29 novembre 2010

Wikiflop



Doveva essere “L’11 Settembre della diplomazia”: è stata una fetecchia.
Probabilmente, qualche suora di clausura o qualche guardiano di faro s’è meravigliato per i termini ed i giudizi apparsi su Wikileaks, gli altri – almeno quelli che non ripetono come pappagalli i “versi” dell’informazione mainstraem (Giornali, Tv, Web, ecc) – sono andati a leggere i risultati del calcio.

Ovviamente, prima delle “rivelazioni” di Wikileaks, tutti immaginavamo che Hillary Clinton si rivolgesse ai suoi collaboratori pressappoco in questi termini: «Quel Silvio Berlusconi appare un tantino sopra le righe per quanto attiene la sua vita privata, ed intesse rapporti con leader internazionali legati al mondo petrolifero: di grazia, qualcuno potrebbe avvisarlo di tenere una condotta, almeno pubblicamente, più morigerata?»
Oppure, gli israeliani: «Temiamo, gentilissima signora Clinton, che il Presidente iraniano Ahmadinejad sia poco disposto ad ascoltare i nostri problemi relazionali con la controparte palestinese ed il mondo arabo e musulmano: perciò, riteniamo che le vostre profferte ed i vostri tentativi di condurlo al nostro fianco siano destinati a fallire. Anche i governanti sauditi si sentirebbero più sicuri qualora le vostre attività aeronavali nel Golfo Persico assumessero toni più sostenuti. Ringraziando per l’attenzione…»
Parla come magni, e così è stato mostrato.

Addirittura, la “notizia” che l’Iran aveva acquistato missili e tecnologia balistica in Corea del Nord, ed era dunque in grado di colpire alcune aree europee, l’avevo già scritta io nel 2002 e pubblicata nel 2003 – “L’impero colpisce ancora” (Malatempora) nel capitolo che riguardava l’Iran – quando Wikileaks manco esisteva e Assange era probabilmente uno studentino.
C’è una morale? Perché la diplomazia è in subbuglio?
Anzitutto, il timore è probabilmente rientrato quando s’è visto il reale potenziale delle “bordate” di Wikileaks, ma un modesto risultato è stato raggiunto. Veramente modesto.

Da parte d’alcuni analisti in campo sociologico, si poneva l’indice sulla straordinaria similitudine fra il mondo greco antico e la nostra epoca, laddove il jet-set, la classe politica e le star delle Tv avevano assunto ruoli paragonabili a quelli degli antichi Dei dell’Olimpo.
E’ curioso notare come vi sia addirittura una gerarchia di questo rinnovello Olimpo de no antri, con gli Dei maggiori occupati da gravi problemi che si dilettano nei baccanali con ninfette e fauni. In fin dei conti, luoghi come il Billionaire o la Costa Smeralda, cos’altro non sono se non il corrispettivo delle dimore celesti? E il Grande Fratello, non è forse una “via” di selezione per divenire fauni, ninfe e poi semidei? E il calcio?

Una vulgata neoclassica, durata due millenni, ci ha consegnato un Olimpo asettico e ripulito, splendente dalle volte dei palazzi nobiliari, nei luoghi dove una rappresentazione sacra non era consigliabile. Ma, quegli “Zeus” dipinti erano tanto, ma tanto somiglianti al Dio cristiano del Paradiso, ovviamente immune da qualsiasi “contaminazione” umana.
Abbiamo così dimenticato – d’altro canto, due millenni! – che l’Olimpo era una trasfigurazione, seppur nobile, delle vicende umane e, soprattutto, delle pulsioni dell’animo umano: superfluo citare le mille vicende mitologiche nelle quali appare il quotidiano dissidio fra gli Dei e, via via scendendo nella gerarchia, fino ai personaggi minori.
Qualcuno avrà quindi scoperto che sono preda, come noi, di pulsioni e fanno sgambetti appena possono, a tutti, senza distinzione di sesso, nazionalità e religione: non nutrivamo dubbi.

