27 marzo 2013

Catena di comando? E quale?


Adesso si dimettono anche i ministri. Va beh... “met’al an sla fnestra” (posalo sulla finestra) diceva mia madre, ricordando i cantori erranti che giungevano per Natale e per Pasqua a porgere gli auguri (in cambio d’elemosina) e dei quali era difficile scorgere chi fosse il più povero, se gli “auguranti” o gli “augurati”.

Così accogliamo le dimissioni del Ministro Terzi di Sant’Agata (complimenti per il nome, se Villaggio facesse ancora Fantozzi lo userebbe di sicuro) non sappiamo se considerarlo un atto dovuto, una libertà dell’ingegno oppure una vigliaccata del solito furbetto di turno. Fate voi.

Aspettiamo il seguito: vale a dire gli altri che si devono dimettere, dopo il clamoroso fallimento di questo governo “tecnico” tenuto in piedi dal FMI e compagnia cantante. Ma torniamo in argomento.



Da quando mondo è mondo, se le acque non sono sicure, si scortano le navi. Prima dell’Ottocento era difficile scorgere delle differenze: le navi mercantili portavano cannoni a bordo e le navi militari, in tempo di pace, erano parzialmente disarmate ed usate per il commercio. Questo avveniva in un mondo nel quale l’armamento navale era costituito per lo più da cannoni su ruote (carronate): difficile, oggi, montare e smontare un sistema lanciamissili.

Una curiosità: nell’URSS vigeva ancora l’antica commistione, al punto che le navi mercantili per il trasporto d’autoveicoli (Ro-Ro) erano dotate di un ulteriore compartimento a poppa, allagabile, per sollevare la prua e poter, così, “consegnare” su una costa ostile una manciata di carri armati. Per quel che ne so, è l’ultima nazione ad aver usato quel sistema: forse la Cina o la Corea del Nord lo usano ancora oggi, ma non sono al corrente se capita.



Ancora nell’Ottocento, il giovane Tenente Carlo Pellion di Persano (il futuro comandante di Lissa) diresse un brulotto (scialuppa incendiaria) contro una nave pirata nel porto di Tripoli, riuscendo a salvare la pelle, giacché era un tipo d’assalto nel quale non s’invecchiava. Era il 1825.

Con la fine dell’Ottocento la pirateria (insieme alla schiavitù, fenomeni assai contigui) perse di significato e quasi cessò: le uniche aree dove continuò una sorta di “pirateria dei poveri” fu la Malacca dove – a causa degli stretti passaggi e dei fondali bassi – era favorita. Era in ogni modo una pirateria conosciuta e quasi tollerata, giacché quel che volevano era un po’ di greggio o di gasolio.

Le coste mediterranee della Turchia, invece, furono il teatro di (rari) episodi di pirateria nei confronti delle imbarcazioni da diporto: altri episodi accaduti casualmente in altri luoghi furono fenomeni di pura criminalità.



Oggi – per molte cause, che necessiterebbero di un articolo ad hoc per essere indagate – la pirateria è ripresa soprattutto nel Corno d’Africa, anche in conseguenza dello sfacelo lasciato dagli italiani in Somalia: siamo bravissimi ad esportare la nostra corruzione ed il nostro malaffare (vedi anche l’Albania).

Come difendersi?



Logica direbbe che si tornasse a scortare le navi in convoglio con naviglio militare – ma costa troppo – e quindi bisogna arrangiarsi con quel che c’è.

Così, il ministro della Difesa La Russa inaugurò questo strano modo di difendere le navi: imbarcare i Fucilieri di Marina sulle navi mercantili. Crediamo (e lo dimostreremo) che il ministro La Russa – se è stato Ufficiale di Complemento – fu un pessimo Ufficiale: può aver avuto tutti gli encomi o le decorazioni del caso, ma la scelta operata con l’imbarco dei fucilieri sulle navi mercantili è una scelta stupida, che connota senz’altro di stupidità chi l’ha presa. Scusate la franchezza.



A chi rispondono i Fucilieri di Marina? Siccome sono dei militari di truppa, l’apposita legge li ha nominati ufficiali di polizia giudiziaria ed agenti di polizia giudiziaria (secondo il grado rivestito): riteniamo che Latorre e Girone fossero dei semplici agenti di polizia giudiziaria ai quali era stato affidato il compito di proteggere la Enrica Leixe. Chi li comandava?

In teoria un superiore – magari a Gibuti o a Mogadiscio – ma, nel momento della decisione di far fuoco, praticamente erano soli.

Va detto che i due hanno sbagliato anche le procedure: nessuno ha sentito parlare di colpi in aria? Soprattutto in una zona che, finora, non aveva dato segnali di pericolosità?



