacconerie, eccetera.
In ogni modo, chi vivrà vedrà.
Ciao
Carlo

Eli ha detto...

Carlo,

su Grillo,che per me è un non-argomento, voglio dirti solo che l'attraversamento a nuoto dello stretto di Messina per catturare voti siciliani mi ricordò l'annuale nuotata di Mao Tse Tung nel Huàng Hé, il Fiume Giallo.
Bello che vecchio, ultrasettantenne, il dittatore populista amava allietare le masse con l'esibizione della sua possanza fisica. Come il Mussolini sciatore o mietitore. Potenza delle immagini!

Grillo aveva il compito di raccogliere e neutralizzare il dissenso, con la benedizione e l'avallo dell'ambasciatore americano in persona, non di governare o creare una politica diversa. Oggi l'Impero non si accontenta più di manipolare i governi, vuole dirigere anche l'opposizione.
Il fatto è che si sceglie dei Darth Vader un po' cialtroni, che si sentono Gandhi e Martin Luther King ibridati, e non sono neanche...Totò!

Eli ha detto...

Carissimo,

non è l'ENI di Scaroni ad aver consegnato moglie e figlioletta di SEI anni dell'oppositore kazako al dittatorello impregnato di petrolio, ma l'ignobile pedofilo pluripregiudicato di Arcore, suo grandissimo amico.
Per lui le donne solo solo un oggetto, da impegnare su di un lettone di Putin o da usare come merce di scambio per i suoi loschi affari petroliferi, come ai tempi di Gengis Khan.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/08/governo-resa-dei-conti-sul-caso-kazakistan-tutti-contro-alfano-dia-risposte/649838/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/08/caso-kazakistan-dalle-carte-mistero-dellaereo-austriaco-e-dellinformativa-scomparsa/650225/

L'Italia non è un paese sicuro per i rifugiati in cerca di pace e giustizia, come dimostra il povero
Ocalan, leader del PKK, svenduto al dittatore turco dell'epoca dall'ignobile D'Alema.
E poiché dire che l'I. è un paese di m. è diventato un reato, dirò solo che il livello del guano cresce, cresce, cresce a dismisura!

Abbraccioni!
E.

doc ha detto...

I (pochi)fatti conosciuti contro le (moltissime e convergenti)opinioni mediatizzate (e non) spesso vengono ignorati anche da chi, da tanto tempo, si è posto il problema del pre-rivoluzione: divulgare la conoscenza.

Il punto è che la conoscenza ha bisogno di un trasmettitore, ovvero della "comunicazione" o meglio, come nel nostro caso, della contro-informazione.

Che, in primis, DEVE prima de-strutturare gli accadimenti presentati come fatti e poi, per ridare dignità conoscitiva al nostro tempo vissuto (il ns kairos e non il kronos degli altri) re-immetterli nel circuito/sistema informativo alternativo.

E in ogni caso dovremmo avere, sempre, la necessità, il bisogno del dubbio al posto delle dichiarate certezze di giudizio,
specie se ci troviamo di fronte ad un qualcosa di nuovo, un fenomeno che, a prescindere dai piccoli effetti/fastidi collaterali inevitabili.

Io credo che verso questo nuovo fenomeno sociale non possiamo utilizzare i soliti canali di decodifica, critica quanto si vuole ma sempre preordinata: io credo che oltre ai soliti strumenti di analisi, serve anche un sforzo di fantasia descrittiva in più per reinventarci un nuovo paradigma critico...

..e credo che questo sia quindi utile ad una prefigurazione di un nuovo mondo possibile.

Buon Cammino
Doc

Carlo Bertani ha detto...

Rompo la sequenza dei vostri commenti per proporre una riflessione.
La vicenda kazaka viene messa in prima pagina dal Fatto - che paventa addirittura la cacciata di Alfano o una crisi di governo - mentre su Repubblica non viene nemmeno menzionata.
I due giornali hanno tagli diversi, ma una simile, marcata dicotomia non era mai accaduta: una nuova guerra nell'editoria?
Saluti
Carlo

Eli ha detto...

Ottima riflessione Carlo!

A me sembra che Repubblica sostenga qualsiasi governo piaccia a De Benedetti, facente parte del solito Club internazionalista e grembiularo, mentre il Fatto attacca tutti indistintamente, senza tuttavia mai andare alla radice dei problemi, così da apparire "libero" ed indipendente nella grande Farsa tragica.
E' il Guardiano della Soglia, che lascia filtrare solo ciò che il popolino può sapere senza intaccare il Sistema che a monte fa il bello ed il cattivo tempo.

Repubblica, ormai è una Cloaca Maxima noiosa e ripetitiva, ma ha la fortuna di avere firme di prestigio ed una fama consolidata.
Nell'italico panorama di servi sciocchi e volgari contraffattori, giganteggia; ma solo perché gli altri sono dei nani.

Eli ha detto...

Caro Doc,

non ho certezze, anzi ho l'unica certezza che non esistono certezze.
Tuttavia so che chi dubita dubiterà in eterno.
Bella dicotomia, anzi, aporìa!

Diciamo che l'attenta osservazione dei fatti e la personale intuizione, coltivata nel tempo, aiutano a sbrogliare la matassa meglio di un articolo di giornale ammaestrato.