Anche le pretese “rivelazioni” su questi o quei piani di guerra, le “riflessioni” sugli scenari internazionali, sono pane comune a Washington ed al Pentagono: ogni situazione viene attentamente analizzata e viene chiesto ai generali di stendere anzitempo dei piani di guerra o d’intervento armato. E’ la prassi comune: l’errore che alcuni analisti commettono – gridare alla guerra all’Iran una volta il mese – è quello di scambiare quegli studi militari, quelle simulazioni con i “desiderata” delle alte sfere politiche. Niente di più falso: è il corrispettivo militare tattico/strategico dell’attività d’intelligence, nulla più.
Poi, che sia stato rivelato che i “nuovi Dei” usavano dire “cazzo!”, come tutti i mortali, non ci sembra una notizia degna di chissà quale importanza: fra pochi giorni, tutto sarà passato e torneremo ad interrogarci su qualche vicenda fiscal/diplomatico/erotica del nostro beneamato premier.

Proprio oggi, in Iran, è stato ucciso mediante un’autobomba uno scienziato che lavorava al programma nucleare iraniano ed un altro è stato ferito: noi, che non abbiamo mai seguito Wikileaks, riteniamo ovviamente che i due fisici abbiano scherzato un po’ troppo con il fuoco, magari mentre preparavano di nascosto dei mortaretti per i loro figli e che i servizi segreti, in questa faccenda, non c’entrano nulla.
In Italia, invece, la classica casalinga di Voghera (poveracce, ‘ste casalinghe di Voghera…sempre prese di mira…) penserà di Berlusconi: “è un vecchio bavoso che rincorre le ragazzine – lo ha detto anche quel Uichilecs – però mi ha tolto l’ICI. Basta che non tocchi mia figlia, e che mi frega di lui?”

Parliamo di cose serie, che è meglio.


Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte.

23 commenti:

Orazio ha detto...

Si carlo un flop, ma per noi che da anni navighiamo sul web e certe cose le sappiamo da tempo, ma per quel terzo degli italidioti cresciuti a tv spazzatura di arcore che ancora credono e crederanno che il nano selvaggio è un grande statista e pensa al bene comune potrebbe essere un campanello per risvegliarsi dal sonno ipnotico di villa certosa.

Ciao Carlo

p.s.
L'IRAN ha armi per colpire l'europa in caso di attacco USA o Israle, dove pensate che le lancerà quando sarà attaccato?
Forse su un paese da operetta che osanna, (sempre per il terzo idiota) il suo capo carismatico?

Carlo Bertani ha detto...

Non sarà così, Orazio, perché quel terzo che appoggia B. se ne frega di quello che dice la Clinton e pensa solo al portafogli. Non dimenticare, inoltre, che solo la metà circa degli italiani frequenta il Web.
Secondo le mie informazioni, i missili iraniani potrebbero colpire al massimo la Grecia o qualche Paese dell'Est Europa. La tecnologia iraniana, però, è in evoluzione (Shahab3).
Ciao
Carlo

Orazio ha detto...

Ma tu te lo immagini in caso di guerra all'Iran un paio di missili in una città greca, il panico si spargerebbe in tutto il bacino del mediterraneo.

p. s.

Il terzo ebete è fatto da classi sociali poco abbienti e molto colpite dalle "riforme" berlusconiane. Vedi i bidelli nelle scuole ridotti a stipendi da fame.

doc ha detto...

Wikilekkas e' un classico dell'informazione controllata e canalizzata secondo bisogni...superiori.

La stragrande maggioranza delle notizie, specie quelle riportate con la crancassa della stampa e dei media, e' spazzatura: chiunque anche alla lontana o che di tanto in tanto bazzica seriamente il web le sa da tempo.

Il bombardamento di notizie, notiziole e di quant'altro assimilato ed assimilabile ad una larva-notizia e' esattamente funzione biunivoca con la dis-informazione!!

E' il controllo di massa ad un livello un po' piu sofisticato..
Doc

Eli ha detto...