La questione delle acque territoriali – al fine di valutare le responsabilità – ha poco interesse: da essa dipende solo il Tribunale che li giudicherà, non la valutazione dell’accaduto.

Piuttosto, sarebbe interessante indagare sui rapporti esistenti a bordo della nave fra i due e gli Ufficiali di Marina Mercantile presenti: il Comandante, su una nave, ha poteri di questore e, quindi, ha ampia discrezionalità (se gli viene riconosciuta).

Ma così non è stato perché la Legge 107 non prevede una sorta di coinvolgimento esterno alle strutture militari:

“Il personale militare componente i nuclei di cui al comma 1 opera in conformità alle direttive e alle regole di ingaggio emanate dal Ministero della Difesa.” (1)


E stop.

Qui è stato l’errore: almeno, il principale dal quale altri ne sono discesi.

I due poveri fucilieri, al momento di prendere la ferale decisione – se premere oppure no il grilletto – furono lasciati soli: questo non giustifica assolutamente l’accoglienza seguita in Patria. Latorre e Girone sono colpevoli – fuor di dubbio – e come tali una maggior sobrietà da parte di tutti – anche le supreme istituzioni – sarebbe stata d’uopo.

Perché furono lasciati soli? (non riteniamo un superiore a 5.000 miglia di distanza una “presenza” autorevole).



Miglior soluzione sarebbe stata quella d’affidare il comando (e quindi il fatidico “spara”) al Comandante mercantile, che non è mai (salvo Schettino) l’ultimo idiota che va per mare.

Ma la Marina non vuole cedere ambiti o restrizioni nella sua catena C3 (Comando, Controllo e Comunicazione) e pretende di sapere – da 5.000 chilometri di distanza – chi sono gli occupanti di un peschereccio.

Il Comandante mercantile – tagliato fuori da tutto – s’è guardato bene dall’intervenire: se non mi vogliono, perché devo occuparmene? Qui è l’errore di La Russa.



Se avesse avuto parola in merito, forse avrebbe rammentato che ovunque – in mare – i pescherecci cercano di vendere il pescato alle navi in transito, per due sostanziali motivi: spuntare un prezzo migliore e, secondo, evitare la fiscalità una volta a terra.

Quanti lo fanno: in Portogallo, le navi si sintonizzano su Matosiňo Radio Pesca per intercettare le comunicazioni ai pescherecci e, quindi, sapere dove c’è stata pesca abbondante (e, dunque, prezzi minori).

Gli indiani s’avvicinavano soltanto per quella ragione – ora è stato acclarato – e si sono visti sparare addosso senza un perché: è giusto farsene carico ma, come sempre, nell’inferno giuridico italiota si cerca sempre di far pagare gli ultimi nella catena di comando.

Eppure, è molto strano che siano imbarcati dei militari su una nave mercantile – trasformandola, giuridicamente, in una nave da guerra – senza che vi sia qualcuno, a bordo, che abbia la responsabilità di comando. Lasciata a due militari di truppa?

 
L’Italia poteva rifiutarsi di consegnare i due all’India, fregandosene della parola data, in quanto l’India è un Paese dove vige la pena di morte, ed il nostro ordinamento vieta di consegnare chiunque in quei Paesi. Ma ci siamo accontentati di una “rassicurazione” verbale – forse scritta – un “pizzino”, al solito.

 
Ora, dopo il gran casino e le pessime figure rimediate, non rimane che attendere gli eventi: non c’è altro da fare. Per fortuna di Girone e Latorre la pena di morte in India viene comminata solo in casi rarissimi di strage, e non per un omicidio preterintenzionale.

In ogni caso, saranno condannati e la condanna non sarà lieve: d’altro canto – pur in una situazione intricatissima – hanno sbagliato, ammazzando due poveri pescatori. E chi sbaglia paga: sparando in aria non si fanno morti, lo rammentino.



(1) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2011-07-12;107~art5



15 commenti:

Eli ha detto...

Brutta storia da qualsiasi parte la si guardi, che ci ha mostrato cose che neppure sui Bastioni di Orione...Noi Umani del Terzo Millennio siamo testimoni di stranezze abnormi, questa è la verità.

Concordo con te che la catena di comando dovrebbe essere affidata al comandante del mercantile e della petroliera, ma i militari, si sa, seguono logiche che sfuggono agli esseri umani normali. E' come se il governo del Papi Bunga-Bunga, nel nome del suo ministro La Russa , avesse detto ai militari: "Vi abbiamo mantenuto per settant'anni, ora lavorate e mantenetevi da soli". Facendo i mercenari al soldo dei privati. E già questa è un'aberrazione, visto che l'esercito della nostra nazione dovrebbe servire per la difesa della nazione, non degli interessi privati per conto terzi (ironia involontaria).

