15 agosto 2013

Caro Presidente




Gentile Presidente della Repubblica,


le scrivo con il cuore in mano, certo della sua comprensione: anch’io sono un pregiudicato, ebbene sì, lo confesso di fronte a lei ed al mondo, sperando – almeno – in un tardivo perdono.



Ho attentato alla vita altrui: da lei, così giusto ed equanime – proprio lei che ha dato un buffetto a Sallusti al posto del carcere e s’appresta a studiare attentamente il caso Berlusconi – m’attendo una parola di conforto e, se fosse possibile, la cancellazione del mio reato, per il quale ho già pagato il mio debito nei confronti della società e della Giustizia.



Lei, che è stato così lungimirante nel caso Sallusti/Cocilovo – precedendo anche un solo giorno di carcere con la preventiva grazia – sarà senz’altro così cortese da ascoltare la mia supplica, sempre che casi ben più importanti del mio gliene lascino il tempo.

Ci sarà ben un limite al numero di “grazie” che lei può concedere in un arco temporale. O no? Ma allora...lei è come un decreto “svuota carceri”! Chissà quanti immigrati, colpevoli solo di trasgressione del permesso di soggiorno, la benediranno! Ah no, solo i cittadini italiani?

Le spiegherò in poche parole la mia triste vicenda, sicuro d’esser ascoltato da una mente attenta ed empatica.



Alcuni anni or sono, riscaldavo la mia casa con una caldaia a legna: per lei, abituato al sole di Napoli, il fatto apparirà curioso...eppure sì...qui, nella profonda Langa, per riscaldare una casa per un solo Inverno ci vogliono circa 150 q di legna. Pensi che, un paio d’anni or sono, proprio qui vicino, una nonnina – rimasta senza legna, con un metro di neve fuori – non è riuscita far di meglio che morire di freddo.

Avevo provviste abbondanti per affrontare il generale Inverno, ma mancavano le “micce”, ossia legnetti piccoli per accendere il fuoco: m’industriavo con cartoni, legnetti, compensati e vecchi mobili di legno leggero. Che erano verniciati: lo sapevo, ma non avevo altro modo di procurarmi dei legnetti in quella landa abbacinata dal riverbero del cielo sulla neve, che assomigliava alla profonda Russia descritta da Alexandr Puskin ne “La figlia del Capitano”.

Lo so: dovevo accettare la mia sorte e morire onorevolmente di freddo, ha ragione.



C’è però una complicazione, in quest’Italia ci sono sempre delle complicazioni: da quando Antoine de Saint- Exupéry scrisse “Il piccolo principe”, nessuno vuol più vivere sul suo asteroide. E farsi gli affari propri.

Peccato che il mio idolo sia il Beato Robinson Crusoe, il quale (a mio parere) ebbe un po’ di sfiga solo quando incontrò Venerdì: fosse stata “una” Venerdì avrei capito, ma anche barattare il silenzio di un’isola deserta con le chiacchiere di una donna...beh...c’era da pensarci.

Cosicché, anch’io ho i miei vicini e, per la ferrea legge della statistica, ci sono sempre un paio di rompicoglioni che passano il giorno a fiutare l’aria, come cani da tartufi in pensione: non mi vengono a chiedere niente, non dicono nulla, tacciono, ma parlano come in confessionale col Maresciallo dei Carabinieri. Il quale non m’incontra, non fa inchieste, nulla: trasmette tutto al giudice di Mondovì, competente per territorio.



Del tutto ignaro, un giorno arriva il postino con una raccomandata importantissima, per la quale ci vuole assolutamente la mia, e solo la mia, firma autografa: è un Decreto Penale di Condanna per l’art. 674 C.P.



art. 674 “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a duecentosei euro.”



Insomma, diventai un puzzone certificato.



Il meccanismo giuridico del Decreto Penale di Condanna è una meraviglia del diritto: noi, per ora, ti condanniamo e paghi l’ammenda. Poi, se vuoi il processo per dimostrare la tua innocenza, fai ricorso e parte la fase istruttoria che può terminare anche con il tuo arresto. Fin qui, paghi 206 euro e finisce tutto.

Ovvio che scelgo la seconda opzione: che sia un modo per incamerare altri soldi, oltre a quelli che già ci rapinano con la TARSU, la RAI e tutte le altre gabelle?



Riuscii, fra le lacrime, a confessare la mia colpa solo all’impiegata del Tribunale (non c’era nessun altro), la quale mi porgeva il bollettino: “vada qui sotto alla Posta, paghi 206 euro come indicato ed è tutto a posto...non si crucci...”