Carlo

non sono d'accordo!
Intanto le rivelazioni di Wikileaks
hanno ottenuto un effetto non da poco.
Per un paio di giorni giornali e TV
hanno tralasciato di celebrare il
quotidiano rito necrofilo sulla vicenda della povera Sara, e forse
la bambina ha trovato un po' di
di pace; infatti hanno parlato d'altro, e meno male!
Poi oggi ho saputo che in quei files ci sono due milioni e mezzo di parole, ed i giornalisti hanno
selezionato quindici argomenti, che
hanno inserito nel sistema, tirando fuori ciò che è uscito. Ed il resto? Forse uscirà, forse no.
Ma ancora non si è visto nessun documento catalogato "Top Secret",
e di certo sarebbero interessanti.
Un conto è che girino chiacchiere
ed opinioni di giornalisti, o gossip di anticamere di ambasciate:
queste sono prove, sono fatti; non
dimentichiamo che mesi fa uscirono
i filmati degli eccidi americani
in Iraq, prima solo supposti, ed i conteggi americani dei morti veri
iracheni.
Non trovi interessante sapere che Arabia Saudita, Egitto ed Israele
invocano a gran voce una guerra americana contro l'Iran? Io sì.
Solo vedere il colore verdastro
della Clinton in conferenza stampa
(una vera rettiliana!), ed il suo conseguente travaso di bile,valeva la pena di tutto questo subbuglio,
a mio avviso.
Più la crisi di rabbia del satrapo
sessuomane nostrano.
Stiamo a vedere, forse qualcosa
uscirà, magari sulla stampa estera,
ché la nostra soffre di codardia
venefica e perniciosa.

Carlo Bertani ha detto...

Che l'Arabia Saudita sia il vero nemico dell'Iran non è un mistero: negli anni '80, ci furono alcuni scontri con l'abbattimento di un paio di Phantom iraniani. Poi, i sauditi fecero il colossale "ordine" di F-15 e Tornado in USA ed Europa, e la questione irachena balzò sulla scena.
Non dimentichiamo che Bin Laden fa parte a pieno titolo della famiglia reale: forse che gli USA promisero al loro "dipendente" - in Afghanistan e poi in Bosnia - qualcosa che poi non mantennero?
E il loro "dipendente" s'incacchiò una riga?
Perché la famiglia Bin Ladin ha imponenti interessi in numerose multinazionali, ed all'epoca della successione di re Fahd gli americani appoggiavano il principe Sultan, non Abdhallah.
Insomma, quelle notizie dicono poco, se non cose che già sappiamo: si potrà dire che non le sa la casalinga di Voghera ma, tanto, quella non le vorrà mai approfondire e quindi ci capirà poco e male.
Non vorrei che la mia fosse presa come spocchia: è la semplice realtà. O le cose sono "semplificate" - e quindi poco vere, per non dire false - oppure richiedono uno studio approfondito, non le quattro "veline" sparse da un sito.
Fatto salvo che, per quanto riguarda le guerre in Oriente, Wikileaks ha indubbiamente dei meriti.
Sarebbe interessante fare un approfondimento sul tema "Saudi Arabia", poiché io l'ho toccato in due libri ed ho notato che là sta la radice di molti problemi oggi irrisolti, soprattutto all'interno del mondo arabo.
Ovvio che un contributo di Mahmoud sarebbe essenziale, proprio per mettere a confronto il modo di conoscere (gnòsis) "di qua e di là" del Mediterraneo.
Grazie a tutti
Carlo

blackskull ha detto...

Wikileaks è l'ennesimo esperimento internettiano alla Jhon Titor.

I segreti di Stato sono e rimarranno segreti di Stato.

Chi viola questi segreti muore per mano di sicari, come lo sciacallo videoamatore che ha filmato il luogo del falso incidente aereo di Smolensk.

Chi dice la verità MUORE!!

Non c'è una verità ufficiale o complottista, ma gradi di menzogna dalla parte di chi sa, il potere, e ipotesi dalla parte di chi non sa, opinion maker (blateroni, in gergo de noi antri).

Tutto il resto, sono buffonate per intrattenere il volgo e le povere massaie di Forlimpopoli, che hanno chiesto la loro porzione di visibilità, almeno grande come le loro meravigliose lasagne.)

