10 luglio 2020

Emergenza!

Cantiere abbandonato dal 2019 dell'Aurelia-bis

Incommensurabile, incondizionata, infinita: questa è la norma che regola, da decenni, la vita politica italiana.
Senza uno stato continuo di fibrillazione – generato dalla proclamazione di emergenze – l’apparato dello Stato è inerte, silente, non reattivo: pare più la burocrazia papalina del primo Ottocento che quella di una Nazione del 2020.
Per avventurarci in questo dedalo di secche e sacche, inframmezzati da canali insicuri, da mappe incerte, da carte nautiche fasulle, avremo bisogno d’analizzare alcune realtà locali: non è mio uso avvicinarmi alla politica locale però, quando è necessario farlo – sempre nell’ottica d’analizzare per comprendere orizzonti più vasti – lo si deve fare.

La prima emergenza – e questa è stata veramente un’emergenza – è il Coronavirus salvo che, in Italia, esiste il Coronavirus italicus: una variante del virus che richiede norme ad hoc, adattamenti speciali, norme precise (?) e comportamenti consapevoli (?).
Ad esempio, si tratterebbe di una sotto-categoria che non contagia tramite le goccioline del Flueggen, ossia la respirazione di un contagiato, e quindi l’uso della mascherina è un optional che, man mano che il tempo trascorre, è svanita insieme alle ultime nevi primaverili.
Siamo chiari: nessuno chiede d’andare in spiaggia con la mascherina, però sarebbe più opportuno tenerla nel percorso verso la spiaggia. Nessuno chiede di tenere la mascherina in strada se camminiamo da soli, ma d’averla se siamo in una via affollata: sono norme semplici, di buon senso, che chiunque con un po’ di sale in zucca sa attuare senza bisogno d’apposite norme.

Già, ma gli italiani sono persone – per abitudine – irriguardose e schifate dalle norme, così entrano nei negozi senza mascherine e, se glielo fai notare, ti rispondono con sbuffi irati, quando non con gli insulti.
Eppure, il virus non ha per niente lasciato gli italici lidi: ancora oggi – in piena Estate, con i raggi ultravioletti ed il tempo più asciutto che ci aiutano parecchio, accorciando la vita del virus nell’aria – abbiamo centinaia di nuovi infetti ogni giorno e decine di morti. Già, ma il virus è diventato un fattore di lotta politica: se sei di sinistra pensi di proteggerti, se sei di destra te ne sbatti, perché è soltanto un’invenzione delle oligarchie mondialiste per dominarci meglio. Se non ci credete, leggete cosa dice il dott. Gudrun Sturmtruppenland, dell’Università di Palo Basso (California): non vorrete mica mettere in dubbio gli articoli – disponibili sul Web all’indirizzo www.sturmtruppenland/Coronavirus.com - dell’esimio luminare statunitense?!? 

Una cosa che forse non saprete, però, è che l’emergenza Coronavirus, in Italia, è stata dichiarata fino al 31/12/2020. E, se le cose continueranno ad andare avanti così, c’è il serio rischio che sarà prorogata. Cosa prevede questa emergenza? Obbligo di mascherine? Sorvoliamo. Assembramenti? Non pervenuti. Distanze di sicurezza? Cosa sono?
C’è una particolarità, però, nella quale il diktat governativo è chiaro: per il personale sanitario non è più possibile chiedere le normali ferie estive. Oddio, sì…qualche giorno te lo concedono…se chiedi 15 giorni ti danno una settimana con due reperibilità in mezzo: così, in quella settimana, col cavolo che puoi andare al mare e in montagna perché devi stare accanto al cellulare e, entro 20 minuti, presentarti in ospedale. Un bel modo di riposarsi.

Perché – è ovvio – bisognerà trovarsi pronti per un’eventuale seconda ondata autunnale ed il miglior modo per essere pronti è diventare “rapidi ed invisibili” (come i sommergibili nella guerra fascista): in altre parole, lo stato di emergenza è il miglior modo per tenere la gente in ansia, anche se in ¾ del territorio nazionale i ricoveri per il virus sono veramente ridotti al lumicino.
Ah, ma di cosa si lamentano?!? Hanno ricevuto soldi sonanti per l’emergenza!

