16 novembre 2012



Avanti le truppe!




Lo sciopero del 13 Novembre 2012 mi ha fatto tornare alla mente il 14 Dicembre del 2010 quando, un Fini ringalluzzito dai consensi parlamentari, non nascose la sua soddisfazione per le “masnade” scorrazzanti per Roma.

Oggi, la situazione è completamente diversa.

Va beh…lo sciopero era “europeo”, per il lavoro e la scuola, e la Camusso ha imparato la lezione. Andiamo con ordine.



Quando il governo Monti iniziò a stendere i suoi famigerati “Piani qualcosa”, dal ministero di via Nazionale i tecnici dei “tecnici” esaminavano le varie proposte: chi colpire?

La patrimoniale era fuori discussione per la contrarietà del PdL, l’esclusione della prima casa dall’IMU anche e i soldi (a loro dire) non bastavano ancora: dove toccare?

Un grigio funzionario del ministero se ne uscì con l’Uovo di Colombo: «Meglio i cinquantenni a protestare qui, sotto il Ministero, che quella roba giovane dalla quale ti puoi aspettare di tutto.»

Il suo consiglio fu ascoltato e ponderato attentamente: nacque quell’infamia chiamata “riforma Fornero delle pensioni”.

Il ragionamento era giusto: colpire i deboli per ossequiare i forti e, fra i più deboli, c’era la scuola.



La scuola non è mai stata così debole: tolto di mezzo l’unico sciopero che toccava veramente i nervi scoperti – il blocco degli scrutini: oggi c’è la precettazione, anche se la questione legale è un po’ vaga e si basa, tutto sommato, sui soliti rapporti di forze – le lotte, parafrasando Jack Nicholson, “stanno a zero”.

Le ragioni sono, sostanzialmente, due.



La prima è una sorta di disillusione, come un marito/amante scoperto con una ragazzina in un parco, che ti toglie ogni voglia di rivalsa: sei stata sconfitta, le tue rughe e la tua dolcezza hanno avuto la peggio nei confronti dei seni turgidi e dell’innocenza erotica della ragazzina.

Così si sente il personale della scuola: un tempo si sentivano funzionari dello Stato e così erano trattati, con l’abbonamento gratis al treno se dovevi raggiungere una sede disagiata, ed un trattamento previdenziale che consentiva – a qualsiasi età, se non te la sentivi più – di lasciare.

Eccessivo? Forse: ero contrario ai famosi “19 anni, sei mesi ed un giorno” per gli uomini e non ci andai. Sarei in pensione da almeno 15 anni.

Però, oggi siamo al parossismo: perché docenti ultrasessantenni che non ce la fanno più – con tanto di commissioni sanitarie (che, qui al Nord, non sono molto di manica larga) – al massimo vengono “riconvertiti” nelle segreterie, dove finiscono per fare più danni che altro? E i soprannumerari? I “coatti” come me, trasferiti d’autorità a 62 anni?



Il secondo motivo è legato al primo ed è figlio dell’età, come aveva giustamente sentenziato quel bastardo di un funzionario ministeriale: abbandonati da tutti, con un sindacato a dir poco ondivago, che possiamo fare? La barricate a 55 anni? A 60 anni?

Non sono cifre inventate: il 50% degli insegnanti italiani ha più di 55 anni, mentre i pochi “giovani”, che non sono precari, ne hanno 40.

Il precariato è quello, con le sue regole assurde, che ti toglie qualsiasi possibilità di pensione: esempi? Presto detto.

Due colleghi, due situazioni simili: 12 anni di precariato il primo (più vecchio), 20 anni la seconda (più giovane). Anni effettivi di servizio? 9 per il primo, addirittura 12 per la seconda (8 anni persi!): potete facilmente comprendere che non raggiungeranno mai i 42 anni di servizio, e toccherà loro lavorare fino ad età di 67/69 anni.

Sono le regole baby, sembra d’ascoltare la Fornero o quel bellimbusto di Michel Martone, professore universitario a 31 anni perché – a detta di uno di uno dei commissari che lo promosse professore con una sola pubblicazione – “è un raccomandato di ferro”.

Ma…ve lo vedete un insegnante di quasi 70 anni tenere testa ad una scolaresca di quelle odierne, che negli istituti tecnici e professionali rasenta oramai la delinquenza abituale? Oggi hanno il coltello in tasca. Domani?



Per questo la CGIL (messa all’angolo dai COBAS) ha giocato uno dei carichi pesanti: volete la guerra? E guerra sia: il copione lo conoscete.

