24 marzo 2015

Perché a 13.500 metri?







Cade un aereo, oramai ne cadono tanti...sarà cattiva manutenzione? Non lo so. Saranno scarsi e “spremuti” gli equipaggi? Non lo so. Ci sono decine di domande alle quali non so rispondere, però vorrei che qualcuno rispondesse a questa.
Il velivolo della Germaniawing volava in un corridoio aereo da Barcellona per Dusseldorf: secondo le informazioni del Fatto Quotidiano, è salito fino a 13.000 metri (una prima versione sosteneva 13.500). (1)
Come poteva essere salito fin lassù, se la sua quota di tangenza (ossia la massima altitudine raggiungibile) per l’Airbus 320 è di 11.890 metri? (2)

Guasto all’altimetro? Ci sono sempre i radar-altimetri che seguono i voli – e il velivolo era seguito, visto che la successiva picchiata è stata notata – e nessuno ha comunicato nulla al velivolo?
Certo, a quell’altitudine si può formare ghiaccio sulle ali poi, se si perde quota, la velocità aumenta ed il sistema di sghiacciamento funziona con maggior difficoltà, non sarebbe il primo Airbus ad avere problemi di sghiacciamento alle ali. (3)
Da anni molto lontani, c’è una lunga scia di questo tipo d’incidenti (4).

La domanda, allora, è sempre la solita: perché l’aereo s’è arrampicato in cielo fino a quote, di solito, usate solo dai velivoli militari? Cos’è successo?
Diteci la verità, non la solita inchiesta che durerà anni per finire con un verdetto di “fatalità” o “d’errore umano” e, giuridicamente, in un “non luogo a procedere”.
Vogliamo la verità, nulla di meno.


(4) http://www.pierpaoloracchetti.org/video320/centrale_video/centrale.htm

18 commenti:

Eli ha detto...



Sono triste ed abbattuta per questo incidente. Ho persone a me care che volano su quel tipo di aereo.

A volte i piloti raggiungono quelle quote per risparmiare carburante, poiché l'aria è più rarefatta, ma in genere lo si fa su rotte transcontinentali, non su una tratta relativamente breve come Barcellona-Dusseldorf. Ed io non ho mai sentito di un aereo a quelle quote in vita mia, perché sono pericolose, piene di radiazioni ionizzanti e raggi gamma, in quanto non sei più protetto dall'ozonosfera. La quota maggiore di volo è sempre stata 33.000 piedi, al massimo 34.000 o 35.000 per motivi di traffico limitrofo, ma sempre per brevi periodi.
Ma io non conosco le logiche di una low-cost, mi sfuggono proprio.
Ad esempio, Ryanair vola sempre senza il carburante per l'aeroporto alternato, così, se trovano nebbia o condizioni avverse in fase di atterraggio, devono precipitarsi verso l'aeroporto più vicino, strillando in radio con la Torre di Controllo per avere la precedenza, lanciandosi anche su aeroporti militari. Sai quanti incidenti sono stati evitati per questo motivo? Un'infinità.

Di certo, in questo caso, non li ha piantati un motore: sarebbero scesi ad una velocità inferiore, non a 1000m/min.
Può trattarsi solo di un cedimento strutturale, di una decompressione rapida. E se quel portellone, difettoso il giorno prima e riparato, fosse esploso in volo? I piloti indossano immediatamente una maschera dell'ossigeno e buttano l'aereo in picchiata per cercare di equiparare la pressione interna con quella esterna. Certo, da 38.000 piedi è una pazzia. Poi la corsa non si è fermata ad una quota di sicurezza perché magari erano svenuti, o inabili. E' già accaduto, mi pare in Grecia, che un Airbus sia precipitato con i piloti in stato d'incoscienza.
Escluderei invece il ghiaccio. L'ala di un aereo "fa ghiaccio" se passa in mezzo alle nubi, portatrici di acqua. Ma a quella quota le nubi non ci sono per nulla.

Mi hanno detto anche che l'Airbus ha un sensore dell'altimetro che a volte, ghiacciando e creando dati falsi, ne ha fatti già cadere un paio. Ma quella discesa precipitosa sembra volontaria, non casuale.