Ma io non ricorro anche perché sono colpevole, colpevolissimo: è vero, attizzavo il fuoco con dei compensati verniciati, non c’è storia! Chissà quanti decreti penali di condanna avranno pagato quelli dell’ACNA! Mi viene un brivido solo a pensarci. E proprio nella sua città, Napoli, c’è per caso qualcuno che “getta”? Mah...



Bando alle ciance, caro Presidente, le scrivo come ad un padre per confessarle il mio pentimento: ho demolito prontamente, a colpi di mazza, la vecchia caldaia a legna e carbone e l’ho sostituita con una modernissima caldaia a pellet, con un rendimento termico del 92%! E’ quella la giusta fine che meritano i diavoli tentatori!

Sono salito sul tetto ed ho sistemato vicino al comignolo incriminato un vaso con una verbena odorosa, ho bruciato poi fasci d’incenso nel camino e, non sazio, tutti gli anni irroro il tetto con acqua di colonia: capirà, lo cospargo con la “macchina” del verde rame e mi costa una cifra...15 litri ogni stagione...ma non fa nulla, niente è mai sufficiente per l’espiazione. Come dice? Serve Chanel numero 5 per una completa riparazione? Farò un mutuo.



Eppure, la traccia resta nel casellario giudiziario (così m’hanno detto) e, soprattutto, nella mia coscienza ambientalista affranta.

A scuola non è più come prima, no, me ne sono accorto. Quando qualcuno dice “Eh...fare la doccia? Ma l’ho già fatta a Pasqua...” gli altri ridono. Se ci provo io cade un silenzio di ghiaccio: ho il marchio dello zozzone addosso, nulla da fare.

Ho tentato con l’eleganza più raffinata, con profumi costosi, deodoranti a prova d’allevamento suino...niente...ho finito per scorticarmi la pelle sotto docce bollenti, bagni turchi, in mare, nel fiume...nulla...la gente continua a pensare: se le laverà le mutande?



Serve un suo intervento: così non si può andare avanti, m’annuso le ascelle 30 volte il giorno, mi lavo le mani in continuazione, no...è il peso della colpa che m’opprime!

Voi che siete stato così comprensivo col dramma di Sallusti, che v’accingete a prendere sotto la vostra ala protettrice anche l’anima pia e penitente di Berlusconi...Eccellenza, vi prego...



“Eminenza vi bacio v'imploro...

voi vi basta una mossa una voce

c'ha 'sto Cristo ci levano 'a croce...”



Grazie, Presidente, grazie: so che capirete, ed io mi sento già salvo.



12 commenti:

winx61 ha detto...

complimenti

epigrammiefacezie ha detto...

Nel caso si tratti della prima condanna e la condanna sia di entità molto lieve non dovrebbe esserci la menzione nel casellario giudiziario, almeno una volta era così...

mozart2006 ha detto...

Abbiamo avuto in esclusiva la brutta copia della nota di Napolitano, e la diffondiamo per dovere di cronaca (domani il sonoro coi sottotitoli, che mica siamo meno del Mattino, noi):

"Uè guaglio', ma chille non ce vo' sentí pproprio. Chille me viene a sconsare amme', amme'! Allanemaechitemmuort. Statte quiete, ca si' condannato. Che qui abbiamo cose che fare: la legge elettorale, la riforma della giustizia, o' governo Letta. E statte quiete. Che poi a' grazia nun me ll' hai cercata, guaglio', ma se la cerchi poi vedi. Poi vedi. Che mica uno si alza la mattina e grazia, accussì. E che è, o' Quirinale? Che il presidente è presidente che studia, che si deve mantenere un secondo mandato, che deve tenere la testa al solito posto, cioè sotto la sabbia. Specie che quest' anno c' è stata una grande morìa delle vacche. Come voi ben sapete. Ebbasta con ste' minacce: a' crisi, l' elezioni anticipate, e' dimissioni. Cumm' era chilla cosa, Clio? "Quousque tandem", come si scrive quousque? Uno que, quanti que? Vabbuo', salutandovi indistintamente, Giorgio O' Presidente. In data odierna".

Carlo Bertani ha detto...

Sinceramente, il mio avvocato mi disse che, con quella condanna, sarei potuto ancora entrare nel Carabinieri. Ma, alla mia età...
Però c'è chi si è beccato ben altre condanne per cose lievi, e nessuno gli fa la grazia.
O' Re, facimm'e n'altr indulto? Na cumpassione, accussì...
Carlo

Eli ha detto...