Qui in Liguria (sono le Regioni a doverli conferire) non hanno ricevuto un euro, e in altre regioni domande, controlli, supervisioni, contestazioni…per 100 euro in più: se desiderate, leggete uno dei tanti siti dove il personale infermieristico (il più provato dall’emergenza) si lamenta (1).
Non è che – per caso – la nuova (e reale) emergenza è stata usata per nascondere il vero misfatto? Ossia la cronica carenza di personale sanitario, dovuta ai molti “risparmi” attuati nella Sanità? Gli stessi “risparmi” che hanno condotto Formigoni in carcere, perché a fronte dei “risparmi” erano apparse crociere gratis ed altre regalie per i vari “consoli” della Sanità pubblica?

Se sospettate che ci sarà una seconda ondata di Coronavirus – basta osservare come fu l’andazzo della Peste di Milano del 1630 per capire – non era forse meglio dotarsi, per tempo, di nuovi operatori sanitari, magari…assumendoli? Aaaagh! Assumere! Parola desueta: non vogliamo rischiare d’avere personale in surplus! Questo è il nuovo Verbo della sanità liberista: il risparmio sul capitale umano! Avete capito?
Niente ferie, niente soldi: se ci sarà una nuova emergenza di contagi sarete di nuovo “eroici” e la Presidenza della Repubblica sta già meditando su un’onorificenza ad hoc…pare una spilla d’argento con scritto “Io c’ero”, del costo totale di qualche migliaio di euro. Si risparmia, suvvia.

Ma non basta ancora, perché se il Coronavirus è stato una iattura inaspettata, chi s’attendeva che in due anni sgombrassero tutte le macerie e ricostruissero il Ponte di Genova? Eh no…tutta colpa del 5 Stelle e dei loro metodi spicci…la costruzione di un ponte, in Italia, è  un evento generazionale…ossia, almeno una decina d’anni…difatti, siamo riusciti a cacciare quel pazzo di Toninelli…questo non capiva che un’emergenza richiede i tempi dell’emergenza, come il MOSE…lo cominci con i nonni…e se lo godono (se, se lo godranno) i nipotini!

Fatto è che, ‘sto maledetto ponte è pronto per l’inaugurazione: come si fa adesso? A chi lo consegneremo?
Saltate le prime soluzioni d’assegnarlo al sindaco di Genova, si comprese che andava assegnato al gestore della società autostradale…già…ma a chi? E i nodi sono venuti al pettine, sempre in zona Cesarini.
La proposta di Conte ai Benetton è stata molto salata: la restituzione del 51% delle azioni della Società Autostrade allo Stato, pagata a prezzi di mercato i quali, però, viste le cattive acque nelle quali naviga la società dei Benetton, sarebbero proprio un piatto di lenticchie, intorno ai 2,5 – 3 miliardi di euro per riavere il controllo della società che gestisce quasi 3.000 km d’autostrade italiane.. Qui, per capirci qualcosa, bisogna fare un passo indietro, per capire come mai le agenzie di rating, nel Gennaio del 2020, abbiano tagliato a Junk (spazzatura) il rating delle azioni Atlantia.

In anni molto lontani, Atlantia (Benetton) partecipò alla gara per la gestione delle autostrade spagnole, perdendola per un soffio nei confronti di Abertis (società spagnola). Ma Benetton non si perse d’animo.
Nel 2017 si presentò all’acquisto di Abertis ossia, non essendo riuscito ad aggiudicarsi la gestione, si comprava il gestore! Come aveva fatto?
“Risparmiando” sulla manutenzione in Italia ed aumentando i pedaggi ogni anno, col consenso consapevole delle forze politiche.
Dopo il crollo del Morandi, la società cominciò ad affondare: il suo valore in Borsa scese ai minimi e la sua credibilità fu definitivamente offuscata.
Tutto sommato, per i Benetton sarebbe conveniente prendere i quattro soldi che lo Stato offre per riprendere il controllo della società anche perché, ad essere onesti, di alternative non ne hanno tante.