Ci vorrà del tempo, ma sapremo: hanno trovato il Cockpit Voice Recorder. E sono conversazioni fra i piloti che è sempre angoscioso ascoltare.

Non ho mai visto resti di un aereo così frantumati e disintegrati.
E otto minuti sono lunghi, per chi sa che cosa c'è alla fine.

Che la Pace sia con le loro Anime, e il loro karma sia più leggero.
SHANTI OM

Carlo Bertani ha detto...

Cara Eli, volevo sottoporre alla tua attenzione di esperta un caso increscioso, quello di Thomas Salme:

http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_03/pilota-senza-brevetto-svezia-danilo-taino_c5422ed8-567d-11df-ae23-00144f02aabe.shtml

com'è possibile falsificare una licenza di volo e volare su voli commerciali per 13 anni, diventando capitano dopo 3 anni!
Va ancora bene che il tizio era onesto e "preparato" (sui simulatori...), al punto che gli hanno offerto di frequentare un "vero" corso di pilotaggio e poi continuare a volare, ma ha rifiutato. Riprenderà a fare il fotografo.

Ti confesso che anch'io, per un certo periodo, ho avuto la passione per i simulatori: ti fanno decollare ed atterrare decine di volte, poi ti consegnano una licenza, del tutto virtuale, ovvio.
Come "pilota militare" ho compiuto una missione veramente effettuata (da un pilota sovietico negli anni '70), ossia ho volato su un MIg-25 dal Cairo a Damasco ad una quota di 60.000 piedi (tangenza massima) e staccando il post-bruciatore per la minima necessità di spinta.
Ho però notato che, alla quota di tangenza pratica, il velivolo diventa molto instabile da pilotare: certo, con il fly-by-wire è più facile...ma qui finisce la similitudine fra un pilota virtuale ed uno reale.
A parte la truffa ed il rischio, quello svedese ha avuto veramente del fegato a salire su un velivolo "vero": io me la sarei fatta addosso.
Però, c'è qualcosa che non va: come mai, se io oltrepasso le 6 miglia nautiche dalla linea dei capi, m'arriva subito addosso la motovedetta per chiedermi la patente?
E, con la Gretel (che non è registrata, essenso meno di 10 metri (per poco!) e con meno di 40 CV di motore) non posso nemmeno valicare qual limite. Se vado in Francia, però, ai francesi la mia patente va bene e, per andare in Corsica, dovrò fare il "passaggio nelle acque territoriali francesi.

Alcuni dubbi:
E' vero che il ghiacco a 40.000 piedi non c'è, ma alle quote inferiori c'è umidita, la quale può addensarsi ad una quota inferiore e poi gelare (a questo punto di brutto) alle gelide temperature delle altissime quote.

In ogni modo, non una comunicazione con la torre di controllo?

E' tutto un non-sense...

Ciao: ho bisogno di parlarti, sentiamoci (appena puoi) su Skype

Eli ha detto...



La soluzione del mistero è quasi impossibile da credere.

Ognuno è libero di suicidarsi, ma portarsi appresso 149 persone è un'altra cosa. Denota un disturbo psichiatrico così grave, che mi stupisce sia sfuggito a tutti i test e gli addestramenti a cui i piloti sono sottoposti.
Oppure si tratta di stress da superlavoro.
Non oso neppure pensare agli ultimi istanti di vita di quel povero comandante, di quegli assistenti di volo, di tutte quelle persone...

Da noi ci sono stati dentisti senza laurea e docenti universitari senza titoli, per cui non mi stupisce il pilota senza brevetti, sia pure in Svezia.

Sissì, sentiamoci. Oggi, domani, quando vuoi.

Eli

Carlo Bertani ha detto...

Facciamo un'ipotesi con una premessa: che tutte le cose che ci stanno raccontando siano vere.