Per svolgere il mio lavoro, un lavoro civile, non specialistico, dovetti presentare una fedina penale intonsa.
Ed ora un pluripregiudicato, con cinque o sei processi in corso, di cui uno con sentenza passata in giudicato, vorrebbe fare il presidente della repubblica, vuole candidarsi a presidente del consiglio, sbraita di amnistie ed indulti, vuole la grazia dal sovrano! Mentre le sue cheerleaders siliconate inscenano osceni balletti televisivi per difendere l'indifendibile. Questa è pornografia istituzionale!
Troppe gliene servirebbero, di grazie. Non si può fare, neppure nel Napolitanistan (che confina col Kazakhistan!).

Mi sembra di rivedere la gestione politica dello Stato della Chiesa nel 1500-1600, dopo il passaggio a Roma degli spagnoli. Stessa corruzione, stessa simonia, stessi delitti impuniti perché il personaggio è troppo importante e troppo vicino al papa... Non a caso oggi il presidente, e prima il re, vive nella reggia dei papi, e ne succhia le energie nefaste.

Riuscirà questo paese ad uscire dal suo Medio Evo etico e spirituale???

Non si è mai avverato l'input lanciato da Cavour, che dopo l'Italia c'era da fare gli italiani. Questi attuali sono più simili ai bravi degli Orsini e dei Colonna che a dei cittadini moderni, degni di tale nome. Per questo restiamo sudditi privi di dignità e coscienza.
E nessuno che suoni la sveglia!

Ciao. E.

Eli ha detto...


Un segno di vita dall'Europa!

Vi sono infatti Movimenti 5 Stelle (greco e tedesco) che hanno idee di politica economica e le diffondono, udite udite!
Non come da noi, dove si pensa solo ad epurazioni dei dissidenti di staliniana memoria.

Per me sbagliano a volere il ritorno alle vecchie monete, ci vorrebbe una moneta nuova; ma col tempo capiranno.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/22/cinque-stelle-greci-incontrano-no-euro-tedeschi-contro-leuro-e-troika/689968/

doc ha detto...

Ben trovati.

Eli,
Il punto centrale è il seguente:
di chi deve essere la moneta?

E chiedersi anche: a chi appartiene oggi nella c.d. Unione Europea, l'euro?

Poi viene il resto..
Buon Cammino
Doc

winx61 ha detto...

MA QUESTE DOMANDE NON SE LE FECERO I PADRI FONDATORI DELL'EURO? PRODI CHE DOMANDE SI E' FATTO QUANDO SIAMO ENTRATI NELL'EURO E CHE RISPOSTE SI E' DATO?

Eli ha detto...


Caro Doc,

è ovvio che la moneta dovrebbe appartenere al popolo, ed essere emessa da una banca dello stato, per la piena autonomia.
Ma temo che i tempi non siano maturi per un concetto così semplice.
L'economia dovrebbe seguire leggi naturali, come affermava Vilfredo Pareto, e non gli artifici contabili cui l'hanno condannata i boiardi della Cupola.

Se pensi che Barnard, che starnazza tanto di teorie economiche, ignora completamente il signoraggio, e che Grillo lo ha abbandonato da quando si è messo sotto l'ombrello USA-Goldman-Sachs...E che alcuni che osano citarlo hanno il vizietto di adornarsi di svastiche, croci celtiche e fasci littori, puoi comprendere che non siamo messi proprio bene.
Ma ho fiducia che un bello scossone all'economia svegli anche i letargici impenitenti e narcolessici.

Un abbraccio.
E.

Eli ha detto...


DUE PESI E DUE MISURE?

La ministra Idem è stata buttata fuori dal governo per 3.000 euro di evasione ICI, e non si riesce a liberarsi di questo pluripregiudicato erotomane e dichiaratamente psicolabile?
Ma dove viviamo?
Appunto, nel Napolitanistan. Che confina col Kazakhistan, mica con la Francia, l'Austria e la Svizzera.
Bah.

Carlo Bertani ha detto...

Cari amici,
sono in un momento un po' difficile, fra il dubbio sulla pensione, gli esami di riparazione ed il portatile che è passato a miglior vita (dopo nove anni...)
Perciò, perdonate la mia scarsa presenza ma vivo come un nomade fra due case...appena si stabilizza tutto riparto. Fra l'altro, la Siria mi preoccupa assai...è una questione diversa dall'Iraq o dalla Libia, e gli americani avanzano sicuri...mah...
Carlo

Roberto ha detto...