E la verità appare "evidente alla ragion pura"...Ringraziando il caro Immanuel.

Carissimi saluti.
E.

epigrammiefacezie ha detto...

L'ENI è uno degli ultimi presidi del sistema industriale italiano. Se la mandi a carte quarantotto l'Italia è finita. Paragonarla a Fiat mi sembra fuori luogo, in quanto Fiat non presenta più, all'atto pratico, una grande rilevanza strategica nazionale.
Quando hanno voluto cominciare a deindustrializzare l'Italia lo hanno fatto a partire da ENI e IRI. E ci sono riusciti.

epigrammiefacezie ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
doc ha detto...

Non è semplice appropriarsi dei risultati della ragion pura; figurarsi poi il mantenimento dello status funzionale di essa.

Purtroppo i circa 130 miliardi di neuroni disponibili sono tutti, per la natura chimico-elettrica delle funzioni trasmettitrici, condizionabili, e 30 anni di questa tv con annessi e connessi permette che tutto continui (+o-) come prima ad esempio dopo le figuracce del presidente del consiglio che sulla questione risponde che non ha letto ( lui il letta!) nulla e che il tutto è avvenuto all'insaputa del ministro dell'interno.
Per non parlare della giornata di ieri alla cui definizione- costruzione, neanche un Kafka o un Pirandello sarebbero stati capaci di scriverne il canovaccio...

E che dire della enorme popolarità di cui gode tra gli italiani il nostrano king george?

Come sia possibile non vederne le enormi, esclusive responsabilità di queste nefandezze c.d politico-istituzionali può essere giustificato solo dalla modifica strutturale neuronale degli italiani...

E che dire delle strz giuridiche elargite a piene mani da alcuni emeriti avvocati pubblicate da altrettanto emeriti giornali nazionali? non solo che dire ma k.kz. fanno a comprarli ancora?

insomma sembra che logica,ragione e, figuriamoci, il buon senso contadino siano ormai emigrati altrove...

Ma questo nn significa che dobbiamo arrenderci, anzi ci deve stuzzicare, e fare di più...

Buon Cammino
Doc

Carlo Bertani ha detto...

Caro Luca,
è vero che l'ENI è l'unico "gigante" economico italiano - concordo sulla FIAT - però oggi, paradossalmente, finisce per salvare l'odierno e cancellare il futuro.
Mi spiego meglio.
L'ENI s'è posta alla testa (insieme ad ENEL) di tutta quella gente (un'accozzaglia eterogenea, da Italia Nostra a gente ancor più torbida) di persone che s'oppongono alle rinnovabili.
Da che parte starebbe, oggi, Mattei?
Credo che guarderebbe al futuro, non al passato come Scaroni.

Esatta analisi, Eli, sono due diversi livelli dell'inciucio di regime, esattamente collocati dove serve.

Eh, Donato...non abbiamo fatto in tempo a convincerti che tu eri l'araldo giusto della vecchia civiltà contadina...che tanto avrebbe da dire e che tu citi.
Purtroppo, l'Olandese è naufragato prima ed ora, due c.....ni che lo gestiscono s'accontentano di scrivere nel nulla, senza seguito, senza incidere. Sic transit gloria navis.
Domani inizio i lavori stagionali sulla Gretel, che è una nave seria.
Se desiderate, in questo periodo sto scrivendo molto per "Diritti acquisiti comparto scuola" che è un blog di personale scolastico trombato, e non posto qui quegli articoli.
Se volete dare uno sguardo.
Grazie a tutti
Carlo

doc ha detto...

A proposito di blog sulla scuola, in generale e sul personale insegnante in particolare, ricordo che, in illo tempore -sembra un secolo fà-, avevo mandato, appunto alla redazione dell'O.V., un lavoro sulla scuola (Circolo Salvemini di Orsara di P.) del 1970 -ciclostilato!!- che avevo scannerizzato con tanta fatica, contenente tabelle con tutti i dati degli alunni nati in un lustro, divisi per provenienza sociale, e seguiti per tutta la loro carriera scolastica, corredato da analisi comparative ed ovviamente con conclusioni politiche precise.

Certo, la scuola di classe di allora si è evoluta, diversificata, sempre più privatizzata, ma in essa restano intatte le similitudini selettive, prevaricatrici, demolitrici a cui viene sottoposta in modo sistematico. E questo oggi è molto + evidente, anzi macroscopico, per la distruzione operata e della funzione sociale e della figura
di riferimento dell'insegnante...
Il tutto facilitato da una in-cultura dei grandi sindacati

Allora testimoniammo -con una specie di barbiana rabberciata- il concetto di servizio, gratuito, che deve essere osmotico del sistema Scuola.

E, onestamente, continuo a coltivare il sogno di riprodurre, o almeno contribuire, attraverso una specie di banca del tempo della scuola, con l'aiuto delle nuove tecnologie web, a realizzare una testimonianza che la Scuola è, deve essere un servizio pubblico gratuito. Ma intorno le risposte sono silenziosamente ..assordanti.

Buon Cammino
Doc
P.S.
Se mandi il collegamento al nuovo blog sarò felice di farVi... delle critiche.
Ciao

Eli ha detto...


Ecco il link:

http://compartoscuola2012.blogspot.it/