Se, invece, decideranno d’obbligare Conte a rescindere il contratto, avranno sì la pallida speranza d’incassare – in anni molto lontani, dopo 3-4 livelli di giudizio (la sola corte europea non basterà certo) e sempre che le varie corti diano loro ragione – i 20 miliardi di penale, ma qui entrano in gioco i “grandi lavori” che stanno andando in scena, in queste settimane, soprattutto sulle autostrade liguri e limitrofe.
Perché, insieme al personale di Atlantia, ci sono anche tecnici del Ministero dei Trasporti che potranno “toccare con mano” lo stato di abbandono in cui sono stati lasciati decine e decine di gallerie e viadotti. E staranno molto attenti ad edulcorare le perizie, giacché sanno d’avere la Procura di Genova col fiato sul collo ed avranno capito che i “bei tempi” dei Benetton che tutto compravano e controllavano, sono finiti.

Personalmente, ritengo che Benetton – in zona Cesarini, ossia nel prossimo fine settimana – accetterà la proposta di Conte, perché in caso contrario andrà ad infilarsi in un oscuro budello giuridico senza fine. Se saranno cocciuti e pazzi, non accetteranno.
Già, ma sul fronte politico, però…direte voi.

Il fronte politico è ancor più delicato e pericoloso, giacché la proposta di Conte è sensata e priva di rischi in entrambi i sensi dovesse finire. Il PD giocherà male le sue carte, non votando la proposta Conte? Non è così stupido: credono, oramai, più a Fitch e Standard’s & Poor che ai Benetton e non si metteranno contro il loro elettorato per una causa persa in partenza. Rimane l’incognita Renzi.
Renzi e Berlusconi giocano, oramai, con le stesse carte, ma con elettorati di base diversi: se Renzi dovesse votare contro il governo Conte, potrebbe dimenticarsi una rielezione del suo partito alle prossime elezioni e, oltretutto, esporrebbe il suo partito ad un’eventuale scissione interna, a voti contrastanti…insomma…mentre Berlusconi ha poco o niente da perdere, lui ha da perdere tutto.

In definitiva – proprio avvicinandosi i giorni dell’inaugurazione del nuovo ponte con tutta la retorica che svilupperà – i rischi politici aumentano per tutti, anche per la Lega, che a suo tempo fu favorevole alla revoca della concessione. Se non ci credete, osservate cosa dicono della faccenda Libero ed Il Giornale: salvo riportare qualche sproloquio di Renzi, niente, nemmeno un trafiletto.
Con la definitiva soluzione del problema delle autostrade si chiudono le famose “emergenze” italiane? Manco per idea.

Proprio nei giorni nei quali scoppiava il “bubbone” Coronavirus, a Vado Ligure erano terminati i lavori per la costruzione della nuova piattaforma Maersk, ed erano giunte le prime due navi dall’Oriente: poi, con il lockdown, scese il buio. E fu quasi un bene, altrimenti ben altri “bubboni” sarebbero scoppiati: prova ne sia che, ad oggi, nulla si muove in quel di Vado Ligure.

Pochi sapranno della vicenda, ma riteniamo che la costruzione e la messa in opera del più grande e tecnologicamente avanzato porto del Mediterraneo, non sia una cosa da passare sotto gamba: sono 4 ciclopiche gru che lavorano senza operatori, salvo una sala per il controllo degli automatismi.
Ovviamente, un simile porto – che, in qualche modo, fa parte della cosiddetta “Strategia della Via della Seta” (con Trieste) è in grado di scaraventare sulle banchine migliaia e migliaia di container per ogni nave che arriva: oggi, è in costruzione una nuova piattaforma per l’ormeggio di due navi in attesa di scaricare.
E a terra?
Poco o nulla s’è ancora mosso.

Il nuovo porto dovrebbe sostenere l’import/export per le merci dell’Oriente per l’Italia, la Francia Meridionale e la penisola iberica. Mica bazzecole. E le infrastrutture?
Le infrastrutture stradali constano sulla Savona-Genova, Savona-Ventimiglia e Savona-Torino: tutte autostrade costruite e concepite negli anni ’50-’60 per il traffico turistico: sono quasi tutte a due corsie. Solo il tratto Voltri-Alessandria è a tre corsie ma, a parte che si trova ad una trentina di chilometri da Vado Ligure, su di esso (costruito negli ultimi anni ’70) si sono già puntati gli strali del Ministero dei Trasporti a causa dei risicati (pare) carichi che i piloni potrebbero reggere. Insomma, il solito gigante con i piedi d’argilla.
Non meglio stanno le infrastrutture ferroviarie (2): Savona-Ventimiglia (binario unico), Savona-Torino (binario unico), Savona-Alessandria (binario unico) e Savona-Genova (doppio binario, ma soggetta ad intenso traffico).
Le infrastrutture per ricevere, distribuire e spedire migliaia di autotreni il giorno? Allo stato pressoché iniziale: forse per questa ragione, anche dopo il Coronavirus, gli arrivi sono cessati.