Questa la lista del 2009( e nel 2010 si supererà il numero precedente)di chi ha parlato o ha visto o ha sentito e quindi ha scritto o cercato di riportare, cose che non avrebbe dovuto riferire ad anima viva: infatti sono già pane per i vermi!!

http://www.unblogindue.it/
?p=7086

ciao
B.S.

Orazio ha detto...

Però Carlo tanto Wikiflop non dev'essere stato se oggi il nano selvaggio è stato incensato pubblicamente dalla Clinton, che si deve essere resa conto che la figuraccia fatta dal satiro selvaggio andava riparata e il satiro selvaggio era ben contento di essere additato a grande amico USA, senza contare le parole di Bossi: "una pugnalata alla schena americana". Poi oggi è uscito un documento che dice che Berlusconi aveva cercato di spaccare l'unità NATO al tempio della guerra Russo-Georgian. Non tanto WIKIFLOP Carlo?
Che ne pensi?

Ciao a tutti

Carlo Bertani ha detto...

Il problema della valutazione di certi media e di certi siti è di qualità.
Ovviamente, ci sono livelli diversi d'approfondimento, secondo il tipo di media o di sito: più è a "banda larga" e meno approfondito sarà, inevitabile.
Io sono contrario a demonizzare certe trasmissioni o siti (Annozero o Repubblica), però bisogna rendersi conto che esistono livelli differenti di analisi e comprensione della realtà, che sottendono ad un pubblico diverso.
Ben venga chi demolisce le facili verità del mainstream, ma stia attento a non sostituirle con altre appena un poco edulcorate, un po' meno false, ma comunque inquinate dal pensiero dominante.
La domanda da porsi è: queste informazioni, intaccano il sistema del capitalismo internazionale? Muovono qualcosa al suo interno? Ne criticano le basi?
Altrimenti...sempre meglio delle buffonate di Scodinzolini, ma si situano poco più in là.
Grazie a tutti
Carlo

Mahmoud ha detto...

Fielding asked Aziz: “Who do you want instead of the English? The Japanese?” (E. M. Forster, A Passage to India)

Un conflitto arabo-persiano sul piano diplomatico o addirittura bellico potrà servire soprattutto ad Israele. Pare che gli iraniani l’abbiano capito bene. Tehran, pertanto, minimizza. Riyad, invece, rimarrà costretta a servire all’industria delle armi statunitense. Finora, l’unico Paese arabo che ha avuto il coraggio di commentare i documenti di Wikileaks è il Qatar: l’emiro Hamad Bin Khalifa Al Thani non ha perso tempo per dichiarare che le bugie sarebbero un elemento fondamentale che caratterizza le “ottime” relazioni diplomatiche che intercorrono tra il suo emirato e l’Iran. Per il resto, no comment.

Abdel Bari Atwan, giornalista e noto oppositore dei regimi arabi, afferma che “il cittadino arabo non ha bisogno di Wikileaks per sapere come la pensano l’Arabia Saudita, l’Egitto o la cosidetta “asse moderata” sul progetto nucleare iraniano. Non sono stati loro”, ricorda il giornalista palestinese “a sostenere la guerra americana in Iraq nel 2003?”.

Rimangono marginali le reazioni ufficiali del Cairo e di Riyad ai “segreti svelati”, perché i sistemi dei due stati sono impegnati in questo momento nella preparazione dell’Egitto-dopo-Mubarak (abbiamo visto lo scandoloso fallimento delle elezioni parlamentari) e dell’Arabia Saudita post-Re Abdullah, il quale, ormai non più in ottime condizione di salute, è occupato a scegliere un erede che piaccia ai sudditi, ma, soprattutto che soddisfi la comunità internazionale.

Quanto all’opinione pubblica, il sentimento dei lettori dei giornali arabi online è unanime: Wikileaks non può essere più forte della CIA; non dice niente di nuovo; Assange è complice; gli americani vogliono farci credere (a noi arabi) che QUESTI siano i loro segreti, che i regimi arabi siano peggio delle amministrazioni Bush-Obama, ecc.