Poi abbiamo visto altre cose inenarrabili. Ma da quando degli accusati per omicidio vengono ospitati in albergo anziché in carcere? Forse "i nostri ragazzi" sono troppo delicatini per le carceri indiane? E da quando degli incriminati d'omicidio involontario o colposo vanno un mese a casa, in patria, per licenza natalizia? E godono poi di un'altra licenza di quindici giorni per votare? Non amano la cucina indiana ed hanno bisogno delle orecchiette della mamma? Insopportabili privilegi di certo contrattati dall'ambasciatore italiano in India. Forse il povero Chicco Forti, lasciato a marcire in prigione a Miami dopo un processo farsa, ha goduto di trattamenti analoghi? No, è stato completamente abbandonato dai governi del suo paese d'origine, e può sperimentare totalmente la bellezza e l'umanità delle galere USA con una condanna all'ergastolo per un delitto di cui si dice innocente.

Abbiamo dovuto assistere con raccapriccio allo spettacolo dei due potenziali assassini ricevuti con tutti gli onori dal capo dello stato, dal presidente del consiglio e da una pletora di corifei e figuranti che dovevano simulare l'appoggio del paese. Not in my name! Io sto coi pescatori analfabeti del Kerala, che non sono certo morti di freddo nell'Oceano Indiano, non sto con degli assassini che hanno sparato ad altezza d'uomo. Uno dei due pescatori aveva ventisei anni, si chiamava Ajesh Binki, l'altro, Valentin Jalestin, trentasette ed era padre di due figli. Esistono forse figli e figliastri. Il governo italiano ha dato soldi alle loro famiglie, nella bella logica che il denaro possa ripagare una vita. Del resto i due incoscienti in divisa blu e dal grilletto facile difendevano il principio che i beni materiali valgono di più della vita umana, così come fanno tabaccai e gioiellieri che in caso di rapina ammazzano il rapinatore e si vedono assolti. Che cosa siamo diventati?

Per questo trovo dovute e congrue le dimissioni del pasticcione della Farnesina, che in un paese in cui non si dimette nessuno, ha avuto almeno un tardivo rigurgito di dignità. Non voleva rimandarli in India! Eh certo, la parola data non ha valore per certi figuri. Mentre l'altro individuo, l'ammiraglio della Nato, li ha rispediti pensando a salvare le commesse di Finmeccanica, non l'onore patrio. Che nobili intenti!

Non rimpiangeremo il governo del loden, nominato dal Bilderberg, dalla BCE e dall'Opus Dei. Che se ne vadano presto e spariscano fra i granelli di polvere di Monte Citorio.

Oggi a Roma è il primo giorno di una tremula primavera, c'è un bel sole (almeno per il momento) ed una temperatura mite.
Lo stesso auguro a voi nel gelido Nord.
Un abbraccio. Eli

Massimiliano Blandino ha detto...

Grazie dell'augurio primaverile...appunto, gelido Nord, da qualunque parte lo si guardi o percepisca.

Tutto vero...poveri contro poveri, difesa del capitalismo finanziario/mercantile off-shore, ministri in braghe di tela, code di paglia, stupidità istituzionale, ignoranza in abbondanza.

E su tutto questo... cala la coltre degli accordi bi/multilaterali che nessun impeachment politico potrà mai fermare.

http://www.indiaitaly.com/IndoItalianSite/index.aspx?

ps: Come dice Carlo, la schiavitù prelevata di forza dalle colonie e condotta là dove l'industria esigeva manodopera a costo quasi zero, a fine '800 passò di moda.

Infatti, oggi la schiavitù si esercita direttamente in loco, risparmiando sul trasporto di corpi.

Buona primavera a tutti.

Eli ha detto...

Carlo,

soprattutto c'è una domanda che nessuno pone ma che mi appare fondamentale: che diavolo ci faceva una petroliera vuota in quella zona dell'Oceano Indiano, lontana dalle rotte del petrolio? Mah! Qui gatta ci cova...
Non è che per caso si servono dei cargo come sentinelle della NATO?

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

Baci. Eli

Eli ha detto...

Carlo

in quest'altro articolo si conferma ciò che in molti pensiamo, e cioè che i due sottufficiali di marina erano coinvolti in una missione per conto della NATO, che si è ben guardata dall'intervenire per non svelare la magagna.

Ehehe! NIENTE E' COME SEMBRA! Ed aggiungerei anche che NESSUNO E' COME SEMBRA, o molto pochi lo sono, di falsari è pieno il mondo.

http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=537

Ciao. E.

mike ha detto...

