27 aprile 2008

S’à da fare

Oggi, 27 Aprile, ho risolto un dubbio, un tarlo che qualche volta m’assaliva. Sono riuscito a farlo perché ieri, 26 Aprile, mi sono recato presso il Conservatorio Musicale di Cuneo per assistere al saggio di fine anno del corso di tromba e trombone, al quale partecipava anche mio figlio Emiliano, studente del primo anno.
Al termine delle esibizioni – cinque trombe e due tromboni, più qualche brano “d’ensemble” – il docente del corso – il prof. Fabiano Cudiz, prima tromba al Carlo Felice di Genova – ha rivolto un breve saluto ai pochi presenti, per lo più parenti dei musicisti, alcuni dei quali ancora “in erba”.
Ebbene, quelle poche parole mi hanno colpito e mi hanno spronato a continuare il lavoro per Italianova – che sta andando avanti dietro le quinte – perché, senza saperlo, toccavano le medesime corde.
Il docente ha invitato i genitori a sorreggere gli sforzi che sostengono i loro figli, perché c’è qualcuno che “fa anche 150 chilometri in un giorno, per seguire le lezioni” e questo è il caso di mio figlio, che da mesi mangia panini in treno, intanto che ripassa la lezione liceale per il giorno seguente. Ma ci sono anche altri aspetti.
“C’è chi lavora, e deve sottrarre a qualche modesto divertimento il tempo per studiare e seguire le lezioni”. Sono venuto così a sapere che uno studente di trombone – prossimo al diploma finale – lavora come macellaio in un salumificio, e si alza alle 4 della mattina per recarsi al lavoro. Spera, dopo tanti anni di studi e sacrifici, di trovare finalmente un posto in orchestra, e noi glielo auguriamo con tutto il cuore. Uno dei musicisti, non era vestito con la tradizionale “divisa” – camicia bianca e pantaloni neri – bensì con semplici jeans ed una camicia colorata. Il docente non ha pensato di riprenderlo nemmeno per un secondo: lavora, ed era riuscito a giungere in tempo per le prove soltanto facendo i salti mortali, senza avere il tempo di recarsi a casa per cambiarsi d’abito. Eppure, tutti insieme, hanno fatto un’egregia figura.
Ecco: per questa gente dobbiamo lavorare, per creare un’Italia che sia degna dei loro sforzi, delle loro (giuste) aspettative. Come nella musica, siamo sicuri che esistono milioni d’italiani che continuano a vivere in questo disgraziato Paese con ostinazione, studiando, lavorando o impegnandosi come volontari in mille attività nobili ed utili.
Stiamo lavorando: Alessio – il nostro straordinario webmaster – ha già pronto uno dei siti più belli che si vedano sul Web, e lo stiamo preparando per il debutto. Per noi? Per soddisfare il nostro ego? Sarebbe un ben misero investimento.
Per la gente che prende il treno la mattina presto e va a lavorare, per quelli che studiano e non si lamentano se non ci sono le possibilità economiche per la gita scolastica, per coloro che – giunti alla pensione – fanno i volontari in ospedale, per coprire i “buchi” che la nostra sciagurata classe politica non riesce a risolvere.
C’è un’Italia di briganti e papponi, ma ce n’è un’altra di gente onesta, fantasiosa e volenterosa: a questi dedichiamo il nostro lavoro, che speriamo un giorno possa servire e dare frutti. Per tutti.

info@italianova.org

4 commenti:

Bruno Picozzi ha detto...

Buongiorno Carlo,
non trovando un luogo piu' adatto per farlo, mi permetto di segnalarti qui un'inziativa di resistenza intellettuale lanciata dal piccolo BIPPIblog attraverso la rete internazionale dei meetups. Credo che possa essere di tuo interesse.
L'indirizzo e' http://bippi.blogspot.com/

Colgo l'occasione per ringraziarti del tuo lavoro che e' un esempio per tutti noi.
Buon lavoro
Bruno

S. ha detto...

Un sincero in bocca al lupo per Italianova.
C'è davvero bisogno di dare una ripulita alla nostra misera italietta, così intorpidita e instupidita da tanti, piccoli, beceri opportunismi e dalla smania di vincere per dimostrare di essere migliori degli altri.
Nel cercare di vivere seguendo principi più alti e di costruire una società più armoniosa e ricca, spero che non faremo l'errore di voler "punire" o eliminare i vari "briganti e papponi" che infestano le nostre strade, e un angolino di noi stessi...
La chiave per una svolta vera e profonda, sia fuori che dentro di noi, non sta nel reprimere, nel negare e nel condannare, ma nell'accettare, nell'includere per poi trasformare, e creare dalle ceneri del nostro egoismo un'esistenza più vera e più bella.
Basta restare aperti, concedendo agli altri e a noi stessi la possibilità di cambiare, e lasciarci alle spalle un po' della zavorra che ci portiamo dietro da chissà quanto tempo, per chissà quale inganno del destino.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

In bocca al lupo per Italianova. Di persone oneste ce ne sono ancora fortunatamente. Solo che, questo sciagurato sistema, sembra favorire i disonesti e opportunisti. Credo sia fondamentale, ridare spazio a quei valori, che nel secolo scorso hanno portato ad un miglioramento sociale.

ubiq ha detto...

grazie per il tentativo, ma temo sia come attraversare l'oceano con una zattera (e con un uragano in arrivo).