A me, personalmente, non preoccupa tale ondata di complottismo ormai radicato tra gli sfiduciati giovani. Tutto’altro. Ciò che preoccupa, invece, è che la superficialità e le visioni semplicistiche riportate da Wikileaks rischiano di diventare una specie di “letteratura neocolonialista” che svela la prospettiva dei funzionari dell’impero sul mondo. A quanto pare, la diplomazia americana soffre la mancanza di figure terribili quali Kissinger e Brzezinski. Terribili ma almeno professionisti.

Orazio ha detto...

Carlo nella notte sono usciti altri file di Wiki leaks. In essi l'ambasciatore Spogli si mostra molto preoccupato del legame Berlusca-Putin, ipotizza un pagamento di una tangente a politici italiani per il gasdotto Eni-Gsprom. Contemporaneamente la scenggiata Clinton Berlusconi fatta in pubblico dicendo Silvio è il migliore amico degli USA più che smentire wikileaks lo conferma.

E tu ancora dici wikiflop??

Ciao

marco03 ha detto...

Premetto che non leggo periodici da tempo, però lavorando in un albergo mi ritrovo le prime pagine di questi in ogni angolo guardate il Tempo come apriva ieri la prima pagina http://www.iltempo.it/2010/12/01/1220829-odio_cari_studenti.shtml . Usare uno scritto di Pasolini per sbeffeggiare i studenti è quanto di più vile si possa fare. La gente dopo aver letto questo articolo spiattellato a caratteri cubitali in prima pagina difficilmente capisce che il contesto e le parole erano scritte in altri tempi e rivolte a classi sociali ormai scomparse.Concordo che Wiki è un flop ma credo che pochi sono in grado di capirlo e soprattutto può nascondere manovre pericolose: E se si volesse limitare il web per ritorsione? un saluto a tutti uno in particolare al grande e saggio BlacK!

Carlo Bertani ha detto...

E' bello notare che ci sono posizioni diverse su Wikileak - Orazio ed Eli, ad esempio - eppure riusciamo a parlarci tranquillamente e ad approfondire quel che pensiamo. Con l'importante contributo di Mahmoud che ci svela come è apparsa la "scena" agli occhi del mondo arabo e musulmano. O come appaiono le cose all'angolo di Via Veneto.
Il problema, a mio avviso, è un altro: questo blog sta morendo, perché non riesce ad evolversi, a fare un salto di qualità.
Per farlo non basto io solo, ci vorrebbe un gruppo più organizzato che gestisse "qualcosa" su una piattaforma diversa, rivista o roba del genere.
Ne dovremo parlare fra noi, ed approfondire.
Grazie a tutti
Carlo

doc ha detto...

Un po' troppo pessimista ma concordo nella sostanza: serve qualcosa di nuovo, o forse solo qualcosa di più coinvolgente o, forse, di collaborazioni con altri blogger in sintonia con questo per creare, unendo gli sforzi, un discorso culturale più organico finalizzato alla divulgazione, diffusione dei suoi contenuti.
L'obiettivo da raggiungere non e', almeno nella prima fase, necessariamente costoso; si possono usare metodi alla nostra portata, quali skype,webcam, messenger, gruppi di lavoro etcc..
Per farlo serviranno anche dei canali assimilabili alla pubblicità "porta a porta" che nel web potrebbe essere una specie di catena di s.antonio: io ho dei contatti, lui altri e così via.

Iniziamo a preparare l'humus divulgativo, creando curiosità intorno ad alcuni interessi culturali specifici, utilizzando proprio la nostra capacità di allargare ad altri la ricezione dei contenuti elaborati dal "centro".

Quello che posso dire e' che le mie esperienze, fatte in diversi campi di lavoro, hanno evidenziato sempre e comunque (senza per questo che ciò sia una dimostrazione generalista adattabile a tutto..) che i risultati si raggiungono solo quando esiste un gruppo unito, convinto sull'obiettivo da raggiungere. Iniziando però da fatti, situazioni immediatamente percepibili di interessi pratici, evidenti e diffusi.
E' come il lancio della pietra nello stagno...

Buona giornata
Doc

Orazio ha detto...

Carlo mi dispiace che tu ritenga il tuo blog morente perchè non si evolve. Sono totalmete in disaccordo. Per questo motivo ti chiederei di meglio precisare il tuo pensiero ciao.