Si tratta di costruire un nuovo e moderno raccordo ferroviario, addirittura un nuovo casello autostradale (con la viabilità per arrivarci!) dedicato solo al porto, il quale getterebbe una marea di camion in autostrade pensate e costruite più di 50 anni or sono.
Ritengo che chi ha proposto delle simili soluzioni – per un porto che dovrebbe avere le stesse funzioni di Amburgo, Rotterdam o Cherbourg – sia stato mendace o completamente ignorante sui problemi che generava. Insomma, sarebbe come a dire che il porto di Vieste, di Civitavecchia o di Ancona diventa un grande terminal internazionale soltanto perché ci piazzi le più moderne gru del pianeta. E dopo?!?

Le soluzioni “ponte” non si sono fatte attendere: appositi studi, affidati a studi d’architettura, che hanno generato tanti topolini, dei quali – a porto oramai funzionante! – non vi è traccia.
Una piccola “chicca” ve la voglio regalare:

“L’unica via di accesso/uscita dallo svincolo risulta la rampa bidirezionale, che si innesta sulla “Aurelia bis”, per la realizzazione della quale è necessaria l’adozione di una soluzione interamente in viadotto.”

è scritto in uno di questi rapporti.

Non si capisce bene cosa significhi quel nebuloso “interamente in viadotto”, però vi posso chiarire cosa sia la cosiddetta Aurelia Bis (4)
L’Aurelia Bis sarebbe dovuta essere la tangenziale di Savona, perché la città scoppiava per il traffico ed i parcheggi introvabili: i lavori, iniziati nel 2013, erano stati appaltati per 128 milioni euro e dovevano terminare nel 2015. Inutile raccontare che, oggi, tutto è stato lasciato all’incuria per il fallimento di una delle aziende costruttrici. Gli aruspici indicano altri 4 anni per finirla, ed altri 72 milioni di euro. Bisognerà consultare un oracolo?

Il vero problema, per non finire nella solita “emergenza” è quello di capire che l’Italia e la sua rete, stradale e ferroviaria, non è in grado di sostenere il traffico per la metà meridionale dell’Europa: anche a metterci mano, ci vorrebbe almeno un decennio.
Cosa ci vorrebbe a capire che le merci devono giungere via nave il più possibile al porto di destinazione? Lo raccomandava l’UE stessa in anni lontani, prima di farsi fagocitare nel budello senza fine dell’euro.

L’Italia è un Paese marinaro: a parte i porti turistici, abbiamo circa una sessantina di porti in grado di ricevere e sbarcare una nave. E come? Ripristinando la navigazione di cabotaggio, tramite la quale avveniva la distribuzione delle merci in tutto lo Stivale. Perché far correre un autotreno da Savona-Vado a Palermo invece di spedirlo via nave? A Livorno, Civitavecchia, Napoli, Bari, Taranto, Brindisi…
Ancora nel 1946, l’Italia trasportava merci per 16,5 milioni di tonnellate su fiumi e canali: oggi, “si dice” che il traffico sia minore di un solo, misero milione di tonnellate ma, in realtà, nessuno lo sa perché il settore è stato estinto per dare in mano tutto ai famelici lupi automobilistico/autostradali.
Perché far viaggiare su camion le merci per la Spagna? La Spagna non ha forse Barcellona, Valencia, Algesiras, Malaga…e poi Faro, Lagos, Lisbona, Porto…in Portogallo? Mancano forse le navi?

No, non manca niente. Vedrete che, fra qualche mese, inizierà la nuova emergenza ligure: tutto fermo, considerando che una sola nave, quando sbarca i suoi container, riempie una corsia autostradale per almeno 100 chilometri. I quali, poi, si assommano alla viabilità ordinaria e si devono spostare: mi sembra impossibile che non si riesca a capire.
Sarà la solita emergenza, l’emergenza stupidità: a quella siamo assuefatti.

2) Per lunghi tratti.
4) https://www.savonanews.it/2020/04/08/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/aurelia-bis-riaffidati-i-lavori-e-cominciate-le-prime-lavorazioni-sul-territorio-savonese.html

25 commenti:

ambrogio negri ha detto...