L'aereo è in volo, tutto è tranquillo; il sistema avionico automatico sta conducendo il velivolo verso il waypoint di discesa per l'aeroporto di Dusseldorf.
Anche il co-pilota è tranquillo: almeno, così sembra anche al comandante, che se ne va tranquillamente in bagno.
Se l'ipotesi di partenza è vera - una depressione - qualcosa deve pur scatenare la crisi auto-distruttiva, poichè un co-pilota depresso può benissimo condurre l'aereo fino a Dusseldorf, e pure atterrare. In ogni modo, c'è sempre il comandante.
Già, ma nel momento in cui il pilota si alza per andare - ufficialmente - in bagno, succede qualcosa: la cosa che scatena tutto ciò che capita dopo. E deve essere qualcosa che colpisce nel profondo, al punto di valicare le naturali difese che tutti - anche un depresso - abbiamo dal rischio di toglierci la vita.
Qualcosa di terribilmente decisivo, che scuote in fondo all'animo.
E se il co-pilota fosse innamorato di un'assistente di volo e scopre che il comandante non è andato solo in bagno, ma si è fermato con lei, magari solo per scambiarsi qualche effusione...chissà...
Lui sa, probabilmente, che lei ha scelto il comandante a lui, ma il caleidoscopio della depressione lo inchioda. Mi ha insospettito quel "respiro tranquillo, fino all'ultimo".
Ecco la reazione infantile del ragazzo che si chiude in bagno e minaccia di farla finita, per i rimbrotti ricevuti a causa del tre di Latino, o chissà quale altra storia...
Perché la depressione ingigantisce ogni evento e, come una mefitica Fata Morgana, fa svanire il confine fra lecito ed illecito - in tutti i sensi, verso se stessi e verso gli altri - perché ogni attenzione, sentimento, pensiero...è rivolto solo più al dolore provato, che deflagra.
La decisione di farla finita, il suicidio, collima perfettamente con la successiva "tranquillità" del respiro.
Il co-pilota ricevette una telefonata (o comunicazione) grosso modo dello stesso tenore?
A parte il fatto che non so se i piloti possono ricevere telefonate, però tutto farebbe pensare ad un'azione immediata, capitata sull'istante, non ad una telefonata (ti lascio, me ne vado con tizio...) che è pur sempre lontana ed ammette qualche forma di "scappatoia" psicologica.
Scoprire la tresca proprio lì, sotto i propri occhi, potrebbe aver fatto superare la soglia-limite: solo che non era un ragazzino chiuso in bagno, era su un aereo a 10.000 metri d'altezza.

Non voglio, con questo, sostenere d'avere trovato la soluzione - farebbe sorridere, messa così - però, se fossi un inquirente, cercherei di far parlare colleghi o persone vicine al co-pilota defunto, per capire se una chiave può essere quella.

Ciao
Carlo

Roberto ha detto...

Quindi il raptus?

In effetti anche a me mi è sembrata strana la "coincidenza" del bisognino.

Ma qualcuno mi ha detto che i suicidi pianificano tutto e forse ha pianificato anche questo.

Allora, per fare quadrare le cose che ho letto in internet mi sono fatto anch'io un "film"... lo ammetto il mio film non si basa su un incontro romantico come il tuo... è più terra terra...

In un primo momento in rete qualcuno aveva detto che la rotta era anomala...
sono anche apparsi i grafici di quota e velocità e di rotta...

Allora io ho pensato:

il suicida l'aveva deciso da tempo e quindi ben pianificato.

Aveva scelto il luogo ed il momento.

Quindi ha dovuto aspettare la rotta "speciale" verso il luogo impervio.

Ma ha anche dovuto aspettare che il comandante lo lasciasse solo.

Forse gli indizi che dicono di aver trovato a casa sua sveleranno se c'erano piani o se ha agito preso dal raptus...

Io non penso all'impulso, al raptus, perché 8 minuti di pilotaggio "di precisione" sono più lunghi di un raptus, hanno bisogno di un allenamento mentale per eseguirli senza dubbi...

saluti

RA

Francesco Cappelli ha detto...

ciao,
scusa ma da nessuna parte si parla di 13000 metri. l'aereo volava a 38000 piedi che sono circa 11,500 metri, che rispetta la tabella che hai postato te.

Eli ha detto...