Mi dispiace contraddire, ma questo governo, con ora Monti ministro deli esteri all'alba di un possibile conflitto in Corea, verra' tenuto in piedi solo dal gatekeeping di Grillo. Per una volta sono d'accordo con Eli che lo scrive da una vita.

mike ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Eli ha detto...

Oppure, Mike,

si andrà obtorto collo verso un altro incarico, a persona più malleabile di Bersani (mi viene in mente Renzi, che è ggiovane!), che ci riporterà in bocca al caimano e a Bin Loden Monti. Non posso sapere cosa frulli nella testa dell'inquilino del Colle, a volte le altitudini danno le vertigini, soprattutto a quell'età.
E tutto ciò che avrà ottenuto il gioco al massacro di Grullo-Papaloggia sarà...riportarci indietro. Perché lui aspira al 100%, mica poco. E non sa della batosta elettorale che lo attende dietro l'angolo. I nostri progetti debbono sempre fare i conti con la realtà. Inoltre, quando si muovono grandi energie, bisogna essere in grado di padroneggiarle, e non è questo il caso, essendo i due cospiratori due sprovveduti che s'improvvisano maestrini.

Peccato. Un'occasione di cambiamento sprecata.
Tenere d'occhio la Cina...
Ciao! E.

Eli ha detto...

Carlo,

guarda come si muove il Renzino...Il nuovo che avanza, ahahaha!
Non c'è nulla d'illegale, per carità. E tuttavia il buon gusto vorrebbe...


http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/27/firenze-matteo-renzi-assunto-candidato-pensione-undici-giorni/544314/

Carlo Bertani ha detto...

Non ho altro da aggiungere a quello che dite, se non che siamo tornati ad una situazione pre-elettorale, con il 37% di astenuti (sempre che i sondaggi...).
Grillo ha sbagliato in pieno, ma forse era quello il compito di Grillo, chi lo sa...
Siamo proprio italioti
Grazie a tutti
Carlo

MattoMatteo ha detto...

mmmm... mi sembra un po' prestino per dire chi ha sbagliato e chi no. Io aspetterei qualche mesetto in piu' ... anche un anno. Grillo o non Grillo io questi non li voglio piu' vedere, hanno gia' fatto abbastanza danni.
Buona Pasqua a Tutti!!!

Eli ha detto...

Napolitano: " Soprattutto questi balordi mi stanno rovinando le vacanze di Pasqua...Non posso andare a Capri, mannaggia!".
:-D

Orazio ha detto...

"mi viene in mente Renzi, che è ggiovane!), che ci riporterà in bocca al caimano e a Bin Loden Mont"

Caro o cara Eli tu sei laprova che in Italia si sta risvegliando, tra coloro che non sono berlusconiani, la paura del ritorno al potere del Caimano, stavolta non farà prigionieri. Che fare? Primo non andare a votare prima di 5 anni, secondo approvare una legge elettorale che renda impossibile un premio di maggioranza, terzo toglierli almeno una tv prima di votare, e selezionare una serie di conduttori di grido che abbia come mission la distruzione politica del papà delle olgettine, per esempio non Santoro troppo mite nel confronto televisivo, e dico mite per non dire di peggio. E poi andare a votare sperando che si possa nettere nella mente degli italiani una coscienza antiberlusconiana.

Eli ha detto...

Caro Orazio,

sì, sono una donna.
Detto ciò, concordo pienamente con quel che dici. Cambiare la legge elettorale, fare una legge sul conflitto d'interesse, o quantomeno far applicare una legge che già esiste, quella che nega l'eleggibilità di chi abbia una concessione ministeriale radiofonica e televisiva.
Sarebbe stato il compito, da vent'anni, della sinistra.
Il problema è: dov'è finita la sinistra? Ora Grillo ha dato loro una svegliata, ma è dura cambiare la testa dei mammuth del Giurassico, perché è totalmente ibernata. Poi, da quando sono diventati"liberisti" non ci si ragiona proprio più, sono schizofrenici e contraddittori, sempre pronti all'inciucio, troppo benevoli con Berlusca. Vorrei capire in cambio di cosa, se non di una rilevante perdita di credibilità e di voti.
Ciao!
E.

Carlo Bertani ha detto...

L'era quasi verso sera...
che il governo più non c'era...
Giorgio ha aperto la portiera
e l'è venuto giù l'Armando!

*Armando: nome convenzionalmente usato per definire, al Quirinale, Pierluigi Bersani.

Quando pensi "le fate non esistono, una fata muore" diceva Trilly. Già, oggi un grande mago se n'é andato e siamo tutti più soli.

Ciao a tutti

Carlo

Eli ha detto...



http://www.youtube.com/watch?v=jUUhWf9flyc

Ciao Enzo. Che bello ridere con te.