Si dice che nel 1969 Albert Einstein abbia detto: Two things are infinite, the universe and human stupidity, and I am not yet completely sure about the universe.
Di certo lui era sicuro di ciò ed io anche.
Ciao

giuseppe castronovo ha detto...

Quello che molti non capiscono e dove tra l'altro si vede la totale assenza di cultura politica dei 5 stelle è il fatto che 40 anni di privatizzazioni ha totalmente smantellato lo Stato italiano di strumenti operativi rapidi ed efficienti per intervenire e sostituire il privato. Il danno fatto dai governi Amato, Ciampi e poi Prodi e anche Berusconi è terrificante. L'aspetto drammatico è che in questi due anni non si formulata una sola legge che rettifichi il meccanismo delle concessioni ai privati e regoli gli incassi.

Carlo Bertani ha detto...

Beh, la questione è semplice e non è una storia di mancanza di cultura politica. Anzitutto mettiamoci pure i governi Letta, Renzi e Gentiloni che hanno fatto parte tutti della greppia. Il M5S non ha la maggioranza assoluta in Parlamento: deve sempre chiedere, confrontarsi...con chi? Con quelli che facevano parte della greppia. E allora? Saranno pure stupidi, ma di certo non per le loro finanze!
Carlo

Eli ha detto...

Ultimamente non sono d'accordo con te quasi su nulla.
Poiché non mi piace polemizzare, preferisco tacere.
N.B.: la mascherina serve a fermare zanzare e pantegane, non di certo un virus che è grande da 0,6 a 0,14 micron. Inoltre aumenta la quantità dell'anidride carbonica che respiriamo, e favorisce l'acidificazione corporea, predisponendo a qualsiasi malattia.
Basta informarsi.

Ti auguro una buona estate in piena libertà.
E.

Tito Nimeri ha detto...

Ormai si e'capito BENISSIMO che sto virus e'una truffa colossale per violare i diritti e le liberta'dei CITTADINI , SEMBRA PERO' CHE A BERTANI piaccia il coronavirus come per linus la sua copertina, a volte la vecchiaia gioca brutti scherzi più che in Liguria bertani vive sulla LUNA contento lui

ambrogio negri ha detto...

In un film canadese del 2019 il protagonista, che ha un dottorato in filosofia e un'intelligenza superiore alla norma, ma deve lavorare come fattorino per avere uno stipendio, spiega alla sua compagna che quelli intelligenti sono costretti all'anonimato perché incapaci di raccontare bugie. Dunque non potranno mai fare "carriera" in nessun campo.
Quando leggo certi commenti, mi chiedo se questa teoria non sia davvero realistica. Questi lettori che sanno più di tutti quello che accade veramente ma, purtroppo, fuori dall'area dei commenti sul WEB sono dei perfetti sconosciuti, come me, mi fanno riflettere molto sulla condizione umana.
Personalmente la definirei "peto-patologia".
Ciao

Tito Nimeri ha detto...

Ambrogio Negri a volte penso proprio che la mascherina sia stata una soluzione proprio azzeccata per gente come lei continui pure a credere al "Dio Caso" vedra'che a breve le tireranno via pure la pensione e i 4 mattoncini che si ritrova come casa

Tito Nimeri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlo Bertani ha detto...