Il pilota era stato mollato dalla fidanzata alla vigilia delle nozze.
Un senso di perdita così grande può giustificare un suicidio, non la strage.
Non credo al raptus, ma alla lucida follia di qualcuno molto crudele, ammalato di ego, che ha scelto uno scenario spettacolare per il suo desiderio di vendetta, anche perché il depresso in genere rivolge la sua aggressività contro se stesso, non contro gli altri.
A casa sua hanno trovato un certificato medico strappato: quel giorno non sarebbe neppure dovuto essere in volo, ma in malattia.

Purtroppo i cattivi esistono, e sono fra noi. Ed in questo caso non ci sono cure che tengano.

Ciao.
E.

MattoMatteo ha detto...

Potremmo anche considerare l'ipotesi complotto, una delle tante per esempio:
https://aurorasito.wordpress.com/category/imperialismo/

Eli ha detto...



So bene che razza di criminali siano CIA, FBI, Obama e compagnia cantando, ma questi complottisti compulsivi mi sembrano tutti affetti dalla "sindrome di Franceschetti", che vede complotti dappertutto, anche quando un autobus va a sbattere contro un paracarro.

Crudelia de Mon-Santanché ha chiesto le "origini del pilota che ha buttato giù l'autobus (sic!)", facendo sbellicare di risate l'intera comunità del web, segno che ormai il silicone le ha invaso il cervello. Lei pensava forse che potesse avere origini islamiche, ed invece salta fuori che Lubitz è un nome di origine ebraica.
Apriti cielo! Si sono scatenate le belve antiebraiche che ci hanno visto un complotto del Mossad.
Questa è solo la prova che il mondo diventa sempre più feroce ed intollerante, e che molti, troppi, abboccano alle propagande di ogni genere che ci sparano un nemico esterno per farci vivere nell'odio, nella paura e nella DIVISIONE.
L'uso della tastiera dovrebbe essere consentito solo a chi è in grado di collegare il cervello ed il cuore prima di accendere il p.c. od il tablet.
I veri mostri sono dentro di noi, e si chiamano Indifferenza, Egoismo, Odio, Razzismo, Intolleranza, Pregiudizio, Misoginia, Omofobia...ed ognuno aggiunga i suoi.
Se ciascuno di noi lavorasse per ripulire se stesso ed estirpare questi mostri, il nostro sarebbe un mondo migliore.

A volte la realtà è molto più semplice di quanto appaia, e bisognerebbe fare un uso maggiore del Rasoio di Occam.
Se è vero che a casa del copilota c'era un certificato medico strappato, cosa che verrà chiarita dalle indagini, e lui non sarebbe dovuto essere al lavoro quel giorno, questa sarà la prova dirimente.
Ci sono già stati almeno cinque casi di piloti che si sono suicidati su un volo di linea, facendo una strage.
La visita medica annuale o semestrale cui sono sottoposti i piloti non contempla esame psichiatrico, ma solo test delle droghe nelle urine. In passato era stato istituito uno sportello di ascolto per chi avesse problemi, ma è stato soppresso per motivi di risparmio (!).

Come ha già fatto notare qualcuno qui, la quota a cui volava l'Airbus A320-200 era di 38.000 piedi, che corrispondono circa ad 11.582 metri, essendo il Piede Inglese c.0,328 metri.
Qui c'è una tabella di conversione semplice da usare.

http://www.convertunits.com/from/feet/to/metre

Questa tragedia umana può farci riflettere ed aprire il cuore ad un pensiero di Compassione ed Amore per tutte le vittime, compreso il giovane incosciente, e per i loro familiari.
Occorre trasformare la paura in Amore, e ciò può avvenire soltanto attraverso la Consapevolezza e l'elevazione della Coscienza.

Saluti a tutti.
SHANTI OM
E.

MattoMatteo ha detto...

Ho appena finito di rivedere per la ennesima volta JFK di Oliver Stone ...
Dovrebbe essere una materia oggligatoria di studio nella scuola della vita ...
Masterpiece!!!

MattoMatteo ha detto...

JFK Assassination Files: Oliver Stone Testifies Before Congress on Government Records (1992)
https://www.youtube.com/watch?v=ZLuTIEeoAxE
Questo e addirittura meglio del film. :)

Carlo Bertani ha detto...