Se i poveri insegnanti sono oramai considerati come degli operai specializzati con una laurea in tasca – le tabelle per gli adeguamenti al costo della vita sono, appunto, per “operai, impiegati ed insegnanti”, di certo non per “medici, insegnanti e magistrati” – e non hanno più capacità di lotta (ricordiamo il blocco degli scrutini…) come si fa?

Si scatenano le truppe: gli studenti. “Studenti ed insegnanti uniti nella lotta”: ecco il nuovo slogan.



Per carità: gli studenti hanno motivi da vendere per protestare, anche con un telefonino da 500 euro in tasca.

Percepiscono, “a pelle”, che quel mondo – appena sfiorato nei loro primi anni di vita – fatto di certezze e piccole abitudini consolidate, sta crollando: crollano le famiglie, crolla la scuola…di tutto rimane un vuoto simulacro, un costrutto di affetti accigliati e lezioni stantie che sa di muffa.

Questo è ciò che ha meditato la Camusso per non cedere totalmente la piazza ai COBAS: CISL, UIL ed UGL sono oramai sotto la protezione del WWF, per la salvaguardia delle specie in estinzione.

Il pericolo non è virtuale, non si tratta di una minaccia vagheggiata o di un eco che si perde di valle in valle: è reale, composto da urla di paura e di trionfo, nasi rotti e cassonetti in fiamme. E se non fosse possibile fermarlo? Iniziano a chiedersi i politici.



Ma non hanno risposte.

Interessante la risposta del futuro “politico” Briatore: “La povertà, che è sotto i nostri occhi, è un fatto. E un fatto ha sempre una ragione”.

Come mia moglie che sta facendo il ragù: è un fatto, e un fatto ha sempre una ragione. Meno male che qualcuno, a 60 anni, scopre il principio di causa ed effetto: c’è speranza per tutti. Anche per Briatore.

9 commenti:

il Nostromo ha detto...

Che sintonia!
Siamo diventati telepatici io e te?

Vabbè, io speravo nell'assalto del grattacielo SanPaolo e all'infestazione artropode adolescenziale del Tribunale di Torino.

Almeno le profezie maya qualcosa l'hanno azzeccato o forse è stato Orson Wells o l'altro Wells della Guerra dei mondi?

La risposta è: se ti sei perduto nel mezzo del cammin della tua vita...A Danteeee...comprati un TomTom!!!!

Avanti tutta!

doc ha detto...

Nostromo, l'astinenza dalla "navigazione" ti ha reso troppo caustico? Rilassati, ci vorra ancora tempo, forse troppo tempo ancora!
Ben trovati
Doc

il Nostromo ha detto...

Un po' infiammabile....

Ben trovato anche a te.

Carlo Bertani ha detto...

Doc, forse non sono stato ben compreso: è una mossa della CGIL per mascherare l'impotenza e le combine con il PD, non è un avviso di rivoluzione!
Credimi, non ho astinenza di nulla, il Flying Dutchman se ne sta bene dov'è ed io anche: ho persino ritrovato un po' di "verve" nella scrittura.
Max, ma come c... si fa a mettersi come sostenitore nel tuo blog?
Ciao a tutti
Carlo

il Nostromo ha detto...

Carlo, devi crearti un nuovo account su google+.

E' come aprirti un altro blog parallelo al tuo, solo che devi avere una nuova mail su gmail.

Poi, una volta che sei dentro a g+ mi inserisci nelle cerchie degli amici.

Su questo blog e sull'altro puoi inserire i tuoi articoli e allegare i miei.

Ulteriormente inizierò a scrivere su:
http://www.clubcapretta.it/

Poichè Felice Capretta è il creatore moderatore del blog ed è nelle mie cerchie di g+ potremmo valutare di fare rete insieme.

Ciao e vele al vento che si riparte...

il Nostromo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
il Nostromo ha detto...

Il mio ultimo post su g+

GLI ESTREMI POLITICI SORPRENDERANNO IL M5S

https://plus.google.com/u/0/117261375620839596177/posts

Per un approfondimento:
http://politicainrete.it/forum/movimenti-e-cultura-politica/marxismo-leninismo/101505-il-neo-utopismo-e-le-tre-illusioni-post-fordiane.html

ps: L'analisi di cui sopra non tiene conto degli scontri bellici globali come risoluzioni delle precedenti crisi del capitalismo.

il Nostromo ha detto...

Nuovo post

L'EUROPA AVEVA UN CUORE D'ACCIAIO

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Eli ha detto...

Carlo

dissento sull'ultimo paragrafo: per Briatore non c'è nessuna speranza.
E' e resterà un pezzo di merda ripulito, ma grossolanamente.
Ciao...