Eli ha detto...

Carlo

anch'io non lo vedrei come un blog morente.
Cos'è un blog? Un diario.
E questo blog è prezioso per la
civiltà, che anche tu rilevi, con cui ci si confronta anche in presenza di discordanze manifeste.
E' solo un anno e mezzo che frequento le communities, ma ho mollato già tre blog, più CDC, per
l'impossibilità di conversare decentemente fra esseri umani.
Forse vuoi qualcosa di più, tipo un
sito multiforme.
Ti metto qui un paio di esempi, che
di certo già conosci:

http://www.giuliettochiesa.it/

http://www.voglioscendere.it/

Personalmente non amo questi siti rutilanti, pieni di scritti, dove
si fa fatica a trovare un articolo,
distratto come sei da mille artifici tecnologici, immagini che
girano, saltano e confondono.
Sarà perché sono agé (che è un modo carino per dire datata), sarà perché amo le cose minimaliste,
ma prediligo i blog semplici e comprensibili.
Trovo che anche lo spazio limitato concesso ai commentatori sia un fattore positivo: costringe alla
sintesi, ed impedisce sbrodolamenti
parolai eccessivi.
Poi a te la scelta, sei il padrone di casa!

Mahmoud ha detto...

Ma perchè parliamo, parliamo e poi non arriviamo mai a conclusione? Facciamo ciò che ha detto DOC (a proposito, sempre più spesso mi sento in sintonia con l'amico pugliese, il quale spesso mi precede nel commentare, quindi taccio!). Iniziamo una buona volta! cominciamo ad informarci sulle questioni pratiche, e se l'avete già fatto, fatemi sapere! Sono con voi ...

Carlo, spero che la sensazione della morte del blog non ti avvilisca! Stai cmq facendo un gran bel lavoro. Alcuni tuoi pezzi sono da insegnare negli atenei (a volte lo faccio io)!

vostro
Mahmoud, Amman

Orazio ha detto...

Carlo più escono notizie di wikileaks e in più devo dirti che la tua idea del flop perde valore. Non te ne avere a male, sono notizie che hanno causato tutt'altro che un flop, saranno pilotate ma un flop non credo proprio. Saranno notizie in parte immaginate, in parte conosciute, ma flop no proprio no Carlo, riconoscilo ti farà solo onore.

Ciao

iri ha detto...

Carlo,
dici che il blog sta morendo perché ci sono pochi commenti o pochi lettori? O perché tu non sei soddisfatto?
Io seguo il blog da pochi mesi, da quando ne ho scoperto l'esistenza attraverso CdC, e devo dire che è sempre un piacere leggere questi articoli sempre così interessanti, commenti compresi. Questa opinione è condivisa da coloro che ti leggono su mia segnalazione.

Controllando a campione il numero dei commenti di novembre degli anni scorsi, non mi sembra che ci sia un calo di partecipazione.
Per farsi conoscere di più forse basterebbe una pagina Facebook per segnalare l'arrivo di un nuovo articolo.

Questa piattaforma ha l'inconveniente che non registra il giorno dei commenti ed è un po' spartana. Ma interessa il contenuto più che l'aspetto.
Forse bisognerebbe poter raggruppare gli articoli per grandi temi, e magari tener aperti i commenti per più temi in parallelo - quasi tipo forum più che blog - su qualche piattaforma diversa...

ciao

Carlo Bertani ha detto...

Su Wikileaks bisogna intendersi: non è "nulla", nel senso che ha degli effetti sulla politica interna italiana. Sono, però, più di natura psicologica e di sospetto sui rapporti interni (Berlusconi-Letta, ad esempio) che altro.
Nessuno dubitava, anche prima di Wikileaks, dei rapporti d'affari fra Putin ed il Cav. Almeno, fra le persone che un po' masticano queste faccende di ENI, gas e petrolio.
Sull'altro fronte, le rivelazioni non sposteranno di una virgola le direttive strategiche della Germania, dell'Italia e della Russia. In questo senso, allora, potrebbero apparire come un attacco statunitense all'UE, ma anche questa non è una novità.
Insomma, ci sono due piani: quello dei "veleni" politici e quello dei reali interessi strategici. Sul primo, senz'altro le rivelazioni tendono ad infiammarli, sul secondo non spostano una virgola.
Carlo

Carlo Bertani ha detto...