Carissimo Carlo, carissimi corrispondenti.

Vorrei usare un po' di questo spazio per un piccolo sfogo sulla volontà di Obama di bombardare la Siria.

In pratica gli statunitensi non contenti di essere uno dei principali fautori della mancanza di pace nel mondo, vogliono dare una ulteriore, peregrina, spinta vero la violenza.

I norvegesi/svedesi sono gente semplice ed un po' ingenua perché vivono in una sorta di "isola" felice e pacifica ed hanno pensato "bene" di dare il Nobel per la Pace ad un presidente "nero" degli Usa.
Il Nobel dato a Maria Teresa in mano ad Obama!

Gli statunitensi vollero bombardare il Kossovo, L'Iraq, l'Afganistan, ancora l'Iraq ecc.

Convinsero il mondo che l'Iraq aveva le armi di distruzione di massa (che hanno invece Usa, Francia, Uk, Cina, Russia) e giù bombe.

In Siria sono ormai molti mesi che quasi ogni giorno ci sono morti e massacri. Fino a qualche settimana fa non importava, ufficialmente, a nessun paese occidentale.

Oggi l'escalation, le armi chimiche, Obama con le mani "legate", poverello.

Ma con i "droni" i cui costi potevano risolvere la fame in diverse aree del pianeta, i corpi speciali, le armi futuristiche che ha a disposizione Obama, non basterebbe, se proprio si volesse, prendere Assad e processarlo davanti al mondo? Una "bella" operazione “chirurgica" ed intelligente (come le bombe lanciate sull'Iraq) 'na nottata e dopo: è "è passata 'a nottata".

Però come per Saddam e Osama anche Assad mi sa che fa più comodo, agli usa ed agli altri guerrafondai, lì dove è, piuttosto che in carcere o morto.
Ovviamente appena avranno bombardato assai (e non assad) allora Assad potrà non servire più... chiedere a Saddam... Ah! è morto... vabbè, non serviva più...

Ci fanno acquistare armi costosissime ed avanzatissime (anche a noi italiani) eppoi, quando veramente servono per ridurre a zero gli effetti della guerra, preferiscono le care e vecchie cariche di tritolo... che pazzerelloni inguaribili amanti dei fuochi di artificio...

Io l'ho messa ironica ma fuori dalla Siria ci sono oltre sei milioni di rifugiati siriani circa 4 dei quali al di sotto di 11 anni ed in Siria ci sono ancora oltre 12 milioni di persone, la grande maggioranza innocenti di tutto...

Vogliamo bombardare? Perché?

Io sabato prossimo 7 settembre 2013 seguirò l'invito di Papa Francesco e digiunerò. Ho anche motivi spirituali legati alla mia Fede, pregherò anche molto (che è la cosa che mi viene meglio).

Vi garantisco che buona forchetta come sono, per me non sarà facilissimo digiunare, preferirei altre "prove", ma ce la farò.

Vi invito tutti a digiunare ed a convertire i pochi spiccioli risparmiati nel cibo che vi siete tolti, in aiuti verso i rifugiati siriani.

Chi non ha una fede forse farà più fatica, forse meno pensando alla popolazione inerme sotto la minaccia delle bombe, non lo so.

Tante persone, moltissime non cristiane, stanno raccogliendo l'invito di Papa Franceso alla giornata di digiuno per la Pace del 7 settembre prossimo.

Io ci conto moltissimo so benissimo che sono di più, e forse "contano" anche di più, i non credenti rispetto ai credenti.
Penso anche che un gesto come il digiuno fatto da un non credente per una buona causa come la Pace nel mondo, sia ancora più gradito agli uomini ed anche a Dio.

Per cui abbasso Obama, Assad, le Bombe e viva la Pace, lunga e duratura.

Che poi ci siano persone e personaggi da processare, assassini da fermare, questo non ci deve distogliere dal nostro principale obiettivo: la Pace.

Da "esperto" in penitenze vi consiglio di fare il digiuno con un intenzione in testa, non solo la primaria, la Pace, anche una vostra intenzione intima, qualsiasi buon pensiero vi venga, per voi o altri…

Se convoglierete le vostre forze mentali, fisiche e spirituali verso tali intenzioni sarà più facile resistere alle "tentazioni" (piadina con mortadella).

grazie a tutti

RA