Rispondo solo ad Eli, perché Ambrogio Negri ha già spiegato abbondantemente come funziona il mondo dei commenti (che, a questo punto, abolirei del tutto).
Cara Eli, tu m'immagini prigioniero della mascherina e coronavirus dipendente: in realtà, quest'anno sono già andato a Venezia e presto ci tornerò, per terminare alcuni lavori sulla barca: non so se ce la farò a recarmi in Dalmazia, ma un salto a Trieste conto di farlo, vento e mare permettendo (non dimentico mai di prostrarmi a Poseidon!)
Il periodo di lockdown l'ho trascorso facendo legna, la legna che il torrente in piena, gentilmente, mi regala quando rompe gli argini (ogni anno) a monte: ne ho portati a casa 70 quintali, tutti in area demaniale (letto del torrente) e, quindi, senza ledere i diritti altrui. Un concetto, quello di "beni comuni" che mi ricorda le "terre comuni" delle quali sono sempre stato un acceso sostenitore.
La mascherina non protegge dal virus, ma se indossata da tutti (ovviamente solo dove ci sono altre persone) protegge dall'espandersi dell'espirato e, in fin dei conti, diminuisce la possibilità di contagio.
Il rischio di anossia mi fa ridere: certo non la indossi per lunghi periodi, ma solo quando lo ritieni necessario! Non mi piace ricordare i titoli, ma ricordo che sul libretto universitario ho ancora un 30 e lode di Igiene: le epidemie sono cose serie, che non vanno prese alla leggera né, tanto meno, diventare oggetto di confronto "politico".
E' chiaro che gli imbecilli come Salvini, che hanno buttato al vento la loro carriera politica perché avevano qualche cocktail di troppo, si devono inventare di tutto per sopravvivere. Anche giocando sulla salute collettiva: s'è ben visto come sono riusciti a debellare l'epidemia nella loro Lombardia, il "meglio" della sanità nazionale! Ma i milanesi non cambiano: durante la peste, gettavano i cadaveri degli appestati nei cortili degli avversari politici, che il giorno dopo glieli restituivano. Sai com'è finita.
Anch'io ho sofferto un po' per la lontananza dei figli - uno lavora in ospedale, ed è stato ben bene "sotto torchio" - e stai pure tranquilla che al telefono mi raccontava quel che succedeva, e non erano fanfaluche - però li sentivo quasi tutti i giorni, ci siamo rivisti con grande gioia.
Perciò, non vedo la necessità di queste discussioni: i virus esistono, non sono fanfaluche. Sars, Mers, Covid-19: una bella serie, solo che l'ultimo aveva un "gancio" nella sua struttura molecolare che gli permetteva di "agganciare" le cellule polmonari. Le risposte, a questo punto sono chiare: se lo sono inventato i cinesi in qualche laboratorio, lo hanno fatto i militari...
A nessuno passa per la testa che negli ultimi 50 anni abbiamo sbucazzato questo povero pianeta come non mai, abbiamo triturato l'Amazzonia (intonsa, da decine di millenni: cosa c'era là sotto?), creato un'isola di spazzatura nell'oceano Pacifico grande come la Spagna, che si sta solidificando (chi mangia un bel pesce non sa dove l'hanno preso e congelato, e nemmeno i vegani si salvano, perché le molecole che circolano non hanno confini), condendo il tutto con due disastri nucleari di grandi dimensioni (informati sugli ultimi dati sull'inquinamento radioattivo in Giappone, è peggio di Chernobyl). E ci stupiamo se i virus hanno accelerato e diversificato ancor più le loro mutazioni? Suvvia, un po' di semplice biologia ambientale...
Ti saluto con affetto
Carlo

Tito Nimeri ha detto...

Ma io onestamente non capisco xche'persone istruite come lei bertani e'il prof melis possiate credere ancora a sta Cialtronata, ma siete pagati? O dovete seguire qualche ordine di loggia! Dopo quasi 6 mesi ancora ci stanno dei "Panda" come voi che vanno in giro dicendo che sto Virus esiste io ci abito in mezzo ai cinesi dalla mattina alla sera ci vado a fare colazione ci giro nei mercati in mezzo a migliaia di Viet di khmer di Laos di thai di cinesi ecc non c'e'una mazza!!!!! Guardate i dati Vietnam Laos Cambogia 0 morti!!! E dire che sono 150 milioni di personle che confinano con la Cina i cinesi sono di casa altro che i 3000 scoreggioni cinesi di prato accusati di Tutto qui da me ci stanno milioni di Cinesi, lei bertani come il melis e' una specie di ominidi o piuttosto di pitecantropi in via di estinzione, tenervi in vita e proteggervi oppure lasciare che la natura faccia il suo corso ecco le opzioni io sono per la 2

ambrogio negri ha detto...

Sono davvero in profonda apprensione per le previsioni del webete onnipresente, onnisciente e flatulente.
Ciao

Tito Nimeri ha detto...

Non vi disturbo non abbiate paura piu'sono solo passato di qui xche'Bertani a volte esagera ne spara di troppo grosse, quando esagera esagera e'abominevole vi lascio sulla vostra panchina digitale a sproloquiare del niente, in bocca al Covid

Carlo Bertani ha detto...