Per quanto riguarda il blog, la mia impressione è che sono io, in primis, a perdere colpi. Un po' è l'età che avanza, un po' le tante delusioni che ho passato: Italianova, CDC, i "bolognesi".
Ho spesso l'impressione che i miei articoli perdano mordente, perché tanto so che non cambieranno una virgola proprio sugli argomenti trattati.
Eppure, per contare qualcosa - ossia per gettare almeno qualche seme di buona politica - non ci vorrebbe molto: un piccolo gruppo affiatato, una piattaforma adeguata, un po' d'organizzazione nel lavoro.
Oppure si va avanti così, finché dura.
Grazie a tutti
Carlo

blackskull ha detto...

Intervengo a gamba tesa sulla questione che il Capitano, giustamente, ci ripropone costantemente sulla "morte del blog".

Penso che il discorso riguardi l'APPARTENENZA.

Ho scritto appatenenza e non comunione e in questa differenza ritengo si debba riflettere con intensità e ponderazione.

Che il Capitano non possa continuare da solo sulla strada dell' evoluzione del blog in qualcosa di "meglio" è un'evidenza più che schiacciante, non accorgeresene, da parte di tutti noi "FREQUENTATORI" e sottolineo frequentatori del blog, è un grave errore che si può però ascrivere a diverse motivazioni.

Se noi siamo esclusivamente frequentatori/commentatori/
opinionisti/amatori/metteteci quello che volete...il blog sta morendo ovvero continuerà per moto rettilineo uniforme.

Se tra di noi, ognuno secondo la propria condizione umana - e con ciò intendo tutta la propria sfera vitale - vi è qualcuno che pensa di poter contribuire in maniera attiva all'accelerazione di quel moto di cui prima, lo faccia o continui a essere uno scrivente/osservatore/ frequentatore, senza nessuna remora e questa, è una scelta più che libera, insindacabile, che non intacca minimamente la qualità del blog nel suo insieme.

Se la motivazione sincera di fare qualcosa di nuovo rivista/forum/piattaforma multimediale/ è l'APPARTENENZA allora facciamoci avanti e diamo una mano al Capitano, altrimenti parliamo, parliamo, parliamo, che non costa nulla.

Io invito me stesso in primis e tutti voi amici, a domandarci sinceramente se apparteniamo al Capitano e al suo brigantino o ci imbarchiamo quando ci aggrada solo per un giretto "a fiancheggiar la costa" come annoiati turisti in cerca di svago.
Al contrario potremmo partecipare con lui alla progettazione e messa in cantiere di un grande vascello, che salpi per mare aperto e all'avventura.

Già, l'appartenenza...
non penso sia inutile che ci rileggiamo il testo della splendida poesia di Gaber, che non potrebbe essere più esaustivo al riguardo.

http://www.angolotesti.it/G/
testi_canzoni_giorgio_gaber_4285/
testo_canzone_canzone_
dellappartenenza_157373.html

grazie a tutti
B.S.

ps. A Marco, te possino, mi fa sempre bene sentirti...sei una colonna de Via Veneto tu!
E vedi di dacce na mano se puoi, che t'abbiamo ner core!!

Luigi M. Verde ha detto...

Leggendo queste riflessioni mi sono ricordato, con volo pindarico, dei teoremi di Shannon, matematico americano e padre della teoria dell'informazione, il quale
dimostrò come il messaggio è, in qualche modo, sempre legato al suo canale di trasmissione. Dunque "Uichilecs" può essere a "banda larga" solo nella
misura in cui è sponsorizzato da "grandi firme" e ciò ha delle inevitabili ricadute (Shannon docet!) proprio sui contenuti dei messaggi stessi. Non è quindi soltanto questione di notizie più o meno approfondite, piuttosto si tratta di evitare quelle consolidate trappole di deriva informativa che riescono ad inquinare un messaggio limpido come l'acqua di una piscina con poche gocce d'inchiostro.