Sono stato un po' via...volevo prendere un volo per Samarcanda, via Tunisi, Kiev, Mosca...poi ho desistito: vuoi vedere che scatta l'emulazione anche a (va bene! Ma l'aveva scritto il Fatto: dobbiamo misurare anche col doppio decametro la cifra?) 11.500 metri, alias 38.000 feet.
Così, ho preso un autobus per Arenzano, via Savona, Sassello, Urbe...e sono incappato nella Santanché. Meno male che stamani ho incontrato un vecchio (ma proprio vecchio) amico il quale, dall'alto dei suoi ottanta e passa, mi ha detto di non preoccuparmi. E' un mondo di pazzi, sui quali operano dei buffoni a tutti i livelli, le marionette del potere.
Saranno tutti ceci per i nostri figli.
Un augurio di buon volo a tutti
Carlo

Eli ha detto...


Ecco perché non ti si becca al telefono!
E dimmi, dopo essere incappati nella Santa-de-ché ci si riprende, oppure è uno shock irrecuperabile?
Ahahahaha!

Eli ha detto...


Questo incidente, anziché invitare alla riflessione ed alla compassione per le vittime, ha suscitato un vespaio di deliranti ipotesi che, più che altro, incitano all'ilarità ed allo sganascio puro.

Si è destata dai sarcofagi una pletora di complottisti della tastiera che manco le Torri Gemelle.
Ed il bello è che molti di loro probabilmente non sanno come è fatto un aereo, forse non l'hanno nemmeno mai visto col binocolo parcheggiato a Malpensa.

Dunque, c'è il blogger delle scie chimiche che ha scritto una serie tale di scempiaggini che richiederebbe un volume per rispondergli. Per lui i piloti sono morti "per una nebbia tossica sviluppatasi in cabina, e poi l'aereo è precipitato, forse abbattuto da due caccia francesi". Sovrapposizione con l'incidente di Ustica? Mah! La scatola nera in foto? Falsa, falsissima: ha una scritta in francese, dunque non può essere vera. Qualcuno gli spieghi che l'Airbus "è" un aereo francese! Torni ad occuparsi di scie, e lasci stare gli incidenti aerei.

Poi c'è il catto-talebano Socci che dichiara:" Il pilota non ha aperto la porta perché l'Europa è senza Dio!". Almeno questo è semplice, non s'arrampica sugli specchi, che sono notoriamente scivolosi. Gli mancano i collegamenti neuronali, povero!

Ma il più divertente di tutti è un cazzeggiatore che, pur non avendo mai frequentato grammatica e sintassi, s'arrampica, s'arrischia in un prolisso papier infarcito di ripetizioni, tautologie e ridondanze, deliri mistici biblici, la cui conclusione, dopo molti paragrafi, è questa: "L'aereo è stato abbattuto da un laser in dotazione degli americani come Sacrificio di Primavera al dio Moloch".
Ohibò! E chi sarebbe stato? Un epigono dei cananei? Un discendente dei fenici giunto fino ai nostri giorni? Un egizio redivivo? Ma no! Sono stati gli Illuminati, è ovvio!

Tristemente concordo con Molière:
"La vita è una farsa tragica".

Saluti.
E.

Roberto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Roberto ha detto...

"Europa senza Dio"

Carissima Eli non conosco Socci né il suo sito.

Ho frequentato l'Ist. Aeronautico ed ho pilotato dei Cessna 172, 150 Aerobat e Cherokee Arrow, quest'ultimo con carrello retrattile ed ala bassa.
In più la passione per gli F104 mi ha fatto "masticare" aerei fino ai 40anni.
Questo solo per tranquillizzarti sulla mia, cmq parziale, conoscenza in merito di aerei...
Alla fine non ho preso il brevetto solo perché non ho superato un test della vista (ho 1 diottra in meno al sx)

Torno alla frase “Europa senza Dio” non vorrei sbagliarmi ma un concetto simile l'ha elaborato anche Ratzinger in riferimento ad aspetti sociali e religiosi.