Come se avessi parlato di Cina, Vietnam, Cambogia e tutto il resto: ma questo Luca è folle o lo fa? Ringrazio per l'augurio di passare a miglior vita...per ora mi dedico al mare ed alla navigazione a vela, che mi rilassa e mi conforta dal vivere sullo stesso Pianeta con tanti miliardi di stupidi, come ricordava sempre Carlo M. Cipolla.
Secondo me, Luca non è mai stato né in Vietnam né in tutti quei posti che dice: probabilmente abita al Quadraro o a Bollate...stasera va al bar e ci trova i soliti amici di sempre, poi torna a casa perché non c'era il pusher che gli dà quelle pastiglie buone, quelle che lo fanno ragionare così bene. Serata sfigata. Guarderà qualche vecchio film di Dario Argento, poi a nanna. Vita da sfigati, peccato.
Carlo Bertani

ambrogio negri ha detto...

A mio avviso lui è proprio così al naturale, senza bisogno di alcun genere di pastiglie.
Pensa che dovunque possa dire quello che gli pare, come su un altro blog di uno sciroccato più di lui, ma con un linguaggio più comprensibile (ex maestro elementare), che gli da molta corda e, principalmente, sempre ragione sulle sue farneticazioni.
Se provi a curiosare leggerai dei simpatici siparietti fra squilibrati.
L'indirizzo lo troverai facilmente sul blog del prof. Pietro Melis, che ne fa un punto di riferimento "molto affidabile".
Ciao

Tito Nimeri ha detto...

Ah ah ah! Il gatto e la volpe, chieda ai suoi amici puffi se sono al quadraro ah ah ah siete spassosi, i tipici italioti da competizione, ho fatto bene a venire via dall'Italia da gente velenosa come voi,
ve la meritate tutta la museruola e a breve pure il guinzaglio tra le chiappe e pure il vaccino cosi' come si fa con le bestioline domestiche che vanno assolutamente vaccinate ah ah ah! Vado al bar in piazza ah ah ah! Che paese di bamba i vostri padroni col nasone si scompisciano a vedere come vi siete ridotti sawadee krap

spes ha detto...

ACUL
I Luca se non ci fossero bisognerebbe inventarli,sono troppo utili!
Con i treccartisti,i terrapiattisti i gomblottari a tempo pieno sono le cavallette dell'informazione .invadono in lungo e largo spargendo le loro supposizioni fatte di aria fritta senza fare una piega.Sono quelli che hanno sempre ragione ,che vedono "lungo" insomma quelli con i piedi sempre in aria(ma non si stancano mai!) e che ,per nostra fortuna ci fanno rimettere i piedi in terra e ragionare sui fatti.

Carlo Bertani ha detto...

Sì, la tua posizione, Spes, è condivisibile e seria. Bisogna però vedere quanto tempo ci vorrà per strappare queste male erbe dal campo della politica. Il problema è che una vera destra non la vediamo più dai tempi di Montanelli: con il Cav. tutto si è ridotto ad un contrasto senza costrutto, ed oggi questa gente svolge la funzione di cortina fumogena per nascondere l'inesistenza di una proposta politica che esuli dalle battute, dagli slogan e dalle barzellette. Ci vorrà molto tempo.
Ciao
Carlo

ambrogio negri ha detto...

La destra molti italiani la vedono in Salvini. Allora io dico, anche da ateo, Dio ce ne scampi.
Lo sciacallo, dopo che a Palermo è caduta in due ore la stessa quantità di acqua che cade in un anno, tutto quello che ha saputo dire è stato: "A furia di pensare solo agli immigrati, il sindaco Orlando dimentica i cittadini di Palermo: basta un temporale e la città finisce sott’acqua."
Chissà cosa gli passa per i neuroni e cosa passa per i neuroni di quelli che lo amano.
Ciao

Carlo Bertani ha detto...

Caro Ambrogio, la questione è molto semplice: la politica televisiva di B., negli anni, ha generato prorio questo, la stupidità gaudente e pienamente condivisa. Cosa vuoi che dicano? Come vuoi che possano ribattere? Non hanno idee, non hanno niente: solo battute e storielle su FB.
Ciao
Carlo

ambrogio negri ha detto...