Carissima Eli tu scrivi: “...molti di loro probabilmente non sanno come è fatto un aereo, forse non l'hanno nemmeno mai visto col binocolo parcheggiato a Malpensa...” ed hai ragione.
Però lo stesso concetto è applicabile a molti casi di persone che criticano aspramente anche più di te (cit. “vaticAno” “psicolabili” “mancanza di collegamenti neuronali”) le persone che hanno una Fede Cristiana, meglio se Cattolica, senza però conoscere a fondo, anzi senza aver mai vissuto, la Fede, la religione e le persone che vivono di Fede e religione e senza nemmeno conoscere a fondo la Bibbia o altri importanti scritti (no, non basta averla letta una o due volte, e non basta nemmeno saperla a memoria la Bibbia, per capirla veramente, bisogna viverla, cioè bisogna impegnarsi a vivere come la Bibbia ci indica e non per un anno ma per la vita o giù di lì).
In questo ci sono alcune stranezze, ad esempio molti criticano moltissimo i Cattolici, un po' meno i protestanti e quasi nulla i Musulmani (o Geova o Scientology o Rastafariani o Induisti o o NewAgers o Animisti di ogni genere che anzi sono sempre visti favorevolmente)...
Sarà perché una “infarinatura” di Bibbia l'hanno tutti, e questo li rende esperti ed in grado di criticare/giudicare, ed invece dei “libri” delle altre religioni pochi conoscono qualcosa?
Alcuni dei “critici” mi dicono che è a causa del fato che i Cattolici sono i più egemoni e sono quelli che vogliono “imporre” (da noi si dice “convertire”) la loro “idea” al mondo... Però direi che fra Scientology e Geova non sono da meno... per non parlare dei Musulmani.

“Europa senza Dio” è un concetto che può comprendere, nella sua interezza, solo chi di Dio vive ogni giorno. Non è una etichetta negativa o cattiva, non è un giudizio, per una persona che vive di Dio ogni giorno; è in realtà una sofferenza, una constatazione che il messaggio di Amore non è passato, che l'egoismo vince sulla Carità.

Un cristiano che orienta la propria vita a Dio, cioè che vede negli altri Cristo incarnato, sopratutto negli indifesi, nei poveri negli emarginati ad ogni livello.
Vedi, le “periferie esistenziali” di papa Francesco non sono solo fra i poveri e gli ultimi della società ma sono ben più radicate e terribili nella nostra società ricca e spendacciona falsamente gaudente ed ancor più falsamente libera.

Io direi che il pilota suicida/stragista sia assimilabile a chi si fa saltare in aria in mezzo alla gente. Il primo è arrivato a tanto a causa di una patologia che gli ha fatto pensare di essere un po' come Dio e poter decidere della morte altrui, quasi come un sacrificio espiatorio ed una esaltazione personale malata. I secondi sono senza dubbio plagiati sia da un “sistema” al contrario che -ancora una volta- un concetto di Dio che non è Dio. I tristi risultati sono identici anche se “forse” gli effetti psicologici sulla società ben diversi (“forse” perché ora le persone hanno meno sicurezza pensando ai voli).

Entrambi i fatti son legati ad un falso concetto di Dio. Queste persone non vivevano Dio perché non vivevano nella Carità che Dio ci dona e che ci spinge a donare fino alla donazione della nostra vita.

C'è una incredibile differenza fra il dono di sé ed il suicidio stragista!

ciao
RA

Eli ha detto...


DIO/DEA

è un concetto così grande che non andrebbe sminuito nominando la parola ad ogni piè sospinto.

Questo recita il primo comandamento che i cosiddetti cristiani si sono dati, e che sono i primi ad infrangere.
Io, che cristiana non sono, invece lo rispetto. Il Divino si vive nel cuore, nella sacralità del silenzio, senza sbandierarlo ad ogni occasione soltanto per riempirsi la bocca.

Saluti.
E.

Carlo Bertani ha detto...

Presto tornerò dal mio viaggio immaginario, nel quale ho incontrato mille e mille persone vere che guardano la Tv, masticano poco di computer ed Internet e tanto di gossip. E' uno spasso.
Carlo