Mi devi scusare se torno sull'argomento, ma è giusto per fornire uno spunto di meditazione.
Le mie sorelle abitano in Viale Zara a Milano, dove il fiume Seveso, dagli anni 70 ad oggi, è esondato almeno 80 volte. Dunque non si tratta di "evento" imprevedibile.
Allora, al genius loci di Salvini, bisognerebbe chiedere come mai la combriccola dei suoi compari, amministrando da molto tempo la regione Lombardia, non ha ancora risolto la questione.
Giusto per far capire quanto sia buffonesco il comportamento del "capitano" e quanto acuti siano i suoi sostenitori.
Ciao

alsalto ha detto...

Buongiorno a tutti.
Mi intrufolo solo per sottolineare quella che rischia di essere una banalita'.
E' evidente come la societa' dello spettacolo non abbia risparmiato la politica, ci sarebbe di che stupirsi se cosi' non fosse. La normalita' oggi e' che l'esponente politico canti al karaoke o balli in tv. In molti, non a caso, svestiti gli abiti della politica hanno indossato quelli dello spettacolo. E' accaduto anche il contrario, ci mancherebbe.
Ma in passato c'e' stato chi ha saputo fare della spettacolarizzazione della politica un'arma di comunicazione portentosa. Mi riferisco al buon Pannella, che madre natura l'abbia in gloria, ad esempio. Gli strumenti cambiano, le persone non so'. La mia impressione e' cambi il mezzo non l'animo umano. Si e' trasferito su FB cio' che prima si trovava attorno al bancone di un bar. E sulle tecniche e gli strumenti, o meglio: "sull'arte di ottenere ragione" si e' ragionato tanto, tanto tempo fa.
E quelle regole sono tutt'ora valide. Indie giust'appunto che cambiano gli strumenti, le persone non so.
Ciao.

Carlo Bertani ha detto...

La "politica spettacolo" non fu tanto un'invenzione di Pannella (che, all'epoca, aveva pochi mezzi per attuarla) ma una nuova impostazione inventata dagli spin-doctor del Cavaliere, e mutuata dal vero genio della comunicazione italiana: Gianfranco Funari.
La novità, in tutti i settori, fu quella di portare due squadre al pubblico scontro: dalle amenità fino alla politica. La quale, poi, per gli aspetti decisivi, era sedotta e violentata dai vari Graviano e Mangano "lo Stalliere" che - sarebbe ora di ricordarlo e di gridarlo ai quattro venti - era il capo-mandamento di Porta Nuova a Palermo, una posizione di spicco all'interno di Cosa Nostra. Ciò spiega perché, del fiume Seveso, non gliene importa una mazza: e cchi se futte do Seveso? I voti s'acchiappano in televisione, mica con 'ste cazzate!
Così si passò dalle - magari noiose, lo ammetto - Tribune Politiche alle fanfaronate urlate ai quattro venti da insulsi parolai modello Sgarbi, che si sono evoluti poi in "tuttologi" che non sanno nemmeno il significato della parola Pan in greco.
Il pubblico, però, ha scambiato la pubblica lite con l'esercizio della democrazia: si noti, ancora oggi, la differenza fra Conte in Parlamento e Salvini al Papeete.
Comunque, o si riesce a far parlare Graviano e Pippo Calò, oppure la storia si ferma al 1992: non ci sono altre possibilità.
Grazie
Carlo

spes ha detto...

Spes
Non riusciremo mai a quantificare i danni prodotti dal berlusconismo dell' "l'azienda Italia" privatizzata e martoriata económicamente e moralmente da gente senza scrupoli arrivata addirittura al paradosso del parlamento impegnato a fondo,quella volta si e forse solo quella,a stabilire che ruby era la nipote di Mubarak.E la lega ,la provvida lega, dove era?Per sua natura incoscata e accaramellata al "cavaliere" nelle pause del gratta gratta e vinci del circolo mágico.Se avessimo un briciolo di memoria e un pò di rispetto di noi stessi dovremmo fare piazza pulita di questi "piazzaioli tutta panza e mojito che forse non conoscono il significato della parola Pan ma che l'hanno scambiata con molta noncuranza e convenienza con quella di par,quella iniziale di "paraculi".

ambrogio negri ha detto...

Manco a farlo apposta, è esondato di nuovo il Seveso a seguito di bomba d'acqua su Milano.
Resto in attesa dei commenti di Salvini.
Ciao

عبده العمراوى ha detto...


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